Archivio della categoria ‘Alchimia Mentale’

portami con te

Mercoledì, 1 Ottobre 2014

Se la tua liberazione è amore,

se la tua rabbia è l’essere schiava oggi,

la tua speranza non esserlo più domani,

se la tua ansia è la paura di non vivere,

se la tua lotta è persa in partenza perché non vivrai tanto a lungo per godere della vittoria,

se le tue armi sono la tua umiltà e il tuo amore,

se sai sorridere agli altri anche quando perdi, perché non hai niente da perdere,

se nella sconfitta non ti nascondi, perché non hai nulla da nascondere,

se saprai essere tanto forte da non voltarti mai indietro fino a capire che non è la tua vita che conta, se avrai la forza per insegnarmelo

portami con te.

sempre sul coraggio

Lunedì, 24 Febbraio 2014

Che cos’è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l’umile mosca nella foschia fosca nella notte losca… e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l’esploratore non teme l’avventura? Perché ha coraggio!

 Pier

 

Pier

Citazioni sul coraggio.

Lunedì, 24 Febbraio 2014
  • Che cos’è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l’umile mosca nella foschia fosca nella notte losca… e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l’esploratore non teme l’avventura? Perché ha coraggio! (Il mago di Oz)
  • Che cosa rende filosofi? Il coraggio di non serbare alcuna domanda nel cuore. (Arthur Schopenhauer)
  • Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo. (Giacomo Leopardi)
  • Ci sono delle persone che sono state considerate coraggiose perché avevano troppa paura per scappare. (Thomas Fuller)
  • Dal coraggio nell’andare a cavallo vengono | le prime scintille di una risoluzione crescente, | che eleva l’anima ad azioni nobili. (John Webster)
  • Dev’essere necessario un grande coraggio per donare a molti quel che spesso non si dà che all’amato. (Anaïs Nin)
  • È coraggioso colui che teme quel che deve temersi, e non teme quel che non deve temersi. (Lev Tolstoj)
  • È la stupidità piuttosto che il coraggio che ti fa negare il pericolo anche quando lo hai davanti. (Arthur Conan Doyle)
  • I giovani hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui. (Ennio Flaiano)
  • Il coraggio è fatto di paura (Oriana Fallaci)
  • Il coraggio è l’unica magia che val la pena di possedere. (Erica Jong)
  • Il coraggio incute rispetto anche ai nemici. (Alessandro Dumas padre)
  • Il coraggio non teme il delitto e l’onestà non teme l’autorità. (Victor Hugo)
  • Il coraggio percorre una distanza breve; dal cuore alla testa, ma quando se ne va non si può sapere dove si ferma; in un’emorragia, forse, o in una donna, ed è un guaio essere nella corrida quando se n’è andato, dovunque sia andato. (Ernest Hemingway)
  • Il coraggio uno non se lo può dare. (Alessandro Manzoni)
  • Il sangue e il coraggio s’infiammano di più a risvegliar un leone, cha a dar la caccia a un timido daino. (William Shakespeare)
  • La paura è l’oscura prigione della luce.
    Il coraggio è la chiave. (Kingdom Hearts)
  • La paura è necessaria, diffido sempre di chi afferma di non aver paura, si tratta di idioti o incoscienti. La paura ci mostra le nostre oscure prigioni. È poi il coraggio a portare la luce. (Giovanni Scafoglio)
  • La volontà di pensare l’impensabile richiede il coraggio di restare in solitudine, di correre il rischio del ridicolo. Non tutti possono essere dei Picasso, ma ognuno ha la capacità di distinguersi dall’ambiente che lo circonda. (Ari Kiev)
  • Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare. (Giuseppe Diana)
  • Non sono mai tanto coraggioso come quando è necessaria la forza. (Klemens von Metternich)
  • Se l’angoscia viene definita la coscienza di essere finiti, Dio lo dobbiamo chiamare il fondamento infinito del coraggio. (Paul Tillich)
  • Sostienmi, O mio coraggio. Ecco l’orrendo | Volto di morte! Arricciasi ogni pelo, | E l’alma al cor precipita fremendo. (Vincenzo Monti)
  • Tutti hanno coraggio più che a sufficienza per sopportare le afflizioni altrui. (Benjamin Franklin)
  • Una visione chiara del possibile e dell’impossibile, del facile e del difficile, delle fatiche che separano il progetto dalla messa in opera, basta a cancellare i desideri insaziabili ed i vani timori: da questo, e non da altro derivano la temperanza ed il coraggio, virtù senza le quali la vita è solo un vergognoso delirio. (Simone Weil)

Proverbi italiani

  • Amante non sia chi coraggio non ha. (toscano)
  • Chi ha coraggio, ha vantaggio.
  • Chi non ha coraggio abbia gambe.
  • Coraggio e risoluzione sono lo spirito e l’anima della virtù.
  • Il coraggio copre l’eroe meglio che lo scudo il codardo.
  • Il coraggio non deve mai essere scompagnato dalla ragione.
  • L’uomo più ha coraggio, più è magnanimo.
  • Nobile coraggio fa il bene senza esserci costretto.
  • Non chiamar coraggio lo stolto ardimento.
  • Non tutte le volte che si vedono i denti, si deve aver paura dei morsi.
  • Più grande è il coraggio, più tranquillo è il sangue.

Bibliografia

  • Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004.

ricerche di Pier

FEDE E FIDUCIA, CORAGGIO E PERSEVERANZA, OBIETTIVI

Giovedì, 16 Gennaio 2014

Che cos’è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l’umile mosca nella foschia fosca nella notte losca… e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l’esploratore non teme l’avventura? Perché ha coraggio!

 

OSHO dice:

Non ti chiedo di credere negli altri. Quello è solo il risultato di una mancanza di fiducia in sé stessi.

 

ed aggiunge anche:

E’ tempo che tu smetta di cercare fuori di te, tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice.

 

Nosce te ipsum e guarda in te stesso.

 

aggiungo io.

Ciascuno di noi è una fonte inesauribile di ricchezze proprie che, messe assieme a quelle altrui, realizzano una montagna di valori ben più stabile della Torre di Babele.

Pier

Paola

Venerdì, 8 Febbraio 2013

Cara Maria, c’è voluto qualche giorno per scriverti perchè se è vero che

certi messaggi devono sedimentare, devo ammettere che ho anche avuto qualche resistenza e confusione tra l’imput di agire con tempestività anche se non ti senti pronta e la necessità che, appunto, essi sedimentino, con particolare riguardo alla formulazione della Meta: da un lato è stato esaltante comprendere che sarebbe bastato sapere dove volere andare (cosa che tra l’altro in passato ho saputo ben attuare) per cambiare strada piuttosto che “lasciarsi accadere”, dall’altro non è stato immediato cogliere questo dove, anche ostacolata, come avevo già espresso al corso, dalla paura di non saperlo, che mi ha indotta in questi giorni a formulare diverse ipotesi “di testa” e infatti non soddisfacenti.

Poi ho avuto un click e mi è venuto in mente quello che volevo fare già anni fa, ma che è rimasto lì, essenzialmente per la paura di non riuscirci e del prezzo da pagare in termini di sacrifici per raggiungerlo: superare il concorso per diventare magistrato al tribunale amministrativo della Liguria, che mi consentirebbe di assommare in una professione tante delle caratteristiche che richiedo ad un lavoro, come la possibilità di incidere concretamente sulla realtà facendo ricorso al concetto più integro di Giustizia, l’opportunità di mettere a frutto le competenze acquisite in tanti anni di studio, la soddisfazione data dal ruolo ricoperto, l’autonomia di giudizio, oltre al trattamento economico di rilievo.

Potrei così occuparmi, e sempre di più rivolgermi e specializzarmi,

anche alle cause in materia ambientale ma, quello che più mi stimola, è che considero questo traguardo come un’ulteriore punto di partenza che mi può meglio consentire di essere “qualcuno” (in termini di professionalità e di ruolo) per sviluppare un progetto che è quello che mi ha sempre animato e che mi ha fatto sussultare il cuore giusto stamattina quando, ad esempio, ho firmato la petizione “Save the Artic” promossa da Greenpeace, i cui attivisti rispondono ad un modello che mi sono creata nella mente e che aspirerei ad essere se avessi altre condizioni di vita.

Voglio, perciò, contribuire fattivamente alla tutela del Pianeta, anche

se questo aspetto ha profili (già di per sè!) più vaghi sia dal punto di vista della definizione che da quello temporale, in quanto tale desiderio si basa su imput vari, quali la volontà di riprendere, quando sarà possibile, le attività di volontariato, di sostenere coloro che già si dedicano alla “causa”, di implementare sempre di più le mie azioni quotidiane ed il mio esempio di una vita eco-sostenibile. Ma sono consapevole che tali imput, a parte l’ultimo, devono ora fare spazio alla concentrazione finalizzata alla realizzazione di una Meta precisa che richiede tutte le mie forze e gran parte del tempo che mi resta una volta dedicatami alla mia famiglia e che potrà portarmi a quella soddisfacente e proficua collocazione professionale, anche idonea a realizzare l’idea di fondare io stessa un Ente o comunque di collaborare fattivamente ad una associazione di rilevo, mettendo a disposizione le mie diverse risorse per contribuire all’obiettivo comune di salvaguardare l’Ambiente per amore dello stesso, per noi e per i nostri figli. 

Nel frattempo sto invece valutando concretamente un’idea che mi

frullava nella mente da qualche tempo, ma che non prendevo in considerazione realmente per paura di informarmi sulla valenza dei miei requisiti (che mettendo in pratica le tecniche apprese ho già risolto) e per paura della reazione della mia dirigente generale - che mi adora - a fronte della possibilità di dovermi perdere: valuterò, infatti, se sia opportuno chiedere il trasferimento all’avvocature regionale, anche grazie al confronto (entro la settimana prossima!) con una delle (tre..) amiche di lavoro che (ho conosciuto non casualmente e che) lavora lì, per svolgere un lavoro più gratificante e ancora più attinente alle materie di studio del concorso, mantenendo le stesse buone condizioni attuali.

 

Per focalizzare, dunque, l’attenzione sulla mia prima Meta, vorrei

quindi dichiarare che voglio predisporre un programma di studio per il superamento con il massimo successo del primo nuovo concorso che sarà bandito per referendario di tribunale amministrativo, ottenendo la collocazione in graduatoria idonea ad essere assegnata al TAR della Liguria. Io farò tutto il possibile in tal senso, iniziando ad informarmi sull’opportunità o meno di seguire una scuola di preparazione (online), a procurarmi il materiale didattico più idoneo e a studiare con impegno e proficuità, desiderando ardentemente che il concorso sia indetto e si svolga nel momento più opportuno per me e monitorandone la pubblicazione. Sono disposta a pagare il prezzo in termini di sacrificio di tempo, fatica e “voglia” e in termini di messa in gioco di me stessa. Entro il

31 dicembre 2013 voglio aver svolto il programma di studio di tutte le materie della prova scritta con soddisfazione della relativa preparazione.

 

Scusa la prolissità, è venuta così….concludo ringraziandoti dal

profondo del cuore per il tuo tempo, per l’importanza, la nobiltà e l’utilità del corso, per quello che sai darci e soprattutto per il tuo Sogno la cui realizzazione è un ulteriore stimolo alla Resistenza.

Un abbraccio e a presto. 

Paola

PS: vi giro il link della petizione di Greenpeace se può interessarvi ;-)

www.savethearctic.org 

 

Ciao Paola, nelle persone ci sono vari livelli di coscienza, animale,

infantile, adolescente, adulto egoista, adulto altruista, adulto planetario ed altri, tu sei nel settore dell’adulto planetario, costui ha la coscienza ecologica, servizio e resistenza, è pienamente consapevole dell’unità delle ricerche e della fede attraverso la diversità delle forme. E’ il livello in cui lo scienziato e il religioso possono dialogare in pace perché non sono più condizionati dalle parole, dalle ideologie, ma si sentono legati soltanto al mistero dei viventi. Ogni tanto ripeti a te stessa, (quando la tua meta sembra che si allontani) “tutto è vivo, tutto fa parte di me e io faccio parte del tutto” vedrai come per incanto che riprendi la retta via. Sono con te e invierò le mie energie buone perché tu possa raggiungere al più presto i tuoi obiettivi.

Con affetto Maria ( non stancarti di scrivermi quando senti che hai bisogno di forza e conforto 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marta

Venerdì, 8 Febbraio 2013

 

       Carissima Maria le parole che leggerai sono quelle che ho scritto domenica subito dopo essere arrivata a casa, sono lo specchio del desiderio che brucia nel mio cuore al quale devo ancora dare una definizione in termini più concreti ma nel frattempo ho programmato obiettivi specifici da cui partire a cui mi dedico tutti i giorni.       

 

      “Voglio dedicare la mia vita alla conoscenza, alla passione e all’amore. Risvegliare in me la saggezza e vivere nell’ispirazione.

 

      Voglio diventare una guida, un faro, un esempio per tutte le persone che si sentono perse; accogliere nel mio cuore tutti i cuori che hanno perso la gioia. Voglio accendere in quante più anime possibile un fuoco di fiducia e di coraggio; lottare avendo come compagni di viaggio l’audacia , la forza incrollabile della certezza e mettere a tacere l’indecisione e il dubbio.

 

      Voglio restituire a chi non sa più guardare dentro di sè uno sguardo di meraviglia e di stupore per la propria unicità e bellezza.

 

      Voglio onorare la libertà che appartiene ad ogni anima.

 

      Voglio viaggiare, senza conoscere stanchezza e accompagnata da grandi Maestri, alla ricerca di me stessa, essere sempre pronta ad imparare, scoprire cercare nuove fonti di Sapere, il sapere che porta all’armonia. 

      Voglio dedicare la mia vita alla conoscenza, alla passione, all’amore”  

 

      GRAZIE per aver risvegliato in me la determinazione a non abbandonare mai più l’anelito della mia anima a compiere il meglio del suo sublime destino. 

      I primi obiettivi sono quelli di risparmiare per venire a Milano la prima domenica in cui a Marzo ci saranno le Costellazioni e nel frattempo studiare ogni sera (sto ancora cercando il libro che mi ha consigliato Giuseppe) iniziando da materiale che avevo già a casa. 

      Sto scrivendo ogni giorno, spero di sentirti presto…    

 

      Un bacio e un forte abbraccio a te, Filippo e Antonella per i bellissimi giorni passati insieme.       

 

      Marta

alchimia mentale

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Il subconscio centrale di energia

Le nobili aspirazioni, le illuminazioni improvvise e le grandiose visioni nascono sempre dal subconscio. Esso parla con la voce dell’intuizione, dell’impulso, del presentimento, dell’istinto e delle idee creative ed ha la sua “centrale” nel plesso solare, dove l’idea si trasforma e si realizza
Tu sei ciò che pensi.
Questa affermazione mi appare molto affascinante ed importante: essa corrisponde così pienamente al mio modo di pensare vicino all’oriente, per cui non mando semplicemente un paziente da un neurochirurgo o, ancora più semplicemente, lo faccio calmare dai farmaci. Piuttosto gli dico: “Lei è ciò che pensa! Pensi che il suo unico desiderio è essere sano e felice di vivere. Lei vuole vivere in pace ed in armonia con se stesso ed il mondo che la circonda.
Il suo subconscio tradurrà nella realtà questi pensieri come un comando, un incarico, un desiderio.
Qualsiasi cosa Lei percepisca nel suo mondo come forma, funzione, esperienza è esclusivamente il risultato dei suoi pensieri. I pensieri degli esseri viventi che desiderano realizzarsi e materializzarsi”.
Se qualcosa nella vita di tutti i giorni non vi piace, dovete solo cambiare il vostro modo di pensare! E’ semplice essere felici.
Ora tocca a voi passare alla realizzazione in sé di questa legge spirituale.
Questa funzione della rappresentazione del pensiero non è il sogno di un mago, che vorrebbe influenzare le persone, ma è il vero effetto dell’energia spirituale. Solo nel momento in cui un pensiero è prodotto e formulato, incalza per un’assoluta ed immutabile realizzazione.
Fate subito una prova!
Cercatevi un posto tranquillo dove potete star comodi. Chiudete gli occhi e rivivete le seguenti frasi:
“Congedo i miei pensieri!
Volano dappertutto come piccole nuvole bianche.
Sono tranquillo e senza pensieri.
La pace più completa è nel mio cuore e nel mio spirito.
Mi sento qui e ora in armonia con me stesso e l’ambiente che mi circonda. L’armonia percorre tutto il mio essere”.
Provate a sentire in voi stessi realmente questa armonia, ad abbandonarvi a lei.
L’autenticità e la profondità di questa sensazione è determinante per il vostro successo. Vivrete una meravigliosa sensazione di libertà interiore e sarete aperti per il bene che sonnecchia in voi ed aspetta solamente di essere svegliato.
D’ora in poi lavorerete intensamente per la realizzazione dei vostri legittimi desideri.
La grandezza del successo dipende solamente dall’intensità del desiderio, con la quale desiderate accostarvi alla vostra meta.

Socrate lo insegnò in modo drastico ad uno dei suoi discepoli. L’allievo gli chiese durante una passeggiata lungo l’acqua: “Maestro, come posso diventare come te?”. Socrate gli fece cenno di accostarsi all’acqua.
Lì spinse sott’acqua il suo allievo, fino a vederlo, in pericolo di vita, ansimare affannosamente cercando l’aria.
Allora lo lasciò di nuovo andare e gli chiese: “Che cosa desideri ora più di tutto?”
“Aria, maestro, nient’altro che aria!” “Quando desidererai la conoscenza come ora l’aria, allora sarai come me”.
Ora conoscete la strada per adempiere i vostri desideri.
Il vostro primo passo per imparare per il vostro immediato futuro sarebbe dunque vedere e sentire in modo chiaro e plastico davanti al vostro occhio interiore lo sviluppo di un successo desiderato. Finché siete ancora dell’idea di afferrare e avvicinarvi giustamente alla realtà, all’apparente vita reale, all’ambiente circostante con i vostri pensieri, perdete di vista il fatto che solamente con i vostri pensieri create il vostro vissuto. Così come noi pensiamo, la nostra coscienza vivrà il mondo circostante.

Questo significa per la ragione “lasciarci le penne”, abbandonare la sua presuntuosa posizione di dominio, di essere incontestabilmente la massima istanza del nostro atteggiamento nei confronti del mondo circostante.
Se cioè “tu sei, ciò che pensi”, allora si accentua così la dipendenza del pensatore da ciò che ha pensato.
Chi pensa stabilmente all’armonia e al successo, li attrarrà. Rallegratevi di ogni nuovo giorno, farete l’esperienza del piacevole e del bello. I problemi diminuiscono da soli per il fatto che, attraverso un vostro armonioso stato d’animo, attribuite loro meno importanza. Mondo esterno e destino presunto sono esclusivamente l’immagine riflessa del nostro pensiero e ci siamo perciò decisi di pensare solo positivamente.
Il nostro corpo e la nostra anima ci ringraziano con la salute, la pace e l’armonia.
Nella diciottenne Petra sperimentai come pensieri negativi ed incontrollati sfoghi di sentimenti, possano bloccare in una giovane ragazza lo sviluppo di una personalità autonoma. I genitori me la portarono “totalmente incapace di vivere”.
Non sapeva infilare un ago, lavare neppure un piatto. Tutto le andava storto.
Una timida creatura sedeva davanti a me. Si era già scusata due volte, perché era inciampata ed aveva fatto cadere la borsa dalla sedia. Con prepotenza dovetti interrompere il fiume di parole della madre, per ascoltare qualcosa dalla ragazza stessa. L’immagine di coltivata incapacità e dei complessi di inferiorità non avrebbe potuto essere più perfetta.
Si dovrebbe spesso liberare i bambini dai loro genitori, per renderli finalmente capaci di vivere.
Qui erano da frenare dapprima i genitori, che aggredivano la figlia con insulti ed ininterrotte riprensioni. Ebbi la fortuna di poter procurare alla ragazza, durante il periodo del trattamento, un luogo per il suo addestramento professionale a cento chilometri dal domicilio dei suoi genitori; alla fine i genitori furono d’accordo. L’accantonamento dei complessi di essere una nullità riuscì relativamente facile. Fin dalla sua infanzia Petra era “troppo stupida per ogni cosa”, “troppo stupida per mangiare” e “un’imbranata per aiutare in casa”. Dopo pochi trattamenti e dopo averle fatto conoscere i primi fondamenti del “pensiero positivo”, si trasformò in fretta. “La ragazza che faceva da tappezzeria” osò, al primo schiudersi della sua autoconsapevolezza, andare dal parrucchiere - è sempre il primo segno, nelle pazienti-donne, di un impulso interiore - e ne ritornò una simpatica giovane donna.
Le diedi la formula suggestiva da usare a casa ogni giorno e più volte al giorno fino al momento di andare a dormire: “Sono sana e piena di armonia. L’infinita saggezza del mio subconscio mi rende sicura e corona di successo tutte le mie imprese. Sono abile ed eseguo i miei compiti precisamente e con amore. Mi sento libera e felice e invio amore ai miei genitori e colleghi di lavoro, con i quali posso lavorare lieta ed in armonia.
Alcuni anni di separazione dai genitori rafforzeranno la sua autoconsapevolezza positivamente consolidata e la renderanno immune dall’influenza dei genitori. Anche i genitori, a dire il vero, furono coinvolti nella terapia. Le loro immagini negative di una conduzione di una vita impregnata da una sete di dominio, dal vizio di criticare tutto lasciarono traccia in loro anche fisicamente sotto forma di malattie. Descrissero la loro figlia come “spiritualmente meno abbiente”, senza accorgersi soprattutto della cattiva influenza, che essi esercitavano sulla giovane coscienza che si stava destando, con le loro continue critiche e con l’impazienza. Petra poté parlare di fortuna, perché ebbe la possibilità di conoscere la forza liberatrice degli atteggiamenti positivi.

Più del 90% della vita spirituale si svolge a livello subcosciente, cosicché coloro che rinunciano all’impiego di questa forza miracolosa limitano sensibilmente sin dall’inizio il campo e le possibilità della loro vita.
Il subconscio aspira sempre ad essere al servizio della vita e ad agire in modo costruttivo. Crea il corpo e fa sì che tutte le funzioni vitali si svolgano senza disturbi. Lavora senza pause giorno e notte, adoperandosi sempre per aiutarci e preservarci da qualsiasi danno.
Il vostro subconscio è in costante collegamento con la vita infinita e l’onni sapienza. Tutti i suoi impulsi e i suoi pensieri sono al servizio della vita. Le nobili aspirazioni, le illuminazioni improvvise e le grandi visioni nascono sempre dal subconscio. Sono proprio le vostre convinzioni più profonde, quelle che non riuscite ad esprimere con le parole o a spiegare razionalmente perché non provengono dalla coscienza, ma dal subconscio.
Esso vi parla con la voce dell’intuizione, dell’impulso, del presentimento, dell’istinto e delle idee creative.
La correlazione tra coscienza e subconscio richiede una connessione simile tra i due sistemi nervosi corrispondenti. Per cui il sistema cerebrospinale costituisce l’organo nervoso della coscienza e il sistema simpatico quello del subconscio. I nervi del cervello e della spina dorsale, formano il canale attraverso il quale i cinque sensi portano alla coscienza le loro percezioni sensoriali; contemporaneamente rappresentano lo strumento con cui l’uomo guida tutti i movimenti del corpo.
Il centro di questo sistema nervoso si trova nel cervello e rappresenta la fonte di ogni attività psichica volontaria e cosciente. Il sistema nervoso simpatico d’altro canto, che non può essere influenzato dalla volontà umana, ha il suo centro nella massa di gangli nota come plesso solare, che viene anche definito come “il cervello del subconscio”, e costituisce la centrale di quei processi psichici che guidano in modo inconscio le funzioni vitali del corpo.
Entrambi i sistemi possono lavorare insieme o separatamente. Thomas Troward dice in The Edinburgh Lectures on Mental Science:
“Il vago, (il nervo principale del sistema parasimpatico) lascia la regione cerebrale come parte del sistema nervoso cosciente e controlla in questo punto gli organi vocali. Nel suo ulteriore decorso attraverso la cavità toracica, da questo nervo dipartono diramazioni laterali al cuore e ai polmoni. Nel tratto attraverso il diaframma, il vago perde quel rivestimento esterno che caratterizza i nervi del sistema cosciente ed assume completamente l’aspetto di quelli del simpatico. Costituisce quindi un anello di congiunzione tra entrambi i sistemi e crea l’unità fisica dell’uomo. Sezioni del cervello così differenziate tra loro denotano la relazione con le attività psichiche coscienti da un lato e con quelle inconsce dall’altro.
Detto con approssimazione, la parte anteriore del cervello è correlata alla coscienza e la parte posteriore al subconscio; infine quella centrale assume anche dal punto di vista funzionale, una posizione intermedia rispetto ad entrambe”.
In parole semplici la correlazione fra corpo e spirito può essere rappresentata nel modo seguente: la coscienza concepisce un pensiero che produce nel sistema nervoso cerebro-spinale una vibrazione corrispondente. Questa, a sua volta, dà origine ad un impulso di energia identico nel sistema nervoso inconscio, per mezzo del quale il pensiero in oggetto viene trasmesso al subconscio, e quindi al mezzo creativo vero e proprio.
In questo modo tutti i pensieri si concretizzano.
Ciascun pensiero considerato determinante dalla vostra coscienza viene trasmesso dal vostro cervello al plesso solare, quindi alla centrale del subconscio, che poi si adopera affinché l’idea in questione si realizzi come reazione fisica oppure come evento o anche come condizione ambientale.
Due possono essere i motivi che determinano l’insuccesso: la mancanza di fiducia e lo stress eccessivo. In molti casi la preghiera desiderata non viene ascoltata perché non si conosce sufficientemente la natura e il modo d’agire del subconscio. Ma avere familiarità col modo di funzionare del subconscio fa sì che acquistiate nello stesso tempo una salda fiducia.
Ricordatevi sempre di questo: non appena il subconscio accoglie un’idea, si mette subito all’opera per realizzarla. Impiega i suoi inesauribili mezzi e valorizza il suo autonomo modo d’agire. Ma la legge spirituale si comporta allo stesso modo sia che si tratti di pensieri buoni o cattivi. Non appena questo potente strumento viene però usato in modo errato, cioè in modo negativo, si hanno subito conseguenze sfavorevoli. Se invece viene impiegato in modo positivo, vi dà buoni consigli, vi porta serenità e vi libera da ogni sofferenza.
Pensieri positivi portano inevitabilmente alla meta. Da questo dato di fatto è quindi assai facile dedurre che, nel momento in cui il vostro subconscio accoglie l’idea desiderata, il successo è assicurato. Dovete solo immaginare le vostre idee e i vostri desideri come se fossero già realizzati, e l’azione dello spirito, che si conforma alle leggi, pensa al resto.

Affidate quindi con fiducia salda il vostro problema al subconscio e questo troverà la soluzione perfetta.
Edoardo Paladino