Archivio della categoria ‘esperienza mensile’

ESPERIENZA MENSILE

Giovedì, 2 Ottobre 2014

 

Gli Obiettivi dell’I.R.I.S.

 

· Stabilire e mantenere determinati standard nell’insegnamento del Reiki.

 

· Certificare studenti e Insegnanti.

 

· Creare manuali di istruzione da utilizzare nei seminari.

 

· Incoraggiare la formazione di gruppi di supporto in cui le persone possano dare e ricevere trattamenti Reiki.

 

· Incoraggiare gli studenti a diventare validi Insegnanti di Reiki se la loro Guida Spirituale li spinge in questa direzione.

 

· Ricercare sempre nuove informazioni su Reiki e sviluppare nuove tecniche per migliorarne l’utilizzo.

 

· Valorizzare apertamente l’attività di tutti gli Insegnanti e gli Operatori Reiki, indipendentemente dalla loro discendenza od organizzazione di appartenenza.

 

· Promuovere amichevole cooperazione fra tutti gli Operatori o Insegnanti nell’obiettivo di guarire se stessi e il Pianeta Terra, mediante l’utilizzo di Reiki.

 

Come vincere lo stress’

Nel turbinio dell’esistenza d’oggi paure, ansie, angosce sono all’ordine del giorno. All’origine c’è soprattutto la tensione nervosa.

Eccovi due tecniche molto facili ed efficaci per superarla o smorzarla.”Sono depresso”, “mi sento giù”, “la mia vita è un inferno”: alzi la mano chi, almeno una volta, non ha avuto occasione di dire a se stesso o agli amici una di queste frasi.

Esse sono lo specchio, di una situazione esistenziale di stanchezza e di pessimismo giunta all’estremo limiti di sopportazione e dalla quale sembra impossibile uscire.

Eppure, per difficile che sia tale situazione, una via di uscita c’è sempre e a ognuno di noi è data la possibilità di trovarla a condizione, che lo voglia.

Limitiamoci alla tensione nervosa, quello stato d’animo provocato dal turbine della vita moderna, che, in gran parte, è responsabile delle crisi, delle angosce, delle depressioni che ci affliggono. Chi non vorrebbe, al’ meno in parte, liberarsene? Il sistema c’è: è sufficiente dedicare, ogni giorno, pochi minuti alla propria persona.

Vediamo come.  Dieci minuti solo per se stesso

Concediti dieci minuti di totale isolamento ogni giorno, possibilmente alla stessa ora, per almeno una settimana.

Chiuditi a chiave in una stanza e seduto, dopo alcuni respiri calmi, regolari e profondi, cerca di allontanare da te ogni pensiero che non abbia nulla a che fare con quello che è all’origine della tua ansia.

A questo punto concentrati sul problema e, nel silenzio interiore, attendi l’affiorare di una risposta.

Annota la risposta sul taccuino, esci dalla stanza e dedicati alle lue occupazioni consuete: sarà l’inconscio che nel frattempo, lavorerà sul messaggio che gli hai mandato e te ne accorgerai il giorno dopo, quando altre risposte, sempre più centrale sul problema, ti verranno durante i successivi dieci minuti di isolamento.

Accetta la vita nella sua ambivalenza

Ricordate che ogni aspetto della realtà è sempre ambivalente: a un’immagine positiva, a un dato positivo, fanne riscontro sempre un’immagine negativa, un dato negativo.

All’origine del problema che ci tormenta c’è sempre la scelta che abbiamo fatto di privilegiare l’aspetto negative della situazione.

Provate allora a cambiare: provate a vedere cosa c’è di buono nei fatti, nelle sensazioni che al momento ci appaiono tutti negativi e cercate di far leva sugli elementi positivi.

Se il problema, ad esempio, è di natura economica, considerate quanto siano giovevoli all’equilibrio fisio - psichico la temperanza, la frugalità, il senso della misura arricchite questi pensieri con immagini tratte dalla vita dei filosofi, dei santi, degli asceti provando ad immaginare quali soddisfazioni si possono trarre da una vita interamente consacrata alla rinuncia.

Il vostro problema riguarda la salute?

Pensate a tutti gli altri valori che rendono gradevole e accettabile la vita che sono a vostra disposizione.

L’importante è riuscire sempre a pensare in termini positivi, in una chiave di accettazione, concetto che non deve mai identificarsi con quello, negativo della rassegnazione.

 

Buon lavoro, Maria Remigio