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La pazienza considerazioni di Pier

Lunedì, 24 Febbraio 2014

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Il coraggio

Giovedì, 23 Gennaio 2014

Che cos’è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l’umile mosca nella foschia fosca nella notte losca… e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l’esploratore non teme l’avventura? Perché ha coraggio!

 

Pier

a Nelson Mandela

Giovedì, 12 Dicembre 2013

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un pozzo che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per l’indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d’ira e di lacrime
Si profila il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

 

Nelson Mandela

 

Composta dal britannico William Ernest Henley, la poesia Invictus è indissolubilmente legata alla prigionia di Mandela, che trovò in quei versi la forza per resistere alla prigionia.

 

da Schopenhauer:

Giovedì, 12 Dicembre 2013

“I pensieri messi per iscritto non sono nulla di più che la traccia di un viandante nella sabbia: si vede bene che strada ha preso, ma per sapere che cosa ha visto durante il cammino bisogna far uso dei suoi occhi.”

E non solo. Le emozioni suscitate in quel momento, il coraggio di cercare qualcosa, di tentare, di provare a seguire ciò che ti nasce dentro ed anche se sbatterai contro tanti ostacoli sii certo che tu sei già oltre.

E perché non proseguire anch’io? Ora o mai più perché basta un alito di vento e la traccia sparisce, il coraggio e la fiducia in me si perdono nell’oblio e la paura e la stima di me stesso diventano discredito e scoraggiamento. Ma non finisce qui perché come un sasso buttato nello stagno fa cerchi attorno a sé, la cosa si propaga contagiando tutto e tutti ripercuosendosi.

Ci ho provato anch’io ed accidenti se è vero!

Un amico

Pier

 

 

Da una frase di OSHO:

Mercoledì, 4 Dicembre 2013

Ogni volta che ci attacchiamo a qualcuno o a qualcosa, in un modo o nell’altro evitiamo di guardare noi stessi. Di fatto, il bisogno di attaccarsi a qualcuno o a qualcosa è un trucco per sfuggire a se stessi. E più l’altro diventa importante per noi, più lo consideriamo il centro della nostra vita, più noi ci emarginiamo alla periferia. Per tutta la vita continuiamo a rimanere centrati sull’altro. In questo modo il tuo Sé non diventerà mai il tuo centro. L’oscurità di milioni di persone può essere dissipata dalla fiamma interiore di pochi. Anche una piccola lampada fende una fitta oscurità. Con la presenza, in un paese, di una sola persona che abbia conosciuto l’immortalità dell’anima, tutta l’atmosfera, la vibrazione e la vita del paese cambierebbero.

Nosce te ipsum direbbero gli antichi latini che di queste parole, successivamente, Socrate ne fece la sua massima preferita.

In effetti è vero ancora oggi per me e per tutti, se ci pensi bene. Conosci te stesso e le tante potenzialità che hai ti si riveleranno inaspettatamente, rispetta te stesso e gli altri e sarai rispettato ed onorato. Difficile? Assolutamente no. Deve essere solamente il tuo standard di vita contribuendo in questo modo a te stesso ed agli altri. Provare per credere.

A volte vedo zombi in giro che mi farebbero compassione ma sempre mi dico “aspetta, dovranno scoprirsi pure loro”.

E quando lo fanno sii saggio a non rimarcaglielo. Il tuo piacere sarà il vederli divenire più saggi loro stessi e goderne dei frutti. Agisci dietro le quinte in silenzio ed agisci solo “ubi necesse est” (dove e quando serve). Pier

 

FRENESIA E PAZIENZA

Martedì, 26 Novembre 2013

 

Lascia dormire il futuro come merita. Se lo si sveglia prima del tempo si ottiene un presente assonnato.

(F. Kafka)

E’ un po’ una pessima abitudine che abbiamo preso nei giorni nostri: vedi ad esempio il problema IMU. La frenesia, la paura di dover pagare in più per il ritardo e poi? Qualora venisse abolita, parzialmente o interamente che sia, entro cinque anni ti verrà restituito l’importo. A te magari serve ora e non domani, domani potrebbe essere troppo tardi per te e non servirti più come ora.

Calma e pazienza sono gli ingredienti migliori:

Non c’è bisogno che lasci la tua stanza. Resta seduto al tavolo e ascolta. Non ascoltare nemmeno, limitati ad aspettare. Non aspettare nemmeno, stattene immobile e in solitudine. Il mondo ti si offrirà spontaneamente per essere smascherato. Non ha scelta. Si rotolerà in estasi ai tuoi piedi.

F. Kafka

Come ho fatto a star calmo e paziente? Semplicemente NULLA, ho solo prestato attenzione gli avvenimenti.

la vita

Lunedì, 25 Novembre 2013

Cosa dirti di meglio che citare un aforisma di Friedrich Nietzsche:

 No. La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo invece più ricca, più desiderabile e più misteriosa - da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore, quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è volto alla conoscenza - e non un dovere, non una fatalità, non una frode. E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso, per esempio un giaciglio di riposo o la via ad un giaciglio di riposo; oppure uno svago o un ozio; ma per me essa è un mondo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici hanno le loro arene per la danza e per la lotta. “La vita come mezzo della conoscenza” - con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma perfino gioiosamente vivere e gioiosamente ridere. 

Il bello sta anche nel fatto che se ti guardi facendo una retrospettiva di ciò che sei stato per te e per altri e di ciò che potrai essere anche inconsapevolmente in futuro, ti accorgeresti che non sei stato affatto inutile ma, come dice la parabola del buon seminatore, hai sparso i semi su un vasto terreno costituito da persone che possono farlo germogliare o farlo solo marcire senza produrre nulla o addirittura non accettarlo per niente. Tutto ciò non sarà stata cosa vana perché dove fruttifica sarà il “ Ben di Dio” per chi ne ha bisogno o deve solo risvegliare in sé ciò che ha lasciato sopire per anni, dove marcisce diverrà cibo per vermi mentre dove rimarrà sparso “inutilmente” diverrà alimento per uccelli.

Come vedi “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma” (Antoine de Lavoisier).

L’inutilità non esiste, esiste il “a me non serve più” ma a qualcun altro sicuramente sì.  Pier

 

 

FORZA E CORAGGIO

Lunedì, 25 Novembre 2013

Mi sembra di sentire la sua mano forte che stringe la mia;
mi sembra di vedere i suoi occhi sorridenti e di ascoltare le sue parole, rivolte in questo momento particolarmente a me:
Non avere paura!“.

 

Queste poche righe conservate in un angolino del mio desktop e mai più rivisitate, oggi sembrava mi dicessero “ Guardami, Pier ! Pensa a com’eri nel marzo di quest’anno: deluso, amareggiato dagli avvenimenti e dalle avversità che ti assalivano. Hai voluto tener duro ed ora gioisci del risultato che ti sei guadagnato con fiducia e perseveranza.

Ciò significa non mollare mai se ritieni giusto ciò che fai: i risultati non tarderanno ad arrivare e magari ti si apriranno anche altre prospettive. Al massimo, quando da solo non puoi farcela, ci sarà sempre qualcuno a te vicino e che conosci, o anche non conosci poco importa, che ti farà da pungolo o ti tenderà una mano o ti suggerirà quel quid che ti basta per andare avanti con le sole tue forze.

Uno di questi sei tu stesso, o meglio il tuo Io interiore, il tuo alter ego, colui col quale potrai lamentarti sempre senza che lui si offenda mai e se proprio sei sordo ai suoi suggerimenti c’è sempre qualcuno oltre a te stesso che provvederà a farti da otorino ed a risvegliarti dal torpore o disperazione in cui sei caduto.

Pier

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Marina Pozzi arc in ciel,

Venerdì, 8 Febbraio 2013

questo è il nome di un bellissimo giovane che viveva nella contea delle mele rosse, nelle Dolomiti dove regnava la Regina Persefone.

Questo cavaliere voleva catturare il nettare dei colori dell’arcobaleno per regalarlo alle persone sempre malinconiche e senza sorriso. Cavalcava tra il sole e la pioggia con il suo cavallo niveo Zoccolobianco dalla lunga criniera argentea.

In questo paese viveva una fanciulla che si chiamava Delizia, era una contadina molto triste che raccoglieva le succose mele rosse tutto il giorno. Questa giovinetta si guadagnava il pane lavorando moltissimo e non sorrideva mai, il papà Giacomino era molto preoccupato perché era sempre sola e il lavoro era per lei molto pesante e non aveva nessuna amica. Il babbo decise di cercare nella contea un giovane che la faceva sorridere.

Un giorno il papà andò dalla regina Persefone e chiese se poteva esporre un’ordinanza; voleva cercare un ragazzo che avesse una pozione magica per poter far sorridere sua figlia e che arrivassero tanti tanti amici per lei. La Regina approvò la richiesta fatta da Giacomino ma in cambio volle il raccolto di tutte le mele del suo podere.

Il papà di Delizia non era molto contento perché voleva dire molto lavoro per lui e per la figlia, comunque per il bene della ragazza accettò anche se a malincuore.

La Regina chiamò al suo cospetto Arc in Ciel suo cavaliere prediletto al quale narrò il problema della contadina. Il ragazzo rimase molto colpito chiamò il suo cavallo alato Zoccolo bianco e tutte le api della contea, tutte pronte alla ricerca dell’ ambrosia dei colori dell’arcobaleno.

Prese un’ampolla di cristallo scintillante , stillò dall’iride con l’aiuto delle dolcissime api, i 7 colori e la portò alla contea. La preziosissima pozione fu data a Delizia che bevendola iniziò a diventare di tutti i colori prima una bella mela rossa, poi una bella zucca gialla, una bel succoso mandarino arancione, un bel prato verdeggiante, un zaffiro blu lucente,un bel fiore lillà ,ed infine una odorante violetta mammola. D’incanto Delizia sorrise e abbracciò Arc in Ciel ringraziandolo.

Il cavaliere era raggiante perché era riuscito a far felice Delizia e le confidò che i colori dell’arcobaleno sono l’essenza della nostra esistenza, la loro mancanza genera tristezza nell’animo delle persone.

Delizia s’incamminò contenta insieme a tutti gli amici giunti a far festa con lei.

 

grazie per essere mia amica, Pier

Giovedì, 31 Gennaio 2013

Grazie per essermi vera amica.

 

Un semplice amico, quando ti fa visita, agisce come un tuo ospite.

Un vero amico non apre il tuo frigo, ma ti aiuta senza veder strano che un pezzo di lattina di Pepsi ti stia appiccicata sotto i tuoi piedi

 

Un semplice amico non l’hai mai visto piangere.

Una vera spalla di amico è bagnata dalle tue ferite e dalle tue lacrime.

 

Un semplice amico non sa i nomi dei tuoi genitori.

Un vero amico ha i loro numeri di telefono nella sua agenda.

 

Un semplice amico porta una bottiglia di vino alla tua festa.

Un vero amico viene presto ad aiutarti a cucinare e rimane sin tardi ad aiutarti a pulire.

 

Un semplice amico odia quando tu lo chiami dopo che lui è andato a letto.

Un vero amico chiede a te perché tu hai aspettato così tanto a chiamarlo.

 

Un semplice amico cerca di parlare con te dei suoi problemi.

Un vero amico cerca di aiutarti nei tuoi problemi.

 

Un semplice amico ti chiede della tua storia romantica.

Un vero amico cercherebbe di  avvicinarti a lei o lui.

 

Un semplice amico considera che l’amicizia è solo quando tu hai un argomento di cui parlare.

Un vero amico ti chiama solo dopo che tu hai superato una difficoltà e per complimentarsi con te.

 

Un semplice amico si aspetta che tu sia sempre là per lui.

Un vero amico desidera solo di essere sempre là per Te!