Archivio della categoria ‘Filosofia esoterica’

RICETTA DI VITA ( Vivere Consapevolmente)

Lunedì, 17 Febbraio 2014

 

  • 1- L’Umanità sta trascendendo per la prima volta i Confini delle Dimensioni che sente Famigliari.
  • 2- Il Vostro Pianeta sta attraversando una Trasformazione assieme a tutto il suo Creato.
  • 3- Essere nello Stesso Ambito Eleva le Frequenze.
  • 4- I Codici di ogni Frequenza che si Eleva vengono misurate. Secondo i risultati ottenuti, i Cammini vengono Designati perché quegli Esseri Umani li intraprendano.
  • 5- Le Energie Cosmiche Portano Conoscenza. Questa Conoscenza fa Pressione sulla Consapevolezza, vi sentite Angosciati.
  • 6- Il Vostro Spirito viene Turbato in Proporzione al Potere e Purezza della Conoscenza Ricevuta.
  • 7- Dato che l’Essere Umano non lo Sa, si sente più Angosciato e Triste.
  • 8- La tristezza è un Fattore Stimolante che mette a dura Prova la Coscienza, che soprattutto la attiva.
  • 9- Come la Coscienza si eleva e la Consapevolezza si sveglia, l’Angoscia sparisce.
  • 10- L’Essere Umano si Evolve in questo Modo, la Pace Divina si ottiene in questo Modo.
  • 11- Questa è una Legge della Natura. Nemmeno un Bambino può Nascere senza Doglie.
  • 12- L’Essere Umano attrae le correnti negative in proporzione al suo diventare più positivo.
  • 13- Le Correnti Cosmiche influenzano i Poteri positivi delle Cellule.
  • 14- Questa Situazione Prepara le Cellule Corporali a Frequenze più Potenti.
  • 15- In questo Modo, viene aggiunto Potere al Potere dell’Essere Umano e il vostro Potere Corporale aumenta.
  • 16- Questo è necessario per i Passi da Fare nella Salvezza.
  • 17- Le correnti Cosmiche Mostrano le Vere Personalità degli Esseri Umani.
  • 18- Questa è una Fine Inevitabile. Gli Esseri Umani vengono esaminati Dagli Esseri Umani.
  • 19- La Persona che è in Pace e Integrata con se stessa, che ha Accettato Ogni Cosa, è entrata nella Salvezza.

SISTEMA    

Lo sguardo di Giuseppe, l’uomo dalle labbra serrate

Martedì, 7 Gennaio 2014

Quando nasce un bambino tutti corrono a vederlo. E’ incredibile come sia capace di attrarre lo sguardo il miracolo di un vita che nasce. Anch’io quest’anno sono qui a guardarti, Gesù. Mi metto in fila insieme agli altri, cerco di vedere qualcosa di questo miracolo di un Dio che si lascia vedere perché si fa uno di noi, si fa bambino. Sembra un gesto facile quello di guardare, innocente, e semplice. Invece può essere impegnativo. L’occhio è lo specchio dell’anima. Guardarti mi costringe a svelare quello che c’è nel mio cuore. Un impegno che abbiamo già perso da tempo!
I vangeli ci raccontano di tanti occhi che cercano e si posano sulla Parola che prende forme di piccolo uomo e non sono tutti uguali. Forse anche il mio sguardo svela sfaccettature diverse dal mio cuore. Una carrellata di sguardi nei quali riconoscermi, per imparare a guardare con verità. A guardare col cuore.
A volte ti guardo quasi sbirciandoti con un’occhiata veloce. Di circostanza. Una visita veloce per poi rituffarmi nella vita, che reputo sia la vita vera. Accade così anche quando incontriamo un bambino appena nato insieme a un amico o un’amica che lo portano a passeggio. Le solite frasi di circostanza, uno stupore passeggero. Due complimenti e via, un po’ di curiosità e tanta fretta. Anch’io ti guardo così: piccoli momenti nei quali i miei occhi si incrociano con i tuoi, brevi istanti ma con il cuore altrove. La fretta e la preoccupazione impediscono di fermare lo sguardo, l’affanno diventa un velo, una bella e utile giustificazione. Ma l’inquietudine, quella sana e vera, non trova pace.
Il vangelo ci racconta di tanti sguardi: quello impaurito di Erode per esempio, quello adorante dei Magi, quello meravigliato e commosso dei pastori … ma lo sguardo più bello è quello di Giuseppe e di Maria. Sguardo pieno di affetto e di premurosa cura. Sguardo di autentica tenerezza.
Vorrei quindi lasciarmi guidare dallo sguardo di Giuseppe che non parla, mai. Guarda e agisce di conseguenza. Semplicemente e gioiosamente obbedisce. Userò le parole di Papa Francesco per cercare di capire come guarda Giuseppe.
Sguardo di “discrezione, di umiltà, nel silenzio (noi che usiamo tante parole per nasconderci), ma che manifesta una presenza costante e una fedeltà totale (altra virtù passata di moda), anche - e soprattutto - quando non comprende. Dal matrimonio con Maria fino all’episodio di Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme, accompagna con premura e tutto l’amore possibile ogni momento. E’ accanto a Maria sua sposa nei momenti sereni e in quelli difficili della vita, nel viaggio a Betlemme per il censimento e nelle ore trepidanti e gioiose del parto; nel momento drammatico della fuga in Egitto e nella ricerca affannosa del figlio al Tempio; e poi nella quotidianità della casa di Nazareth, nel laboratorio dove ha insegnato il mestiere a Gesù”.
Lo sguardo di Giuseppe dice “la costante attenzione a Dio, non ai suoi bisogni e neanche ai suoi desideri, ma manifesta l’apertura generosa ai suoi segni, rivela piena disponibilità al suo progetto, non tanto al proprio. E’ uno sguardo, infine, che dice la volontà di custodire Gesù, di custodire in Gesù, l’altro, il proprio prossimo. E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. E’ l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E’ il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti.” Ecco perché con Papa Francesco possiamo dire che “san Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza!”
Che il Signore nato per noi ci doni lo sguardo di suo padre Giuseppe che ricalca lo sguardo del Padre di tutti e Padre nostro. Amen.

Pier

 

Vecchia leggenda egizia

Martedì, 26 Novembre 2013

La storia di Geb e Nut

Gli Egiziani, ai tempi dei Faraoni, adoravano Ra, il Signore dell’Universo. Ra era l’ordine, era il caos, era tutto, era lui a decidere chi doveva essere felice e chi non doveva. Ra non aveva regole: comunicava le sue decisioni e tutti tremavano davanti a lui. Un giorno qualcuno raccontò a Ra che un uomo e una donna erano diventati felici senza il suo permesso. “ Impossibile” disse Ra “ chi sono?” “ si chiamano Geb e Nut e sono tuoi nipoti” “ E come fai a dire che sono diventati felici?” “Hanno scoperto un modo per esserlo” rispose la spia “vivono al buio, si amano, si baciano e quando si abbracciano fanno battere i cuori nello stesso momento” “ Vai da loro a separarli” comandò Ra “ e trova un modo perché non si possano mai più incontrare nella vita!” “ la spia, che si chiamava Shu, s’incamminò verso il luogo dove Geb e Nut erano nascosti: Nut copriva con il suo corpo il corpo di Geb e lo baciava sulla bocca, Geb aveva una corona di capelli arruffati e una barba striata fatti di silpi di bosso, Nut aveva il corpo bianchissimo, pallido come una distesa di neve appena illuminata dalla Luna. Shu piombò come una furia tra i due, calpestò con i piedi il corpo di Geb e sollevò in aria Nut al di sopra della testa. E fu così che Nut divenne Cielo e Geb la Terra. Sul corpo di Nut, in ogni punto dove Geb aveva deposto un bacio, sorse una stella e sul corpo di Ged spuntarono mille e mille alberi, tutti con i rami verso il cielo, come braccia di amanti disperati. Dagli occhi di Nut cominciò a scendere una pioggia silenziosa e piccoli rivoli scivolarono dolcemente tra gli alberi e tutt’intorno nacquero fiori.

Ps: Quello che conta è solo il modo di porgere l’amore, che è dentro alle cose.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO

Lunedì, 25 Novembre 2013

Come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1°

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2°

1.      Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

2. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Bhagwan Shree Rajneesh

RICHIAMO

Venerdì, 22 Novembre 2013

 

SCOPRI IL FINE SEGRETO DELTUO DESIDERIO

COSI’ NON VIVRAI NELL’ILLUSIONE.

CHE PUOI SAPERE DELLA FELICITA’

SE NON HAI CAMMINATO NELLA VALLE DELL’AFFLIZIONE?

CHE PUOI SAPERE DELLA LIBERTÀ

SE NON HAI GRIDATO A GRAN VOCE NEI CEPPI DELLA SCHIAVITÙ?

CHE PUOI SAPERE DELL’AMORE

SE NON HAI CERCATO DI SCIOGLIERTI

DALLA PRIGIONIA DELL’AMORE?

HO VISTO I FIORI SBOCCIARE

NELLE ORE SENZA LUCE DI UNA NOTTE SERENA.

KRISHNAMURTI

LA MORTE DEL CAOS

Venerdì, 22 Novembre 2013

II Signore del Mare del sud era Sciù, il Signore del Mare del nord era Hu e

il Signore del Mezzo era il Caos.

Sciù e Hu s’incontravano spesso nella terra del Caos, il quale li trattava molto bene.

Si consultarono tra loro come ricambiare le gentilezze del Caos.

Dissero: “Gli uomini hanno sette orifizi per vedere, udire, mangiare e respirare; solo questo signore non ne ha nessuno. Vediamo di farglieli”.

Così ogni giorno gli fecero un orifizio. Al settimo giorno il Caos era morto.

Chuang Tze

LA DIVINITÀ’ DELL’UOMO

Lunedì, 28 Ottobre 2013

Una vecchia leggenda indù racconta

che vi fu un tempo, in cui tutti gli uomini erano Dei.

Essi però abusarono talmente della loro divinità

che Brahama - signore degli Dei- decise di privarli del potere e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo.

Il grande problema fu dunque quello di trovare un nascondiglio.

Quando gli Dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere

questo dilemma, essi proposero:

“Seppelliamo la divinità dell’uomo nella terra”.

Brahama tuttavia rispose:

“No, non basta, perché l’uomo scaverà e la ritroverà”.

Gli Dei, allora replicarono:

“ In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli oceani”

E di nuovo Brahama rispose:

“No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le profondità

di tutti gli oceani e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà

in superficie”.

Gli Dei minori conclusero allora:

“Non sappiamo dove nasconderla, perché

non sembra esistere sulla terra o in mare luogo alcuno che l’uomo

non possa, prima o poi, raggiungere”.

E fu cosi che Brahama disse:

“Ecco cosa faremo della divinità dell7uomo: la nasconderemo

 nel suo Io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà

mai in mente di cercarla”.

A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l’uomo ha compiuto il

periplo della terra, ha esplorato, scalato montagne, scavato la terra

 e si è immerso nei mari, alla ricerca di qualche cosa che si trova

proprio dentro di lui.

Messaggio del nostro Maestro di luce aprile 2010

Lunedì, 11 Aprile 2011

Saluto la mia assemblea. Saluto voi, figli della luce. Sono qui giunto, in mezzo a voi, per portare il messaggio di pace e di fratellanza. La luce sia su ognuno di voi, scenda nei vostri cuori, porti pace e purificazione ai vostri corpi. Invocate voi che siete nella luce, che ricercate la luce, invocate lo Spirito, affinché vi sia data la forza nell’intraprendere il lungo cammino, che vi porterà alla Casa del Padre. Figli miei diletti, grande è il mio amore per voi, che qui, in nome della Fratellanza e dell’Amore Universale, avete unito i vostri cuori, in un’unica preghiera, a voi che alimentate il Fuoco Sacro, il Fuoco dell’Amore, che come un’onda si alimenta e si diffonde, inondando ogni cosa intorno a voi, con la propria luce e vibrazione. Vi esorto a partecipare con costanza e fede alla costruzione del Nuovo Regno, che porterà la luce nel Nuovo Mondo. Vi esorto ad essere testimoni e pionieri, costruttori di questo Nuovo Mondo, partecipando al processo evolutivo di tutto il pianeta Terra e di tutte le creature che abitano questa materia. Questa grande vibrazione che pervade questo Universo e che manda energie elevate, vibra in ogni creatura, in ogni essere, in ogni cosa animata e non animata, entra nel profondo di ogni essere vivente e nella materia stessa della Terra. E’ un lungo processo evolutivo e di trasformazione, che porterà ad una nuova materia, a nuovi uomini, a nuove creature. Voi tutti che qui, amate la luce, credete nella forza dell’amore, siete chiamati ad essere parte vivente di questo processo di evoluzione e di trasformazione. Chiedete aiuto alla Madre Divina, affinché alimenti il vostro Fuoco Sacro, affinché vi aiuti a soccombere nella difficoltà, affinché vi aiuti nella lotta contro le vostre tenebre e le vostre oscurità e chiedete attraverso la vostra preghiera, chiedete allo Spirito Infinito, di mandare la sua luce nel vostro cuore. Ognuno di voi, sia fedele compagno  dell’altro, in questo lungo cammino verso la luce. Il processo dell’evoluzione, è un processo lento e difficile, e lungo questo sentiero, le molte difficoltà, possono a volte allontanare il pellegrino dal suo cammino. Il Buon Creatore manda i suoi Angeli, attraverso vesti umane, affinché il cammino dell’uomo, sia corretto, affinché esso sia ripieno di consiglio e di fortezza, affinché esso ritrovi la sua strada. L’uomo, non è mai abbandonato a se stesso, perché colui che chiede la luce, colui che invoca la luce, avrà ciò che chiede. Quindi, sia in voi questa fede e questa speranza nel risveglio continuo della vostra coscienza, nella consapevolezza di essere in un momento particolare e di transizione, sul vostro pianeta. In questo tempo di grande tribolazione per la Terra e per gli uomini, e’ dato ancora ad ogni uomo vivente, la possibilità di cogliere questo lungo momento, per risvegliare entro di sé il Fuoco Sacro. E’ un dono che viene fatto agli uomini su questa terra, affinché possano avvicinarsi alla luce. Vi è molto dolore in questa umanità, nel cuore di ogni uomo vi è un grande dolore. Manca la consapevolezza di questa sofferenza, una grande insoddisfazione alberga nel cuore dell’uomo, e’ la lontananza dal Divino, dallo sguardo del Dio Creatore, la nostalgia del suo amore. Ma Dio è nell’uomo, è molto più vicino di quanto l’uomo possa credere, ciò che cerca è nel suo cuore e quel seme divino, aspetta solo di poter manifestare la sua capacità di amare e di comprendere. Ma l’uomo cerca altrove, cerca al di fuori di se stesso, persiste nella sua lunga ricerca, ricerca della felicità effimera, nel benessere, nella ricchezza, tralasciando i valori più importanti. Egli guarda al di fuori di sé costantemente. Ciò porterà l’uomo, sempre in una continua ricerca. La mancanza di felicità e di serenità, porta l’uomo ad alimentare entro di sé, l’egoismo e l’indifferenza, in questo tempo di crudeltà e di malvagità. Gli uomini della luce, sono tutti chiamati a partecipare a questo processo di evoluzione, affinché essi stessi,  divenendo consapevoli della loro missione, siano essi stessi, aiuto per i propri fratelli. Questa buona azione, li porterà ad avanzare nel cammino verso la luce e come un pellegrino lungo il suo sentiero, guarda avanti a sé la meta. Così l’uomo della luce, guarda avanti a sé, cercando il Divino e in questo lungo sentiero, l’uomo della luce, aiuterà i suoi fratelli e insieme cammineranno, affrontando i molti ostacoli e ognuno si appoggerà all’altro, durante il tempo del digiuno, dell’astinenza, durante il tempo della sofferenza e ognuno sarà il guaritore dell’altro, perché il Buon Creatore, ha dato ad ogni uomo, il suo talento, ed ogni uomo, porta in sé, il segno unico della sua beltà. L’uomo di oggi, alimenta il dolore dentro di sé e intorno a sé, come un bimbo che ricerca costantemente l’amore della madre. L’uomo di oggi, cerca conferma e desiderio di amore. In questa sua fragilità, lo porta ad essere vittima dei suoi stessi desideri e pensieri. Continue elucubrazioni nella sua mente, costruisce schemi, ostacoli e muri, creando una felicità effimera, che lo porterà soltanto alla solitudine e a un grande egoismo. Spesso i vostri figli, portano nel proprio profondo traumi, causati dalla vostra incapacità di amarli. Guardate i vostri figli con amore, guardando ad essi, come esseri unici, con qualità uniche e col diritto di manifestare la loro unicità. I genitori investono i loro figli col loro desiderio di aspettativa, e soffocano la capacità di manifestare dei loro figli. L’amore e la gioia, la serenità, sono doni del Dio che ama l’uomo, e questi doni sono nel cuore di ogni uomo. Il desiderio di amore di un bimbo presso la madre, è un desiderio forte e costante. Spesso l’uomo immaturo è come un piccolo bimbo, che continua a ricercare questo amore. L’uomo maturo, comprende cosa è l’amore, la qualità dell’amore. Spesso, colui che ha subito dei traumi, diventa vittima dell’amore. In questo gioco di atteggiamenti, i genitori sono spesso responsabili di grandi sofferenze. Colui che ama, colui che ha in sé l’equilibrio e la forza, non teme di amare, ma va incontro alla vita, portando nei suoi occhi la gioia e la luce. Colui che detiene il potere, quale dono di Dio, ha in sé l’equilibrio e la misura e sa come esercitare il suo potere, un potere che è dato dalla giustizia e dalla misericordia. Colui che abusa del suo potere, si rende indipendente da ogni uomo, pensando di avere in sé la capacità, di provvedere a se stesso, alimentando il disprezzo e l’arroganza. Costui crea intorno a sé, il vuoto e la solitudine. Portate nel vostro cuore, la serenità e la gioia, alimentando le grandi virtù, che sono il dono del Buon Creatore. Una serenità d’animo vera, che non nasconde l’irrequietezza e l’inquietudine. Spesso, uomini che appaiono ai vostri occhi, sereni, nascondono una grande falsità, essa viene smascherata quando le vicende della vita, li portano alla sofferenza e la loro serenità cade completamente. Essi allora diventano vittime delle situazioni. Voi siete nella luce, aprite i vostri occhi, aprite la porta del vostro cuore e guardate dentro di voi, ricercando queste forze oscure, migliorando voi stessi, cercando nel vostro cuore, il vero desiderio di amore, la vera serenità, il vero potere. Neutralizzando i vostri difetti, inizierete a creare dentro di voi, il corpo di luce e aiuterete i vostri fratelli in questo lungo processo di trasformazione. Non abbiate timore, ad accogliere dentro di voi, la vera luce. Non abbiate timore, a portare nel vostro cuore l’amore, l’amore per ogni cosa, a manifestare questo amore. Siate come fiaccole di luce, nella grande oscurità, dispersi sul pianeta Terra. Anche se la vostra luce è piccola, è visibile, e porta la sua vibrazione, il suo colore ed il suo calore. In questo tempo di rinascita, siate gli uomini nuovi, gli uomini che portano nel loro profondo, il seme dell’uomo vero.

Ora parlo a te. Benedico l’acqua, che tu qui hai portato, benedico il tuo corpo, benedico il tuo seno e benedico le erbe che ti aiuteranno a guarire. Accogli tutto questo come un dono, nelle tue mani. Confida nella tua capacità di guarire e nella fiducia che darai al tuo medico. Sii sempre coerente, nella tua vita di ogni giorno e porta dentro di te, la rettitudine, anche di fronte alle insidie e alle nuove tentazioni. Sii te stessa, così come ti è stato insegnato dai tuoi nonni, sii integra, sii dolce.

Ora parlo a te. Ti benedico e chiedo a te la forza, l’Angelo della Forza, affinché ti sia dato coraggio e forza, perché è giusto che tu prenda il tuo tempo per riposarti, come un vecchio guerriero, dopo una battaglia. Anche tu hai bisogno di avere un po’ di riposo nella tua testa, nella tua mente e nel tuo corpo. E’ giusto riconoscere di avere necessità per riposare, è bene per te prendere un tempo per il riposo, per alimentare di nuovo la tua linfa, per portare anche pace nella tua mente. Prendi questo tempo, lascia le altre cose e pensa a te stesso, quel tempo che ti basta per rigenerarti. Ti benedico e ti aiuto.

Ora parlo a te donna. Comprendo la tua pena, la tua ansia. Benedico la tua testa, il tuo capo, accogli questa luce nelle tue mani. Lascia che gli eventi vengano a te e acuirai l’intuizione. Il medico che ti sarà portato e che ti aiuterà a curare il tuo corpo. Non è bene per te alimentare questa sofferenza e quest’ansia. Lavora a queste emozioni, e queste impressioni, affinché sia in te un pensiero di luce e non un pensiero di morte. Alimenta in te la guarigione.

Ogni uomo ha in sé, la capacità di portare sollievo al suo corpo. Credi in questo. Ogni uomo ha in sé, la capacità di ascoltare la voce, attraverso l’intuizione. E’ la voce della coscienza che parla al tuo cuore, attraverso suggerimenti e consigli. Apri le tue orecchie e ascolta. L’Angelo della Guarigione, sarà al tuo fianco e ti aiuterà.

Ora parlo anche a te, che hai chiesto per la tua compagna, che ha subito questo tempo di sofferenza per il suo corpo fisico. Benedico anche lei, benedico anche te e la vostra casa. Che sia guarigione al suo corpo, affinché possa essere, se stessa nuova nei suoi comportamenti, nei suoi atteggiamenti. Sia la luce su di voi.

Ora parlo a te. Ecco l’abbraccio del tuo Maestro. Accogli questo abbraccio, come un dono. Ciò che colpisce la tua salute, è frutto della tua incapacità di accogliere le cose della vita. Ciò spiega le tue allergie, i tuoi problemi. Lavorare su se stesso per scovare il dolore profondo dentro di te, è un processo doloroso e lungo, perché molte sono le ferite che tu hai raccolto nel tuo cuore, ferite di questa vita e di altre vite, ti hanno lasciato tracce dolorose. Tu hai fatto un lungo cammino e sei consapevole della tua capacità di comprendere. Alimentati della luce e a poco a poco, della gioia di vivere. Hai scelto questa via più difficile.

Ora parlo a te donna. Io comprendo la tua pena e la tua sofferenza in questo cammino che ti vede di nuovo sola, all’inizio di un percorso. Non temere. La mancanza di amore intorno a te, rende il tuo corpo più debole e il tuo cuore più triste, ma il guerriero di luce, in questo tempo, viene attaccato dall’oscurità e dalle tenebre e viene messa a dura prova la tua forza e la tua pazienza. E come il guerriero, si alza nuovamente per combattere, e tu sarai di nuovo capace per affrontare questo cammino, nuova nel tuo cuore, anche con la tua esperienza e il tuo fardello sulle spalle, sarai in grado di iniziare questo cammino. Che ti sia data la forza e quindi l’Angelo della Forza, per continuare la tua strada. Non temere, non sei sola. Chiedi luce e protezione. Sappi che vicino a te, ci sono coloro che sono stati, nella tua vita, vicini e ti aiuteranno in questa parte, ad affrontare queste tue paure. Sono solo paure. Guarda con occhi nuovi, il tuo cammino.

A te donna dico. Benedico il tuo grembo, IO benedico il tuo seno. Apriti all’Energia, chiedi con fede e se ciò è, ti sarà dato in accordo alla Legge Divina. Continua nella tua preghiera

A te donna. A te donna dico. Colui che guarda verso il cielo pensando a Dio, prega. Colui che offre il suo lavoro con amore, prega. Colui che ama ogni giorno, prega incessantemente. Ogni cosa fatta con amore, è un atto di amore, è una preghiera. Molti sono i modi di pregare. Dunque, non è vero che non sai pregare. Puoi cambiare il tuo modo di pregare, anche questo è un cambiamento. Pensando allo Spirito Infinito, amandolo attraverso gli occhi di un bambino, attraverso l’aiuto di un anziano, tu preghi incessantemente. Ritrova in te, questa gioia, in ogni forma di preghiera e loda il Creatore, loda la Madre che ti è vicino.

Prendo nel mio abbraccio, anche tuo padre, alimenta in lui la forza, nella preghiera per la guarigione e affida a questa comunità, la preghiera. Le preghiere di coloro che credono nella luce e nell’aiuto divino, aiutano a guarire, se questo è sempre in accordo alla Legge Divina. Ecco perché vi invito a pregare per i vostri malati. Alimentate dunque, la speranza in questo.

Benedico anche a te, che hai in te coltivato la pazienza della madre, che ha accolto nella sua famiglia un  piccolo Angelo. La sofferenza di tutti questi anni, nel curare questo piccolo Angelo, ha forgiato il tuo cuore, il tuo carattere. Tutto è stato fatto per amore e tutto l’amore che tu hai donato, ha creato un legame profondo, con questa anima. Vi benedico entrambi e vi aiuto in questa parte della tua vita. Sia luce alla tua piccola.

A te, che non sei qui, in questo luogo, ma che hai chiesto. Ti sarà data la forza di affrontare queste situazioni. Le catene che sono state create fra te e queste persone, da legami di sangue, sono catene che dovrai sciogliere con amore, con la pazienza. In tempi antecedenti, hai vissuto la tua vita lasciando la tua famiglia, mancando di responsabilità. Ed ora in questa vita, hai assunto l’impegno di sciogliere i nodi. Ciò che ti si presenta, accoglilo come possibilità di riscatto, con amore. Sciogliendo questi nodi, con amore e con gratitudine, perché l’Universo ti dà di nuovo la possibilità. Andrai avanti nel tuo cammino. Guarda a questo con l’occhio dello Spirito di Luce, come a un uomo maturo. Ti benedico e ti aiuterò.

 Anche a te donna dico. Non temere per la tua situazione. Ciò che tu hai fatto nel tempo, è stato valutato e sei una donna che ha dato dei frutti. E’ giusto che tu guardi al tuo corpo e alla tua salute. E’ bene che tu guardi al tuo corpo. Accetta questo momento. Hai accanto a te un buon compagno. Ti sarà fatto dono di un Angelo che ti aiuterà in questo momento della tua vita.

Ora, figli miei diletti. Guardo a voi con rinnovato amore e con gratitudine, ed è grazie a voi, e i Maestri tutti, possono manifestare in questo tempo, la loro forza e la capacità di amare. Siete strumenti di luce, siete operatori di pace, in questo tempo di guerra e di lotta. Non abbiate paura di affrontare l’oscurità, ma proteggetevi invocando la luce. Per rafforzare dentro di voi la fede e la speranza, affinché voi siate veramente testimoni della luce e dell’amore, e opererò sulle tue mani, affinché tu possa essere artefice di questa benedizione, per tutti coloro che vorranno accettare questo dono. Quindi, quando tu sarai dinnanzi ad ognuno di loro, traccerai sulla loro fronte, il segno che ti è stato insegnato, affinché il segno si sia di nuovo impresso, il segno della luce. Questo è il dono che vi viene fatto in questo tempo della rinascita. Portate il messaggio nelle vostre case e in tutto il mondo. Questa è la mia Parola.

Merkabah

Giovedì, 18 Novembre 2010

Il termine Merkabah ha una risonanza di termine antico e sicuramente lo è visto che è una parola che ha origine dalla lingua ebraica e significa analizzandola: Mer: Luce, Ka: Spirito, Bah: Corpo.

Da questa definizione la possiamo interpretare come il corpo di luce, veicolo spirituale per ascendere. Altra interpretazione viene data spiegando che Mer indica i campi di controrotazione della luce, Ka lo Spirito, Bah il corpo, la realtà. Quindi Merkabah indica un campo di controrotazione della luce che comprende il corpo e lo spirito ed è un veicolo spazio-temporale.

Oppure come viene descritta da Ezechiele nell’Antico Testamento: “Carro dell’Ascensione”.

A livello grafico è descritta come un solido che rispetta quelle linee sacre che rientrano nella Geometria sacra, ossia quelle forme che rappresentano Simboli tanto arcaici quanto attuali. Sicché Merkabah è costituita da un tetraedro con la punta rivolta verso l’alto e l’altro tetraedro che si interseca nell’altro con la punta verso il basso, formando così una Stella di David. Con la Merkabah si può eseguire una Meditazione che smuove le varie dimensioni dell’essere. Caratteristica sua infatti è quella di essere interdimensionale capace quindi di agire su svariati piani dell’uomo. All’IRIS abbiamo avuto la possibilità di viverla ed è stata forte. L’avevo già sperimentata qualche anno fa, ma mai come adesso l’ho vissuta da protagonista col mio attuale livello di consapevolezza, sicuramente migliorato rispetto la prima volta che l’ho provata. Questa meditazione Merkabah è una potente tecnica per potenziare la nostra coscienza interiore e prepararci al salto dimensionale che ci aspetta a breve.

Concludendo desidero sottolineare che per quanto il simbolo sia veramente antico è sempre in contatto con il divenire dell’essere umano da renderlo sempre attuale e costruttivo.

Auguro a tutti coloro che sono in un percorso di ricerca spirituale di provare questa meditazione, sarà d’aiuto per ciascuno.

Giuliana Rondina Master Reggio Emilia