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il 2014

Lunedì, 24 Febbraio 2014

IL 2014

 Nel formularli, ci baseremo sulle proprietà del numero 2014, senza ridurlo.

Alcuni potrebbero domandarsi se il numero dell’anno nuovo sia davvero importante.

Si potrebbero fare obiezioni sulla correttezza dell’inizio del conto degli anni nel calendario cristiano.

Molti studi tendono ad indicare che la data di nascita di Gesù di Nazaret sia avvenuta qualche anno prima dell’anno Uno.

Poi, se ci rivolgiamo ad altre tradizioni religiose, per quella ebraica siamo nel 5774, per il calendario islamico Hijiri siamo nel 1435, mentre il calendario islamico solare afferma che siamo nell’anno 1392, ecc.

             Andiamo oltre a questa varietà di opinioni osservando semplicemente che il calendario più diffuso al mondo sta per entrare nell’anno 2014.

Corretto, sbagliato o approssimativo che sia, questo è il numero che sta per comparire su ogni documento civile, praticamente in ogni parte del mondo.

È la misura del tempo usata dalla scienza, dalla tecnologia, dal commercio, dai rapporti di amicizia e di lavoro della quasi totalità del mondo.

Sarà il numero  che comparirà in ogni pagina web e in ogni file che creeremo nei prossimi dodici mesi.

 Chi, come noi, crede che i numeri abbiano un messaggio per le parti più recettive dell’anima, si troverà il compito di decifrarlo. Sia chiaro, anche al mero livello inconscio i numeri  hanno un effetto sulla psiche, non essendo delle semplici misure di grandezza, ma avendo una loro ricca e complessa qualità vibratoria. La corrispondenza tra lettere ebraiche e numeri è una prova di ciò. Un’altra prova sta nel fatto che “mispar”, “numero”, ha la stessa radice delle entità che compongono l’albero della Vita: le “sefirot”:  ספר

 2014 è il valore numerico totale (somma di tutte le lettere di tutte le parole) del seguente verso (Salmo 68: 12):

 רב  צבא   המבשרות  אמר  יתן  אדני

 Adonai iten omer, ha-mevassrot tzavà rav

 Il Signore darà la parola, loro la annunceranno ad una grande moltitudine.

 Da parte sua, D-o continua a “darci la Sua parola”.

Scritta ed orale, la Torà continua a scendere su di noi, come acque che sgorgano dalle fontane celesti.

Da parte nostra, il  compito è di “annunciarla” al maggior numero di persone possibile. Questo verbo, “annunciare”, è levasser,  e la sua radice è mevasser:  מבשר

 Il termine potrebbe venire letto come Me-basar = “dalla carne”.

Ricordiamo che qui “carne” non significa l’insieme di tessuti, muscoli e vasi sanguigni, bensì la sostanza superiore della quale è fatto il Nuovo  Adamo, l’essere umano che attiene la piena “immagine e somiglianza” divina.

Basar è la sostanza della quale è fatto il cuore annunciato da Ezechiele (36:26)

 “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne (lev basar)”.

 Inoltre, si può leggere il termine basar come = be-shar  =  “nel cantare”.

Il nostro annuncio dunque non sarà un qualcosa di meramente intellettuale, bensì sarà radicato nella poesia e nella creatività musicale.

 Queste sono le “Acque inferiori” che salgono incontro alla discesa delle Acque superiori. Questo è il matrimonio tra umano e divino.

 Come fare questo annuncio? Secondo i maestri, lo scopo più vero e profondo dello sviluppo di tutta la  tecnologia  della comunicazione, sta nel rendere possibile il diffondersi più rapido e capillare della Parola e dell’Insegnamento Divino.

Facebook, o i gruppi di Whatsapp, o un blog, sono potenti strumenti di  socializzazione! Mettiamo in essi un qualche pensiero di Torà, una riflessione profonda, una poesia sacra,  ogni tanto.

Non dobbiamo prendere il posto di preti e rabbini, ma sicuramente ci viene chiesto di crescere ed aumentare la nostra  capacità di comprendere ed insegnare la Verità e la Bellezza.

 Il primo augurio e benedizione è quello di  diventare “annunciatori”, dei “mevasser” alla “grande schiera”.

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 Ed ora, una ulteriore riflessione sul numero 2014.

Com’è noto, uno degli strumenti matematici per comprendere la natura di un numero  è quello di scomporlo nei suoi fattori primi.

Ecco qual è l’ossatura “primaria” del 2014:

  2 x 19 x 53 = 2014

 È il  raddoppio del prodotto tra 19 e 53.

Questi numeri hanno un significato diretto e chiaro: 19 è il valore di Eva, Chavà  חוה , e 53 quello di Gan   גן  , “giardino”. Eva e il giardino sono due entità immediatamente interconnesse, nell’immaginario di ciascuno di noi. Ma cos’è il x 2, il  raddoppio?

Semplice: la Bibbia ci parla della prima storia, della caduta, del passaggio di Eva dalla condizione di “madre di tutti i viventi”, a quella di una semplice Nuqva, un femminile solo, vuoto, abbandonato e vilipeso.

 Quanto tempo ancora dovremo accontentarci di una sola parte della storia? Moltiplicare il prodotto Eva x Giardino non significa ripetere la storia dell’esilio.

Significa piuttosto rivelare la sua controparte spirituale, che è un’ascesa e non una caduta. Eva ritorna al giardino, per completare quello che Adamo aveva iniziato e poi interrotto: servirlo e custodirlo. Il giardino da principio è la realtà fisica.

In seguito, crescendo, diventa il luogo interiore, lo spazio protetto della nostra consapevolezza, quello recintato, dove pensieri  e parole negative non hanno accesso.

Moltiplicando il nostro giardino per la nostra femminilità redenta, e aggiungendo ciò che era il risultato della loro prima unione (un decadimento) operiamo il  Ratzò va-Shov, il “correre e il ritornare”, che è l’essenza stessa della Vitalità.  Chaiot = Chaiut.

Ecco la seconda benedizione: a tutti un anno pieno di raddoppi, pieno di unificazioni tra la nostra parte femminile inferiore e il nostro giardino interiore, a tutti un anno di Vitalità messianica.

 N. Hadar