Archivio della categoria ‘la posta del commercialista’

COMUNICATO STAMPA Legge Stabilità

Lunedì, 24 Febbraio 2014

 

: approvata la proposta CoLAP sul blocco dell’aliquota Inps per i Partita Iva

 

 

Roma, 23 dicembre - Il Senato  approva in terza lettura (definitivamente)la Legge di Stabilità(167 voti favorevoli e 110 contrari); il testo prevede al suo interno l’emendamento richiesto dal CoLAP che blocca l’aumento contributivo previdenziale per i lavoratori autonomi. Il provvedimento dà una battuta di arresto alla legge Fornero congelando per l’intero anno 2014 l’aliquota INPS al 27%. 

 

“Questo provvedimento rappresenta per i nostri professionisti un segnale importante - dichiara Emiliana Alessandrucci, presidente CoLAP - che riconosce l’iniquità del sistema contributivo attuale per i professionisti a partita IVA iscritti alla gestione separata INPS. L’abbiamo ripetuto in più occasioni: non possiamo continuare a vessare i liberi professionisti chiedendo loro un versamento di aliquote contributive sempre più alto, che porta a discriminarli economicamente e in termini competitivi rispetto ai colleghi ordinisti iscritti ad altre casse previdenziali”.

 

“Grazie a F.A.R.E. PROFESSIONISTI, l’evento CoLAP che si è svolto lo scorso 12 dicembre a Roma, agli oltre 1000 professionisti presenti, alle 80 associazioni professionali partner dell’evento e alle 200 associazioni CoLAP presenti, la nostra voce si è fatta sentire - afferma con fiera soddisfazione l’Alessandrucci - Abbiamo raggiunto un primo obiettivo, ora occorre andare oltre e ripensare l’intero sistema contributivo della gestione separata INPS, per arrivare ad una Riforma complessiva, non si può procedere a colpi di provvedimenti. Abbiamo raccolto l’assenso all’esigenza di revisionare l’intera gestione da parte del viceministro Fassina, dell’on.le Abrignani e dell’on.le Rughetti”.

 

“Noi abbiamo la nostra proposta pronta - continua la Presidente CoLAP - siamo disposti ad avviare un tavolo con la politica e i sindacati per trovare la giusta mediazione e risolvere questo problema che vessa e preoccupa i nostri professionisti”. 

 

La posta del commercialista

Lunedì, 10 Giugno 2013

A cura del dottor Biagio Notarlo, Brescia

Egregio Dottore, un’estetista mi ha proposto di effettuare trattamenti Shiatsu presso il suo negozio. Per questa collaborazione mi ha chiesto di aprire la partita IVA perché dovrei rilasciare la fattura a fine mese per il mio compenso. È possibile fare un periodo di prova prima di aprire la partita IVA? Posso aspettare fino a gennaio?

Chi decide di intraprendere un’attività di lavoro autonomo, in maniera profes­sionale e continuativa, ha l’obbligo, fin da subito, di richiedere l’attribuzione della partita IVA. A onor del vero, leggendo le istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione di inizio d’attività (Mod. AA9/11), la comunica­zione può essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di inizio attività. Per esempio: se un soggetto inizia l’attività il 10 settembre può presentare il modello entro il 10 ottobre con l’obbligo di indicare come data d’inizio il 10/09/20XX. Sconsiglio vivamente di avvalersi di questa possibilità per due ragioni:

1.     un operatore Shiatsu ha l’obbligo di emettere la fattura al momento dell’incasso (criterio di cassa), adempimento impossibile da assolvere senza il possesso di una partita IVA;

2.     in caso di controllo ci si troverà nella spiacevole situazione di non poter dimostrare la propria buona fede. Per gli ispettori la giustificazione di essere all’interno dei 30 giorni risulterà poco credibile in quanto facilmente utilizzabile da chiunque voglia nascondere la propria posizione di “evasore totale”. Da quanto sopra si intuisce chiaramente che non è possibile attendere fino a gennaio se si vuole iniziare, da subito, la processione di operatore Shiatsu. Il quesito ti permette di parlare delle nuove norme introdotte dalla “riforma Fornero’finalizzate ad individuare quelle situazioni in cui un rapporto di lavoro di tipo subordinato è mascherato dalla presenza di un lavoratore autonomo con partita IVA. Le prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale fittizia sono considerate in via presuntiva, salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti:

 

·        che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi;

·        che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi, costituisca più dell’80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco di 2 anni solari consecutivi;

·        che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente. La presunzione comporta che la prestazione lavorativa, partendo dalla data di emissione della prima fattura, venga trasformata: in un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa in presenza di specifico progetto, oppure in un rapporto in lavoro subordinato in assenza di specifico progetto. Le nuove norme si applicano ai rapporti nati dopo il 18/07/2012, mentre per quelli già in essere alla stessa data viene concesso un anno per consentire alle parti gli opportuni adeguamenti. La presunzione non opera qualora la prestazione lavorativa presenti i seguenti requisiti:

1.     sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività;

2.     sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all’art. 1, c. 3 L. 233/1990 (cioè un reddito pari o superiore ad euro 18.663,00);

3.     alle prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni, che sa­ranno identificate con decreto del Ministero del Lavoro da emanarsi entro 3 mesi, sentite le parti sociali. Quanto sopra deve far riflettere circa le modalità di svolgimento dell’attività perché è perfettamente inutile aprire una partita IVA se alla fine non si riuscirà a superare la presunzione introdotta dalla legge n. 134/2012.   

e-mail: shiatsutpos@tin.itwww.shiatsuapos.com

 

gazzetta ufficiale legge sulle professioni

Giovedì, 31 Gennaio 2013

CARISSIMI ASSOCIATI SABATO 26 GENNAIO 2013 LA NOSTRA LEGGE è STATA PUBBLICATA SULLA GAZZETTA UFFICIALE CON IL NUMERO 4/2013.

Andrà in vigore il 10 FEBBRAIO 2013.

Vi allego il testo pubblicato.

Per chi volesse ordinare delle copie della gazzetta a Roma c’è la libreria dello Stato a Piazza Verdi, occorre prenotare al numero 0685082147 libreria@ipzs.it

Grazie e buon “vacatio legis”

Emiliana Alessandrucci

LEGGE 14 gennaio 2013 , n. 4 

Disposizioni in materia di professioni non organizzate. (13G00021)

(GU n.22 del 26-1-2013) Vigente al: 26-1-2013  

 

 La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;

                    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                                promulga

 la seguente legge:

                                Art. 1

                          Oggetto e definizioni

   1. La presente legge, in attuazione  dell’art.  117,  terzo  comma, della Costituzione e nel rispetto dei principi dell’Unione europea in materia di concorrenza e di liberta’ di circolazione,  disciplina  le professioni non organizzate in ordini o collegi.

  2. Ai fini della presente legge, per «professione  non  organizzata in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende l’attivita’ economica, anche organizzata, volta alla  prestazione  di servizi o di opere a  favore  di  terzi,  esercitata  abitualmente  e prevalentemente mediante lavoro  intellettuale,  o  comunque  con  il concorso di questo, con  esclusione  delle  attivita’  riservate  per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi  dell’art.  2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e  delle  attivita’  e

dei  mestieri  artigianali,  commerciali  e  di  pubblico   esercizio

disciplinati da specifiche normative.

  3. Chiunque  svolga  una  delle  professioni  di  cui  al  comma  2 contraddistingue la propria attivita’, in ogni documento  e  rapporto scritto con il  cliente,  con  l’espresso  riferimento,  quanto  alla

discplina   applicabile,   agli   estremi   della   presente   legge.

L’inadempimento rientra tra le  pratiche  commerciali  scorrette  tra professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6  settembre  2005, n. 206, ed e’ sanzionato ai sensi del medesimo codice.

  4.   L’esercizio   della   professione   e’   libero   e    fondato

sull’autonomia, sulle  competenze  e  sull’indipendenza  di  giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei  principi  di  buona  fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela,  della  correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta  dei  servizi, della responsabilita’ del professionista.

  5. La professione e’ esercitata  in  forma  individuale,  in  forma

associata,  societaria,  cooperativa  o  nella   forma   del   lavoro

dipendente.

                              Art. 2

                       Associazioni professionali

   1. Coloro che esercitano la professione di cui all’art. 1, comma 2, possono costituire associazioni a carattere professionale  di  natura privatistica, fondate su base  volontaria,  senza  alcun  vincolo  di rappresentanza esclusiva, con il fine di  valorizzare  le  competenze degli associati e garantire il rispetto delle  regole  deontologiche, agevolando la scelta e la tutela  degli  utenti  nel  rispetto  delle regole sulla concorrenza.

  2.  Gli  statuti  e  le  clausole  associative  delle  associazioni professionali garantiscono la trasparenza  delle  attivita’  e  degli assetti associativi, la dialettica  democratica  tra  gli  associati,

l’osservanza  dei  principi  deontologici,  nonche’   una   struttura

organizzativa   e    tecnico-scientifica    adeguata    all’effettivo

raggiungimento delle finalita’ dell’associazione.

  3.  Le  associazioni  professionali  promuovono,  anche  attraverso specifiche iniziative, la formazione permanente dei propri  iscritti, adottano un codice di condotta ai sensi dell’art. 27-bis  del  codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.  206, vigilano sulla condotta professionale degli associati e  stabiliscono le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del medesimo codice.

  4.  Le  associazioni  promuovono  forme  di   garanzia   a   tutela

dell’utente, tra cui l’attivazione di uno  sportello  di  riferimento per il cittadino consumatore, presso il  quale  i  committenti  delle prestazioni professionali possano rivolgersi in caso  di  contenzioso con i singoli professionisti, ai sensi dell’art.  27-ter  del  codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.  206, nonche’ ottenere informazioni relative all’attivita’ professionale in generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti.

  5.  Alle  associazioni  sono  vietati   l’adozione   e   l’uso   di

denominazioni professionali relative  a  professioni  organizzate  in ordini o collegi.

  6. Ai professionisti di cui all’art. 1, comma 2, anche se  iscritti alle associazioni di cui al  presente  articolo,  non  e’  consentito l’esercizio delle attivita’ professionali  riservate  dalla  legge  a specifiche categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino  il possesso  dei  requisiti  previsti  dalla  legge  e  l’iscrizione  al relativo albo professionale.

  7. L’elenco delle associazioni professionali  di  cui  al  presente articolo e delle forme aggregative di cui all’art. 3 che  dichiarano, con  assunzione  di  responsabilita’  dei  rispettivi  rappresentanti legali, di essere  in  possesso  dei  requisiti  ivi  previsti  e  di rispettare, per quanto  applicabili,  le  prescrizioni  di  cui  agli articoli 5,  6  e  7  e’  pubblicato  dal  Ministero  dello  sviluppo

economico  nel  proprio  sito  internet,  unitamente  agli   elementi

concernenti le notizie comunicate  al  medesimo  Ministero  ai  sensi dell’art. 4, comma 1, della presente legge.

                               Art. 3

                  Forme aggregative delle associazioni

   1. Le associazioni professionali di cui all’art. 2,  mantenendo  la propria autonomia, possono riunirsi  in  forme  aggregative  da  esse costituite come associazioni di natura privatistica.

  2. Le forme aggregative rappresentano le  associazioni  aderenti  e agiscono in piena indipendenza e imparzialita’.

  3.  Le  forme  aggregative   hanno   funzioni   di   promozione   e

qualificazione  delle  attivita’  professionali  che   rappresentano,

nonche’ di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse

connesse  e  di  rappresentanza  delle  istanze  comuni  nelle   sedi

politiche e istituzionali. Su  mandato  delle  singole  associazioni, esse possono controllare l’operato delle  medesime  associazioni,  ai fini della verifica del rispetto e della  congruita’  degli  standard professionali  e  qualitativi  dell’esercizio  dell’attivita’  e  dei codici di condotta definiti dalle stesse associazioni.

                               Art. 4

              Pubblicita’ delle associazioni professionali

   1. Le associazioni professionali di  cui  all’art.  2  e  le  forme aggregative delle associazioni  di  cui  all’art.  3  pubblicano  nel proprio sito web gli elementi informativi che presentano utilita’ per

il  consumatore,  secondo  criteri   di   trasparenza,   correttezza,

veridicita’. Nei casi  in  cui  autorizzano  i  propri  associati  ad

utilizzare  il  riferimento  all’iscrizione  all’associazione   quale

marchio o attestato di qualita’ e di qualificazione professionale dei propri servizi, anche ai sensi degli articoli 7 e  8  della  presente legge, osservano anche le prescrizioni di cui all’art. 81 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.

  2. Il rappresentante legale dell’associazione professionale o della

forma  aggregativa  garantisce  la  correttezza  delle   informazioni

fornite nel sito web.

  3. Le singole  associazioni  professionali  possono  promuovere  la costituzione di comitati di indirizzo e sorveglianza sui  criteri  di valutazione e rilascio dei sistemi  di  qualificazione  e  competenza professionali. Ai suddetti comitati partecipano, previo  accordo  tra le parti, le associazioni dei lavoratori, degli  imprenditori  e  dei consumatori maggiormente rappresentative sul piano  nazionale.  Tutti gli oneri per la costituzione e il funzionamento  dei  comitati  sono posti a carico delle associazioni rappresentate nei comitati stessi.

                               Art. 5

                  Contenuti degli elementi informativi

   1. Le associazioni professionali assicurano, per le finalita’ e con le modalita’ di cui all’art. 4, comma 1, la piena conoscibilita’  dei seguenti elementi:

    a) atto costitutivo e statuto;

    b) precisa  identificazione  delle  attivita’  professionali  cui l’associazione si riferisce;

    c) composizione degli organismi  deliberativi  e  titolari  delle cariche sociali;

    d) struttura organizzativa dell’associazione;

    e)  requisiti  per  la   partecipazione   all’associazione,   con

particolare riferimento ai titoli di studio relativi  alle  attivita’

professionali   oggetto    dell’associazione,    all’obbligo    degli

appartenenti di procedere all’aggiornamento professionale costante  e alla predisposizione di strumenti  idonei  ad  accertare  l’effettivo assolvimento di tale obbligo e all’indicazione della quota da versare per il conseguimento degli scopi statutari;

    f) assenza di scopo di lucro.

  2. Nei casi di cui all’art. 4, comma 1, secondo periodo,  l’obbligo di garantire la conoscibilita’ e’ esteso ai seguenti elementi:

    a) il codice di condotta con la previsione di  sanzioni  graduate in relazione alle violazioni poste  in  essere  e  l’organo  preposto all’adozione dei provvedimenti disciplinari dotato  della  necessaria autonomia;

    b) l’elenco degli iscritti, aggiornato annualmente;

    c) le sedi dell’associazione sul territorio nazionale, in  almeno tre regioni;

    d) la presenza di una struttura tecnico-scientifica dedicata alla formazione permanente degli associati, in forma diretta o indiretta;

    e) l’eventuale possesso di un  sistema  certificato  di  qualita’

dell’associazione conforme alla norma UNI EN ISO 9001 per il  settore di competenza;

    f) le garanzie  attivate  a  tutela  degli  utenti,  tra  cui  la presenza, i recapiti e le modalita’ di accesso allo sportello di  cui all’art. 2, comma 4.

                               Art. 6

                     Autoregolamentazione volontaria

   1. La presente legge promuove l’autoregolamentazione  volontaria  e la qualificazione  dell’attivita’  dei  soggetti  che  esercitano  le professioni di cui all’art. 1, anche indipendentemente  dall’adesione degli stessi ad una delle associazioni di cui all’art. 2.

  2. La qualificazione della prestazione professionale si basa  sulla conformita’ della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO,  UNI EN e UNI, di seguito denominate «normativa tecnica UNI», di cui  alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  22 giugno 1998, e sulla base delle linee guida CEN 14 del 2010.

  3.  I  requisiti,  le  competenze,  le   modalita’   di   esercizio

dell’attivita’  e  le  modalita’  di  comunicazione  verso   l’utente

individuate dalla normativa  tecnica  UNI  costituiscono  principi  e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato della singola attivita’ professionale e ne assicurano la qualificazione.

  4. Il Ministero dello sviluppo  economico  promuove  l’informazione nei confronti dei professionisti e degli utenti riguardo all’avvenuta adozione, da parte dei competenti organismi, di una norma tecnica UNI relativa alle attivita’ professionali di cui all’art. 1.

                               Art. 7

                         Sistema di attestazione

   1. Al fine di tutelare i consumatori e di garantire la  trasparenza del mercato dei servizi professionali, le associazioni  professionali

possono  rilasciare  ai  propri  iscritti,   previe   le   necessarie

verifiche,  sotto  la  responsabilita’  del  proprio   rappresentante

legale, un’attestazione relativa:

    a) alla regolare iscrizione del professionista all’associazione;

    b) ai requisiti necessari  alla  partecipazione  all’associazione stessa;

    c) agli standard qualitativi e  di  qualificazione  professionale

che  gli   iscritti   sono   tenuti   a   rispettare   nell’esercizio

dell’attivita’ professionale ai fini del mantenimento dell’iscrizione all’associazione;

    d) alle garanzie fornite dall’associazione  all’utente,  tra  cui l’attivazione dello sportello di cui all’art. 2, comma 4;

    e) all’eventuale  possesso  della  polizza  assicurativa  per  la responsabilita’ professionale stipulata dal professionista;

    f) all’eventuale possesso da parte del professionista iscritto di una certificazione, rilasciata da un organismo accreditato,  relativa alla conformita’ alla norma tecnica UNI.

  2. Le attestazioni di cui al comma 1  non  rappresentano  requisito necessario per l’esercizio dell’attivita’ professionale.

                               Art. 8

                       Validita’ dell’attestazione

   1. L’attestazione di cui all’art. 7, comma 1, ha validita’ pari  al

periodo   per   il   quale   il   professionista   risulta   iscritto

all’associazione professionale che la rilascia  ed  e’  rinnovata  ad ogni rinnovo dell’iscrizione stessa per un corrispondente periodo. La scadenza dell’attestazione e’ specificata nell’attestazione stessa.

  2. Il professionista iscritto all’associazione professionale e  che ne utilizza l’attestazione ha l’obbligo  di  informare  l’utenza  del proprio numero di iscrizione all’associazione.

                               Art. 9

                      Certificazione di conformita’

                        a norme tecniche UNI

   1. Le associazioni professionali di  cui  all’art.  2  e  le  forme aggregative di cui  all’art.  3  collaborano  all’elaborazione  della normativa tecnica UNI relativa alle singole attivita’  professionali, attraverso la partecipazione ai lavori degli specifici organi tecnici o inviando all’ente di normazione  i  propri  contributi  nella  fase

dell’inchiesta  pubblica,   al   fine   di   garantire   la   massima

consensualita’,   democraticita’   e   trasparenza.    Le    medesime

associazioni possono  promuovere  la  costituzione  di  organismi  di certificazione della conformita’ per i  settori  di  competenza,  nel

rispetto   dei   requisiti   di   indipendenza,    imparzialita’    e

professionalita’ previsti per tali organismi dalla normativa  vigente e garantiti dall’accreditamento di cui al comma 2.

  2. Gli organismi di certificazione accreditati dall’organismo unico nazionale di accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9  luglio  2008,  possono

rilasciare,  su  richiesta  del  singolo  professionista  anche   non

iscritto ad alcuna associazione, il certificato di  conformita’  alla norma tecnica UNI definita per la singola professione.

                               Art. 10

                         Vigilanza e sanzioni

   1.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico  svolge  compiti   di

vigilanza sulla corretta attuazione delle disposizioni della presente legge.

  2. La pubblicazione di informazioni  non  veritiere  nel  sito  web dell’associazione o il rilascio dell’attestazione di cui all’art.  7, comma 1, contenente informazioni non veritiere, sono sanzionabili  ai sensi dell’art.  27  del  codice  del  consumo,  di  cui  al  decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.

                               Art. 11

                   Clausola di neutralita’ finanziaria

   1. Dall’attuazione degli articoli 2, comma 7, 6, comma 4, e 10  non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico  del  bilancio  dello

Stato.  Il  Ministero  dello   sviluppo   economico   provvede   agli

adempimenti  ivi  previsti  con  le  risorse  umane,  strumentali   e

finanziarie disponibili a legislazione vigente.

  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita nella  Raccolta  Ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 14 gennaio 2013

NAPOLITANO

Monti, Presidente del  Consiglio  dei Ministri

 

Visto, il Guardasigilli: Severino