Archivio di Maggio, 2011

yoga

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Lo yoga esiste da oltre quattromila anni, ma forse è nuovo per voi.Lo yoga conferisce il dominio dei sensi e vi libera dalla loro schiavitù.
Lo yoga non consiste solamente nel tenersi in equilibrio sulla testa, come molti credono, ma insegna ad affrontare la vita con i piedi ben piantati in terra.
Lo yoga dona ai giovani la saggezza dell’esperienza e agli anziani il segreto della giovinezza.

Lo yoga vi farà conoscere qualcuno che prima sicuramente ignoravate: il vostro proprio sé».
Questa scienza, che ha sfidato i secoli, è come una goccia di verità nell’oceano inquinato che è la vita moderna.
Ora viviamo in una civiltà che ci impone modi di vita innaturali: non sappiamo più respirare; mangiamo troppo ed in malo modo; ignoriamo l’arte del rilassamento psico-fisico, presi come siamo dal ritmo stressante della vita che conduciamo.

La pratica dello yoga consente di ottenere benefici sul piano fisico, mentale e spirituale, ma soprattutto costituisce una via di ricerca dell’Uomo interiore.

Trasmutare

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Trasmutate tutto con l’amore, guarisce e trasforma tutto; è la Sorgente divina, un dono gratuito dello spirito che nutre la vita. Quando mangiate, mangiate l’amore - quando bevete, bevete l’amore - quando parlate, parlate l’amore - quando ascoltate, ascoltate l’amore.
I vostri sensi fisici devono diventare le porte dell’amore per sviluppare i sensi sottili che danno accesso alla Sorgente. Siete collegati direttamente con la Sorgente e se l’abbondanza non arriva a voi e perché sabotate voi stessi.Nessuno dall’esterno vi può colpire se voi non glielo permettete. Mantenete la coscienza vigile, non dubitate di voi stessi.
Con questa forza e convinzione saprete distinguere il vero dal falso, i veri profeti dai falsi profeti.

 

Japanese Reiki

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Hatsu Rei Ho:
Il termine giapponese “Ho” significa Tecnica, perciò lo si trova in un certo numero di tecniche Reiki : Hatsu Rei Ho, Reiji Ho, Aho Usaki Ho, etc.
Secondo Petter, “Hatsu Rei” significa Avviare a Reiki: in effetti possiamo dire che questo termine indica una tecnica per avviare e rafforzare il proprio Reiki.
Hatsu Rei consiste in una serie di esercizi energetici e visualizzativi che vanno eseguiti secondo una certa sequenza ed è un metodo che dovrebbe essere praticato quotidianamente - preferibilmente due volte al giorno - per una decina di minuti circa. In Giappone, Hatsu Rei è la chiave per lo sviluppo delle abilità Reiki, quando è usato insieme a Reiju (vedi oltre).Rei Ho e Byosen Si tratta di due tecniche intuitive, tra loro collegate che fanno parte integrale dell’addestramento a Reiki svolto alla Gakkai. Durante la preparazione al primo livello della Gakkai (shoden) lo studente deve sviluppare pienamente queste abilità intuitive prima di poter iniziare la preparazione per il secondo livello (Okuden). Uno studente della Gakkai non può semplicemente proporsi e pagare una quota per avere il secondo livello: deve dimostrare di esserne all’altezza.

Byosen è una tecnica avanzata di scansione che, grazie ad una assidua pratica, può dar luogo alle seguenti abilità:
1.sviluppare una sensibilità delle mani tale da percepire gli squilibri energetici, allo scopo di sapere dove imporre le mani e per quanto tempo trattenervele sul soggetto;
2.sviluppare una sufficiente conoscenza riguardo alla sensazione che le proprie mani producono in diverse circostanze e condizioni, così da poter utilizzare le informazioni provenienti dalle proprie mani per diagnosticare una malattia.

Reiji Ho E’ il nome dato ad una tecnica intuitiva che, grazie ad una assidua pratica, può dar luogo alle seguenti abilità:
1.lasciarsi guidare dal flusso di Reiki attraverso le proprie mani verso le aree problematiche anche prima di “scansionare” il soggetto;
2.comprendere intuitivamente di che problema si tratta; vedere, intuire o percepire la malattia.

Uno studente della Gakkai deve sviluppare le abilità Reiji o Byosen prima di poter accedere all’Okuden. Reiji e Byosen si sviluppano attraverso la pratica regolare e l’esposizione a un gran numero di “pazienti”. Mentre si pratica Reiji, l’energia che scorre attraverso di sé può guidare le proprie mani verso le aree bisognose e potrebbe anche seguire il tracciato di specifici meridiani. Byosen richiede una focalizzazione attenta e “devota” sulle sensazioni delle proprie mani. Queste abilità possono raggiungere il loro pieno potenziale solo attraverso l’esperienza regolare delle “attivazioni” Reiju.

 

lezione di Astrologia

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Il documento più antico sull’Astrologia è stato rinvenuto nell’area mesopotamica, a Ninive, nella biblioteca del Re assiro Assurbanipal, morto nel 626 a.C. . La biblioteca, costituita da tavoletta d’argilla (che oggi si conservano al Britsh Museum di Londra) scritte in caratteri cuneiformi e contenenti i calcoli per le orbite dei principali pianeti, è stata attribuita all’evoluto popolo dei Sumeri, nel 3000 a.C..
Intorno all’anno 1000 a. C. furono i sacerdoti Caldei a detenere l’esclusiva della conoscenza astrologica. Conoscevano i vari fenomeni dell’eclissi di Sole e di Luna, le stelle fisse ed il rapporto deistico dei pianeti: Astrologia, Astronomia e Religione avevano lo stesso significato e non esistevano “oroscopi individuali”, nati vari secoli dopo.
Il primo oroscopo venne fatto nel 410 a.C. al figlio del re Shuma Usur, ed il secondo fu per Alessandro Magno nel 356 a.C.
Dal VII al IV secolo a.C. l’astrologia divenne popolare fra i Persiani, Indiani, Cinesi e penetra in Grecia. Ma già secondo lo Zend-Avesta, il libro sacro dei Persiani e, nell’epopea Indù cantata nel Ramayana e nei libri sacri d’Egitto, i segni dello zodiaco ed i loro occulti significati erano apparsi molto tempo prima.
Fra le bellissime leggende che ci sono state tramandate due sono particolarmente affascinanti per chi si occupa di astrologia. Dicono i libri sacri d’Oriente che Rama, Re Indiano dei Veda, vissuto quattro o cinquemila anni prima della nostra era, il primo uomo al quale il Dio vivente Ormuzd abbia parlato, grande Re grande profeta, volendo guarire il suo popolo dalla piaga nefasta dei sacrifici umani e offrire a tutti gli esseri la catena d’amore, ebbe un giorno un sogno:
Rama si accorse di trovarsi in un tempio aperto, dalle larghe colonne, al posto della pietra del sacrificio si innalzava un altare, presso il quale stava in piedi il Genio che lo ispirava e sempre gli parlava durante il sogno. Egli aveva nella destra una face (elemento fuoco), nella sinistra una coppa e sorridendo disse: ” Rama, sono contento di te. Vedi questa face? E’ il sacro fuoco dello spirito divino. Vedi questa coppa? È la coppa di vita e amore. Dà la face all’uomo, la coppa alla donna”.
Rama obbedì e non appena ebbe l’uomo impugnato la face e la donna la coppa, il fuoco divampò spontaneo sull’altare … e il tempio si ampliava e le colonne si alzavano e salivano fino al cielo, sì che il firmamento divenne la sua volta. Rama, rapito dal sogno, si vide trasportare sulla cima di una montagna, sotto il limpido cielo stellato, mentre il suo Genio standogli accanto, gli spiegava il senso delle costellazioni e gli faceva leggere nei fiammeggianti segni dello zodiaco i destini dell’umanità”.
Quando Rama, dopo essere diventato padrone dell’India e Re spirituale della Terra per virtù della sua energia, del suo Genio e della sua bontà, oramai vecchio si ritrasse sul monte Albori, fra Balk e Bamyan, in un rifugio conosciuto dai suoi discepoli, lasciò loro come testamento i segni dello zodiaco.
Il cerchio zodiacale per la sua forma, per la suddivisione in dodici Case, a cui corrispondono i dodici segni, può essere definito “ruota della vita”.
Ciascuna Casa, infatti, rappresenta un settore dell’esistenza di un individuo ed è influenzata dal segno zodiacale nel quale si trova a cadere.
maria

Il seminario di Astrologia 1° anno sarà suddiviso in 14 lezioni.

alchimia mentale

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Il subconscio centrale di energia

Le nobili aspirazioni, le illuminazioni improvvise e le grandiose visioni nascono sempre dal subconscio. Esso parla con la voce dell’intuizione, dell’impulso, del presentimento, dell’istinto e delle idee creative ed ha la sua “centrale” nel plesso solare, dove l’idea si trasforma e si realizza
Tu sei ciò che pensi.
Questa affermazione mi appare molto affascinante ed importante: essa corrisponde così pienamente al mio modo di pensare vicino all’oriente, per cui non mando semplicemente un paziente da un neurochirurgo o, ancora più semplicemente, lo faccio calmare dai farmaci. Piuttosto gli dico: “Lei è ciò che pensa! Pensi che il suo unico desiderio è essere sano e felice di vivere. Lei vuole vivere in pace ed in armonia con se stesso ed il mondo che la circonda.
Il suo subconscio tradurrà nella realtà questi pensieri come un comando, un incarico, un desiderio.
Qualsiasi cosa Lei percepisca nel suo mondo come forma, funzione, esperienza è esclusivamente il risultato dei suoi pensieri. I pensieri degli esseri viventi che desiderano realizzarsi e materializzarsi”.
Se qualcosa nella vita di tutti i giorni non vi piace, dovete solo cambiare il vostro modo di pensare! E’ semplice essere felici.
Ora tocca a voi passare alla realizzazione in sé di questa legge spirituale.
Questa funzione della rappresentazione del pensiero non è il sogno di un mago, che vorrebbe influenzare le persone, ma è il vero effetto dell’energia spirituale. Solo nel momento in cui un pensiero è prodotto e formulato, incalza per un’assoluta ed immutabile realizzazione.
Fate subito una prova!
Cercatevi un posto tranquillo dove potete star comodi. Chiudete gli occhi e rivivete le seguenti frasi:
“Congedo i miei pensieri!
Volano dappertutto come piccole nuvole bianche.
Sono tranquillo e senza pensieri.
La pace più completa è nel mio cuore e nel mio spirito.
Mi sento qui e ora in armonia con me stesso e l’ambiente che mi circonda. L’armonia percorre tutto il mio essere”.
Provate a sentire in voi stessi realmente questa armonia, ad abbandonarvi a lei.
L’autenticità e la profondità di questa sensazione è determinante per il vostro successo. Vivrete una meravigliosa sensazione di libertà interiore e sarete aperti per il bene che sonnecchia in voi ed aspetta solamente di essere svegliato.
D’ora in poi lavorerete intensamente per la realizzazione dei vostri legittimi desideri.
La grandezza del successo dipende solamente dall’intensità del desiderio, con la quale desiderate accostarvi alla vostra meta.

Socrate lo insegnò in modo drastico ad uno dei suoi discepoli. L’allievo gli chiese durante una passeggiata lungo l’acqua: “Maestro, come posso diventare come te?”. Socrate gli fece cenno di accostarsi all’acqua.
Lì spinse sott’acqua il suo allievo, fino a vederlo, in pericolo di vita, ansimare affannosamente cercando l’aria.
Allora lo lasciò di nuovo andare e gli chiese: “Che cosa desideri ora più di tutto?”
“Aria, maestro, nient’altro che aria!” “Quando desidererai la conoscenza come ora l’aria, allora sarai come me”.
Ora conoscete la strada per adempiere i vostri desideri.
Il vostro primo passo per imparare per il vostro immediato futuro sarebbe dunque vedere e sentire in modo chiaro e plastico davanti al vostro occhio interiore lo sviluppo di un successo desiderato. Finché siete ancora dell’idea di afferrare e avvicinarvi giustamente alla realtà, all’apparente vita reale, all’ambiente circostante con i vostri pensieri, perdete di vista il fatto che solamente con i vostri pensieri create il vostro vissuto. Così come noi pensiamo, la nostra coscienza vivrà il mondo circostante.

Questo significa per la ragione “lasciarci le penne”, abbandonare la sua presuntuosa posizione di dominio, di essere incontestabilmente la massima istanza del nostro atteggiamento nei confronti del mondo circostante.
Se cioè “tu sei, ciò che pensi”, allora si accentua così la dipendenza del pensatore da ciò che ha pensato.
Chi pensa stabilmente all’armonia e al successo, li attrarrà. Rallegratevi di ogni nuovo giorno, farete l’esperienza del piacevole e del bello. I problemi diminuiscono da soli per il fatto che, attraverso un vostro armonioso stato d’animo, attribuite loro meno importanza. Mondo esterno e destino presunto sono esclusivamente l’immagine riflessa del nostro pensiero e ci siamo perciò decisi di pensare solo positivamente.
Il nostro corpo e la nostra anima ci ringraziano con la salute, la pace e l’armonia.
Nella diciottenne Petra sperimentai come pensieri negativi ed incontrollati sfoghi di sentimenti, possano bloccare in una giovane ragazza lo sviluppo di una personalità autonoma. I genitori me la portarono “totalmente incapace di vivere”.
Non sapeva infilare un ago, lavare neppure un piatto. Tutto le andava storto.
Una timida creatura sedeva davanti a me. Si era già scusata due volte, perché era inciampata ed aveva fatto cadere la borsa dalla sedia. Con prepotenza dovetti interrompere il fiume di parole della madre, per ascoltare qualcosa dalla ragazza stessa. L’immagine di coltivata incapacità e dei complessi di inferiorità non avrebbe potuto essere più perfetta.
Si dovrebbe spesso liberare i bambini dai loro genitori, per renderli finalmente capaci di vivere.
Qui erano da frenare dapprima i genitori, che aggredivano la figlia con insulti ed ininterrotte riprensioni. Ebbi la fortuna di poter procurare alla ragazza, durante il periodo del trattamento, un luogo per il suo addestramento professionale a cento chilometri dal domicilio dei suoi genitori; alla fine i genitori furono d’accordo. L’accantonamento dei complessi di essere una nullità riuscì relativamente facile. Fin dalla sua infanzia Petra era “troppo stupida per ogni cosa”, “troppo stupida per mangiare” e “un’imbranata per aiutare in casa”. Dopo pochi trattamenti e dopo averle fatto conoscere i primi fondamenti del “pensiero positivo”, si trasformò in fretta. “La ragazza che faceva da tappezzeria” osò, al primo schiudersi della sua autoconsapevolezza, andare dal parrucchiere - è sempre il primo segno, nelle pazienti-donne, di un impulso interiore - e ne ritornò una simpatica giovane donna.
Le diedi la formula suggestiva da usare a casa ogni giorno e più volte al giorno fino al momento di andare a dormire: “Sono sana e piena di armonia. L’infinita saggezza del mio subconscio mi rende sicura e corona di successo tutte le mie imprese. Sono abile ed eseguo i miei compiti precisamente e con amore. Mi sento libera e felice e invio amore ai miei genitori e colleghi di lavoro, con i quali posso lavorare lieta ed in armonia.
Alcuni anni di separazione dai genitori rafforzeranno la sua autoconsapevolezza positivamente consolidata e la renderanno immune dall’influenza dei genitori. Anche i genitori, a dire il vero, furono coinvolti nella terapia. Le loro immagini negative di una conduzione di una vita impregnata da una sete di dominio, dal vizio di criticare tutto lasciarono traccia in loro anche fisicamente sotto forma di malattie. Descrissero la loro figlia come “spiritualmente meno abbiente”, senza accorgersi soprattutto della cattiva influenza, che essi esercitavano sulla giovane coscienza che si stava destando, con le loro continue critiche e con l’impazienza. Petra poté parlare di fortuna, perché ebbe la possibilità di conoscere la forza liberatrice degli atteggiamenti positivi.

Più del 90% della vita spirituale si svolge a livello subcosciente, cosicché coloro che rinunciano all’impiego di questa forza miracolosa limitano sensibilmente sin dall’inizio il campo e le possibilità della loro vita.
Il subconscio aspira sempre ad essere al servizio della vita e ad agire in modo costruttivo. Crea il corpo e fa sì che tutte le funzioni vitali si svolgano senza disturbi. Lavora senza pause giorno e notte, adoperandosi sempre per aiutarci e preservarci da qualsiasi danno.
Il vostro subconscio è in costante collegamento con la vita infinita e l’onni sapienza. Tutti i suoi impulsi e i suoi pensieri sono al servizio della vita. Le nobili aspirazioni, le illuminazioni improvvise e le grandi visioni nascono sempre dal subconscio. Sono proprio le vostre convinzioni più profonde, quelle che non riuscite ad esprimere con le parole o a spiegare razionalmente perché non provengono dalla coscienza, ma dal subconscio.
Esso vi parla con la voce dell’intuizione, dell’impulso, del presentimento, dell’istinto e delle idee creative.
La correlazione tra coscienza e subconscio richiede una connessione simile tra i due sistemi nervosi corrispondenti. Per cui il sistema cerebrospinale costituisce l’organo nervoso della coscienza e il sistema simpatico quello del subconscio. I nervi del cervello e della spina dorsale, formano il canale attraverso il quale i cinque sensi portano alla coscienza le loro percezioni sensoriali; contemporaneamente rappresentano lo strumento con cui l’uomo guida tutti i movimenti del corpo.
Il centro di questo sistema nervoso si trova nel cervello e rappresenta la fonte di ogni attività psichica volontaria e cosciente. Il sistema nervoso simpatico d’altro canto, che non può essere influenzato dalla volontà umana, ha il suo centro nella massa di gangli nota come plesso solare, che viene anche definito come “il cervello del subconscio”, e costituisce la centrale di quei processi psichici che guidano in modo inconscio le funzioni vitali del corpo.
Entrambi i sistemi possono lavorare insieme o separatamente. Thomas Troward dice in The Edinburgh Lectures on Mental Science:
“Il vago, (il nervo principale del sistema parasimpatico) lascia la regione cerebrale come parte del sistema nervoso cosciente e controlla in questo punto gli organi vocali. Nel suo ulteriore decorso attraverso la cavità toracica, da questo nervo dipartono diramazioni laterali al cuore e ai polmoni. Nel tratto attraverso il diaframma, il vago perde quel rivestimento esterno che caratterizza i nervi del sistema cosciente ed assume completamente l’aspetto di quelli del simpatico. Costituisce quindi un anello di congiunzione tra entrambi i sistemi e crea l’unità fisica dell’uomo. Sezioni del cervello così differenziate tra loro denotano la relazione con le attività psichiche coscienti da un lato e con quelle inconsce dall’altro.
Detto con approssimazione, la parte anteriore del cervello è correlata alla coscienza e la parte posteriore al subconscio; infine quella centrale assume anche dal punto di vista funzionale, una posizione intermedia rispetto ad entrambe”.
In parole semplici la correlazione fra corpo e spirito può essere rappresentata nel modo seguente: la coscienza concepisce un pensiero che produce nel sistema nervoso cerebro-spinale una vibrazione corrispondente. Questa, a sua volta, dà origine ad un impulso di energia identico nel sistema nervoso inconscio, per mezzo del quale il pensiero in oggetto viene trasmesso al subconscio, e quindi al mezzo creativo vero e proprio.
In questo modo tutti i pensieri si concretizzano.
Ciascun pensiero considerato determinante dalla vostra coscienza viene trasmesso dal vostro cervello al plesso solare, quindi alla centrale del subconscio, che poi si adopera affinché l’idea in questione si realizzi come reazione fisica oppure come evento o anche come condizione ambientale.
Due possono essere i motivi che determinano l’insuccesso: la mancanza di fiducia e lo stress eccessivo. In molti casi la preghiera desiderata non viene ascoltata perché non si conosce sufficientemente la natura e il modo d’agire del subconscio. Ma avere familiarità col modo di funzionare del subconscio fa sì che acquistiate nello stesso tempo una salda fiducia.
Ricordatevi sempre di questo: non appena il subconscio accoglie un’idea, si mette subito all’opera per realizzarla. Impiega i suoi inesauribili mezzi e valorizza il suo autonomo modo d’agire. Ma la legge spirituale si comporta allo stesso modo sia che si tratti di pensieri buoni o cattivi. Non appena questo potente strumento viene però usato in modo errato, cioè in modo negativo, si hanno subito conseguenze sfavorevoli. Se invece viene impiegato in modo positivo, vi dà buoni consigli, vi porta serenità e vi libera da ogni sofferenza.
Pensieri positivi portano inevitabilmente alla meta. Da questo dato di fatto è quindi assai facile dedurre che, nel momento in cui il vostro subconscio accoglie l’idea desiderata, il successo è assicurato. Dovete solo immaginare le vostre idee e i vostri desideri come se fossero già realizzati, e l’azione dello spirito, che si conforma alle leggi, pensa al resto.

Affidate quindi con fiducia salda il vostro problema al subconscio e questo troverà la soluzione perfetta.
Edoardo Paladino

 

costellazioni familiari

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Il training per la formazione inizia il 17 settembre 2011 è rivolto, sia a chi intenda avviarsi a facilitare le Costellazioni Familiari, sia a chi desideri consolidare l’efficacia del proprio intervento.

Questo training è strutturato in modo che i partecipanti possano apprendere soprattutto attraverso l’esperienza e l’esplorazione diretta.

Gli allievi avranno l’opportunità di approfondire le proprie tematiche personali così come quelle concernenti il proprio lavoro.

Rispettando quanto insegna Bert Hellinger, oltre che ad affidarsi ad una solida base teorica, i partecipanti verranno incoraggiati a connettersi con la propria intelligenza più profonda e permettere che il lavoro si svolga in armonia con il campo morfogenetico delle Costellazioni.

La parte finale del corso darà ai partecipanti la possibilità di consolidare le proprie abilità nella conduzione delle Costellazioni con singole persone e, a, seconda delle precedenti esperienze, con gruppi. Un programma di supervisione consentirà anche di esplorare casi relativi ai clienti e partecipanti.

Sulla base delle comprensioni via via acquisite, verranno trattati anche in casi più complessi e complicati, così da continuare a perfezionare la capacità degli operatori.

Le tematiche sistemiche trattate:

  • Gli ordini dell’amore. La famiglia d’origine.
  • La famigli attuale
  • I movimenti dell’anima
  • Coscienza collettiva e coscienza personale. I limiti della coscienza.
  • Il senso di colpa.
  • Le morti premature.
  • Il movimento interrotto verso la persona amata. Risoluzione di abusi e traumi dell’infanzia.
  • Le relazioni di coppia.
  • Dare e ricevere.
  • Il nuovo ordine nelle famiglie divorziate e risposate.
  • Vittime e carnefici: riconciliazione.
  • Le conseguenze delle guerre nelle generazioni successive.
  • Coscienza collettiva e coscienza personale.
  • Senso di colpa nella famiglia e senso di colpa personale.
  • Supervisione.
  • Come condurre una seduta individuale di Costellazioni.
  • Linea della vita e sistemi familiari.
  • L’arte di trovare parole e frasi del momento. Il silenzio.

costellazioni familiari

Mercoledì, 25 Maggio 2011

“Dietro ogni comportamento, per quanto strano possa
sembrare, agisce l’amore.
Anche dietro ai sintomi che uno ha è sempre l’amore che agisce.
Per questo è decisivo che nelle rappresentazioni si trovi il punto dove l’amore si raccoglie, solo allora si raggiunge la radice, è lì che si trova anche la via che porta alla soluzione.
Ma anche alla soluzione si giunge sempre attraverso l’amore.”
Spesso, all’origine dei nostri disagi, malattie o sofferenze ci sono dinamiche nascoste nel sistema familiare (o di appartenenza). Esse ostacolano il fluire dell’amore nelle relazioni o “irretiscono”, ovvero legano, una persona ad altri membri, anche in un passato già remoto, e la costringono a rivivere inconsciamente il destino di uno di loro.
Con le costellazioni si può vedere come ogni famiglia ha qualcosa, come un proprio campo cosciente, che può essere interrogato, attraverso la messa in scena, per rendere palese il contesto delle relazioni e vedere dove squilibri e disarmonie non consentono il normale fluire dell’amore. 

Reiki è una porta aperta sull’amore.

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Non può entrare nella tua vita e non cambiarla. Tutto intorno a me è cambiato nel momento in cui ho fatto la prima attivazione a Reiki. Vorrei dire grandi cose, ma no, no. Sono le piccole cose, le sfumature, che però messe tutte insieme fanno la differenza. Imparare a fare un sorriso in più, ad aiutare chi ha bisogno.
Capire che facciamo parte di un immenso universo di amore. La consapevolezza di quello che mi circonda è profondamente cambiata.
Vivo nel mondo, ora, con tutto quello che mi sta intorno: esseri umani, animali, vento, luce…
Vivo “all’interno” di queste cose, con loro, sono parte di esse e di tutto ciò che vive e che non vive. Non c’è mai stata nella mia vita tanta pienezza, tanta gioia, tanto amore.
Certo ci sono sempre i momenti bui ma c’è qualcosa che fa la differenza, perché subito dopo arriva la luce. … e oltre questa porta c’è molto altro ancora, ne sono sicura, c’è tutto un mondo da esplorare!
Grazie e NamaskarOmbretta Corradi Ufficio Grafico Fiere di Parma S.p.A.

Considerazioni sul Reiki

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Ho incontrato il Reiki nel 1991, subito ne sono stato affascinato e da quel momento tale pratica costituisce una parte importante della mia vita. La curiosità e la volontà di approfondire mi hanno ispirato a conseguire il Master nei seguenti stili o metodi: Reiki Usui (Takata), Karuna, Japanese Reiki Tecnique, Tibetan Styl, ART. Alcuni metodi li ho appresi o ripetuti presso l’ IRIS, altri stili gli ho ripetuti con vari insegnanti allo scopo di valutare e confrontare gli insegnamenti.
Nel corso degli anni ho letto numerosi libri sul Reiki, tutti più o meno uguali, e ho sempre cercato di rimanere aggiornato.
Ora mi permetto di esprimere alcune considerazioni:

a)La signora Takata, alla quale va il solo riconoscimento di avere diffuso il metodo in occidente, a mio parere ha commesso, tra i tanti, un grave errore quando ha stabilito e fissato il costo per diventare Master. Ritengo che il primo requisito da considerare per diventare Master sia quello di essere una persona per bene ed equilibrata e non il potere disporre di una somma considerevole. Il secondo grave errore ritengo sia stato il non costituire un albo dei Master permettendo a molti di auto proclamarsi Tali.

b)Ho notato che sempre si è data eccessiva importanza alle origini del metodo Reiki ed alla storia di USUI. Dopo quella improponibile degli anni novanta, recentemente ne è stata diffusa un’altra ad opera di Arjava Petter; quest’ultima potrebbe contenere parti di verità, ma non quella assoluta. Quale sia il Reiki Giapponese originale ritengo che nessuno lo sappia e che sia impossibile saperlo.

c)Ora che importanza ha il sapere della vita di USUI, se era o no un monaco e se dottore di cosa di cosa lo era, quando tutti sappiamo che il metodo diffuso in occidente funziona e da tante soddisfazioni.

d)Spesso si dice che il Reiki sia una via spirituale adducendo presunte origini Buddiste; personalmente ritengo il Reiki un meraviglioso strumento di armonizzazione energetica.

e)Ho notato che solo poche persone comprendono l’essenza del Reiki, questa ritengo sia la causa del fatto che dopo avere appreso il metodo solo pochi continuano a praticare nel tempo.
Potrei continuare con altre considerazioni, mi riservo di farlo in modo più completo in un’altra occasione, ma mi preme principalmente affermare, dopo 18 anni di esperienza, che il Reiki è un metodo meraviglioso, completo, facile da apprendere e che si amplifica nel tempo.

Tutte le teorie contano poco quello che nel Reiki è vero è che:
1.Induce sensazioni soggettive di calore, formicolio, frescura; questo in funzione dello stato energetico di chi lo riceve.
2.Ha effetti soggettivi ed oggettivi di distensione, sensazioni di pace, benessere psicofisico, chiarezza mentale.
3.Talvolta, in casi di resistenza emotiva al cambiamento, si manifestano temporaneamente disagi, dolore fisico e tensioni. Questi disturbi spesso scompaiono in breve tempo lasciando la persona in stato di totale benessere.
4.Il Reiki è di aiuto in ogni situazione e momento della vita.
Concludo allegando le considerazioni sul Reiki che tre allievi mi hanno fatto pervenire e che considero interessanti.

Carissimo Luciano,

è un periodo in cui sto ricevendo tanti segnali dall’energia e questo mi rende più sicura e serena, ti racconto:mi giungono sovente dei pensieri, che in qualche modo si concretizzano. Al lavoro era tempo che c’era tensione con il capo, ho scritto un biglietto e gli ho fatto Reiki per un giorno e … la situazione è
migliorata. Mi viene in mente una persona e … ricevo una mail da questa persona che si offre per un trattamento a distanza.
Seduta sull’uscio di casa sentendomi un po’ sola … arriva un soffio di vento e nella mente affiora un pensiero di unità con gli altri che mi rasserena. Incontro un vecchio compagno di scuola che dopo tanti anni mi fa i complimenti per il modo di essere (che tra l’altro mi ha sempre un po’ distaccato dagli altri perché un po’lontano dal loro modo di essere) e mi dice che con gli anni ha capito che i miei principi erano speciali.
E tutto questo arriva nel momento in cui ne ho bisogno.
E’ semplice e fantastico, basta essere aperti ed attenti alle cose più semplici.
Il Reiki poi è un grande amico, sempre disponibile e sempre di grande aiuto! Dico sempre perché c’è … sia quando stai bene che quando stai male. Basta centrarsi ed ecco che tutto funziona in un modo diverso. Grazie, ho anche capito cosa significa: sii pieno di gratitudine. Tutto questo è fantastico ed è quella cosa che fa la differenza.
Un abbraccio Fiorenza

Carissimo Luciano,

Pensare a Reiki mi costringe a fare una pausa. Scoprire Reiki, sentire nelle mani il passaggio dell’energia è stato veramente sconvolgente. Constatare che non era un’ illusione ma un fatto vero è stato come se davanti a me si spalancasse un portone su un mondo(il termine non rende abbastanza…) nei confronti del quale, prima di esprimersi, ci vuole un po’ di tempo per “guardarsi intorno” e pensare. Forse perché sono un “tecnico” poco incline a ciò che è istintivo ma comunque con una certa sensibilità verso una dimensione soprannaturale dell’uomo, nata nella cultura cattolica, ho sempre diffidato di tutto ciò che è esoterico. A questo si aggiunge che l’approccio che si ha è spesso negativo, legato a profittatori che si arricchiscono alle spalle di persone deboli che esprimono semplicemente un bisogno, o una solitudine.
E’ difficile parlare di reiki a chi non lo ha sperimentato, si finisce per essere riduttivi:
- “Tecnica di armonizzazione dell’energia”
- “Tecnica di rilassamento energetico”
- “Antico metodo giapponese per riequilibrare le tensioni psicofisiche”
potrebbero essere alcune delle frasi ricorrenti che, comunque arricchite da spiegazioni varie sulla natura del’energia Reiki e sulla dimensione universale di Reiki, spesso lasciano l’interlocutore con un’espressione fra l’interrogativo e il disinteressato, quando non addirittura con una faccia della serie “Ma questo è fuori di testa!”
La mia modesta esperienza di trattamenti al di fuori della cerchia degli amici “Reikisti” si svolge in ambito famigliare. Un po’ per le ragioni già esposte che sono di ostacolo alla “distribuzione” di trattamenti a destra e a manca, un po’ perché quando si trova la persona disponibile bisogna comunque andarci con i piedi di piombo, per evitare di creare delle aspettative esagerate che non trovano poi un adeguato riscontro.
Credo che l’approccio giusto a Reiki sia fondamentale. Il mio è stato proprio “senza aspettative”, e ho sperimentato che i trattamenti migliori sono avvenuti quando non c’erano aspettative preventive, né da parte mia né da parte del mio interlocutore.
Io penso che chi riceve debba “semplicemente” aver voglia di sperimentare che esiste una dimensione energetica della persona, dimensione energetica che subisce degli squilibri che possono influire sullo stato fisico e psichico della persona stessa. Chi invece fa il trattamento dovrebbe fare il vuoto dentro di se e lasciare tutto lo spazio per l’azione dell’energia e per percepire le sensazioni che essa ci da. Tutto il resto, benessere, guarigione, vantaggi fisici o mentali, avviene da sé e non dipendono da noi ma dall’energia. L’importante è che comunque ci si renda conto che in noi esiste una dimensione di noi stessi (scusa il bisticcio di parole) che forse non sappiamo bene com’è ma che sicuramente esiste. Una dimensione molto importante.
Se l’approccio con Reiki è stato autentico, non si può rimanere come prima, qualcosa nella vita della persona deve cambiare!
Sarei felice di poter dare un raggio di luce a tutti coloro che ne hanno bisogno.
Un abbraccio. Giorgio

 

Reiki Coach Master in Bioreikiologia®

Mercoledì, 25 Maggio 2011

Nell’ambito dell’I.R.I.S. è stata fondata una scuola para universitaria, dove nasce la figura del Reiki Coach”Bioreikiologo®,professionista evolutivo. Si tratta di un “format” didattico atto a formare una figura del tutto inedita, quella del Bioreikiologo©, un operatore che, nell’arco di tre anni e 1400 ore di lavoro complessivo, grazie ad una particolare e innovativa formazione olistica: Una Scuola nuova ed unica nel suo genere è nata a Cusano Milanino, attiva dal 1982.
Un corso unico che insegna ad integrare tutte le tecniche Reiki in
un contesto olistico che ne esalta l’azione sinergica

“Reiki, una via consapevole volta alla ricerca integrale dell’armonia perduta

Questo corso permette di:
• imparare tecniche valutative e operative dolci e non invasive
• acquisire strumenti per comprendere le cause interne ed esterne di disarmonie e somatizzazioni
• riconoscere e riequilibrare gli squilibri energetici
• conoscere in profondità la costituzione energetica della persona
• mettere in relazione sinergica i sistemi più potenti
• crescere e maturare come individuo nel corso della formazione professionale
• trovare il coraggio di cambiare il corso della propria vita
• migliorare l’autostima ed acquisire sicurezza
• comunicare in modo efficace
• prendere coscienza, accettare e sviluppare i propri talenti;
• creare un proprio originale prodotto (un corso, una metodologia)
• mettere a disposizione di chi è alla ricerca di una migliore qualità di vita;
• creare in questo modo una nuova professione da diffondere in qualsiasi campo egli si trovi ad operare.
In tre anni sarai il migliore operatore di Reiki
Il nostro metodo, frutto di 30 anni di esperienza, mette a disposizione le più potenti e diffuse tecniche energetiche in rapporto al Reiki. Saprai identificare con facilità le cause delle alterazioni funzionali e gli scompensi energetici nell’organismo, e sarai in grado di arricchirlo con tutti i mezzi di sostegno, riequilibrio e di autoguarigione. Inoltre potrai insegnare o operare attraverso una preparazione completa.
Il Reiki Coach è un consulente qualificato, un trainer esistenziale che fornisce gli strumenti e il metodo più adeguato per realizzare progetti di sviluppo personale, stimolando le motivazioni per procedere, si affianca al cliente e allievo per trovare le soluzioni più idonee nei tempi più brevi.
Il Reiki Coach sa valutare i talenti e identificare i bisogni. Fornisce a chiunque sia in difficoltà o voglia sviluppare le proprie potenzialità, gli strumenti e il metodo per individuare e raggiungere i propri obiettivi, sia nella vita privata, professionale e autoguarigione.
Il Reiki Coach lavora con persone e gruppi sulle resistenze al cambiamento, sviluppa l’autostima, il potenziale e le competenze del saper fare e saper diventare per raggiungere gli obiettivi prefissati.
La nostra Scuola di Reiki Coach

La nostra Scuola ti propone un corso speciale, l’insegnamento che ti doniamo è unico e ti guida da una materia all’altra lungo un percorso logico che mette in relazione ciascuna tecnica con tutte le altre, elevandoti ad una visione olistica dell’essere. Questo fa sì che, crescendo con noi, potrai presto superare procedure, protocolli e prontuari legati alle singole materie, e saprai operare molto più profondamente sull’allievo e su te stesso, risolvendo efficacemente ed in breve tempo ogni problematica. Si studierà ogni materia in relazione a tutte le altre, sino a comprendere a fondo la continuità della visione olistica dell’essere. In questo modo penetrerai ogni segreto del Potenziale Energetico umano e ti aprirai ai mezzi attraverso i quali ogni organismo utilizza la propria Forza Energetica per auto guarirsi, e diventerai un Master insegnante veramente preparato.
Le linee direttrici della nostra Scuola
La nostra Scuola ti introdurrà a tre delle più grandi Tradizioni del Reiki, Usui Shiki Rioko, Tibetan Style, Japanese Reiki, un programma completo di sicura efficacia: Questo insegnamento te lo proponiamo arricchito con le tecniche più moderne, quali la PNL e la formazione dinamica e psicologica che sono tanto valutative che operative, fornendoti, seguendo le metodiche, una formazione completa. Inoltre, questo Corso Pluriennale completo va a completare la tua preparazione a Master, fornendoti una serie di tecniche accessorie e complementari, che ti qualificheranno ulteriormente nella tua professione. Questo abbinamento fornisce un monte ore molto elevato, in linea con le direttive di futuri riconoscimenti ufficiali. I nostri corsi si tengono anche in tutta Italia.
Struttura corsi:
I nostri Corsi sono modulati in tre annualità interrelate l’un l’altra.

Ogni annualità segue un percorso didattico completo, comprensivo di tecniche operative e integratori fitoterapici da consigliare, per cui, già alla fine della prima annualità è possibile iniziare a praticare a livello di Master insegnante.
Le lezioni sono costituite da 9 incontri + uno Stage di 4 gg. ( che si tiene tra giugno e luglio ) un Seminario di Master e di psicologia applicata. Le lezioni sono dedicate alla pratica e alla teoria.

nell’ambito del triennio:
• Nozioni di Anatomia e Fisiopatologia
• Deontologia e esercizio della professione: legislazione + norme associative, assicurative e di previdenza
durante ogni annualità:
• Seminario-Laboratorio di Praticantato • Tecniche Yoga -
per l’Operatore e allievo.

Nell’arco dell’anno viene fornito materiale didattico sotto forma di manuali, e altri supporti necessari al corso ed elenchi completi di testi consigliati.
Inizio annualità 18 settembre 2011