Archivio di Febbraio, 2020

Opinione personale di….Maria - Let it be - Lascia che sia

Martedì, 18 Febbraio 2020

Tanti anni fa tutte le classifiche di vendita dei dischi di tutto il mondo vedevano ai primi posti una canzone con il titolo “ Let it Be“ ( lascia che sia ). Il testo era interessante perché parlava di un concetto molto profondo e di parole di saggezza.

In effetti, quando si dice “ lascia che sia” non si parla di avere un’attitudine lassista, di subire in modo passivo e apatico, bensì di non opporsi a ciò che non si può cambiare, o non si deve cambiare e vivere il presente. Se ciò che non si può cambiare sembra una cosa ovvia, almeno in teoria e quando non si è coinvolti in prima persona, ciò che non si deve cambiare è meno scontato.

Comprendere questo concetto significa capire quando è il momento di non intervenire, significa anche rendersi conto delle proprie interpretazioni e di quanto esse siano soggettive se non addirittura egoiste.

C’è chi dice “ se io fossi Dio, eliminerei la guerra e la sofferenza.

Ma chi siamo noi per mettere in questioni queste situazioni? Poiché si tratta della naturale manifestazione di leggi universali, di effetti le cui cause non sono sempre apparenti (e non necessariamente devono esserlo). Un vecchio adagio dice “ non cada foglia che Dio non voglia”, e ci ricorda quindi che c’è una ragione per tutto.

Forse non siamo in grado di capire - forse non vogliamo riconoscere ciò che non ci piace vedere. Forse non dobbiamo capire tutto e subito, ma vivere pienamente, e la comprensione arriverà al momento opportuno.

1 “medicine-men” nordamericani si riservano di decidere se intervenire o meno, quando viene chiesto il loro aiuto. Dopo tre giorni, rispondono, con un sì, o con un no.


Questo ci porta a riflettere se una situazione oggi diffusa, cioè di sentirci autorizzati a interferire nella vita degli altri.

È facile sentirsi legittimati, indipendentemente dalla nostra professione o posizione, per esempio a “guarire ” altri, a togliere loro il fastidio, le preoccupazioni, il dolore, la sofferenza.

È facile quando non abbiamo capito che cosa sia il senso delle esperienze che ognuno di noi si trova a vivere. O quando non vogliamo guardarci allo specchio, e fare lo sforzo di “guarire ” noi stessi.

Gli insegnamenti, ci permettono di imparare ad aiutare gli altri, in modo efficace e impersonale ma senza interferire con ciò che deve essere.

Una volta che comprendiamo il significato profondo della neutralità (in tutti i sensi), possiamo dire, guardando lo spettacolo della vita e partecipandovi con piena consapevolezza, amore e rispetto: Lascia che sia (così ).

Accentazione. di Sé

Martedì, 18 Febbraio 2020

Non puoi essere altro che ciò che sei. Quindi rilassati!

L’esistenza ha bisogno di te cosi come sei.

Mi hanno raccontato.

Un re andò net suo giardino c trovò alcuni alberi, e dette pianticelle morenti, mentre alcuni erano appassiti.

La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino.

Osservando il pino, il re lo trovò sofferente perché non poteva portare grappoli come la vite.

E, la vite stava morendo perché non poteva fiorire come la rosa.

Infine, trovò una pianta, la viola, fresca e fiorente come sempre, atta domanda del re, la pianta rispose: “Mi è sembrato scontato che quando tu mi hai piantata, volevi una viola, se desideravi una quercia, un pino, una vite o una rosa avresti piantato quelle. Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stessa”.

Tu esisti perché questa esistenza ha bisogno di te cosi come sei! Altrimenti esisterebbe qualcun altro. Tu stai adempiendo qualcosa di essenziale, qualcosa di fondamentale, cosi come sei!

Perché dovresti diventare un Buddha? Se Dio avesse voluto un altro Buddha, ne avrebbe potuti creare quanti ne voleva. Dio ha creato un solo Buddha, ed e stato più che sufficiente.

Da allora non ha più creato altri Buddha, né altri Cristo.

Invece ha creato te.

Pensa quanto rispetto ti ha dimostrato l’universo!

Sei stato scelto tu; non Buddha, non Cristo, non Krishna.

Il loro lavoro è compiuto, essi hanno contribuito con la loro fragranza.

Guarda semplicemente te stesso.

Puoi solo essere te stesso… non è possibile che tu sia qualcun altro.

Puoi goderti il tuo essere e fiorire; oppure puoi appassire, se lo condanni.

Puntoluce n:43

Riflessioni sul Reiki

Martedì, 18 Febbraio 2020

Il Reiki è un metodo di guari­gione che agisce su molti livelli, spe­cialmente su quello fisico, mentale e spirituale, il che coincide tra l’altro con l’esistenza di tre livelli Reiki. Il percorso di ascensione del Reiki può essere paragonabile a una scala di quarzo composta da tre gradini di dimensioni differenti.

Il primo di questi gradini è alto, ma in compenso ha una superficie oriz­zontale molto ampia: una volta rag­giuntolo è possibile osservare il mondo circostante da un punto di vista più panoramico, fondamental­mente diverso come dimensione pro­spettica, essendo possibile spaziare “così in alto, così in basso”, per usare l’aforisma alchemico di Ermete Trismegisto.

In questa fase l’iniziato vive una metamorfosi: i suoi canali sono direttamente collegati con l’Energia Universale, ed è proprio in questo momento che può iniziare la guari­gione fisica, mentale e spirituale. La grande superficie orizzontale serve per maniere i piedi ben stabili, senza rischiare di cadere, perché potreste provare un senso di ebbrezza, feli­cità e gioia, una sorta di vertigine e confusione. Si può credere di essere diventati improvvisamente guaritori, e ciò è normale: ognuno di noi crede di avere una sua energia un po’ spe­ciale, ma in realtà si diventa, molto più umilmente, semplici canali dell’Energia Universale.

Questo è un bivio di fondamentale importanza che richiede la vicinanza spirituale del master iniziatore poi­ché si vedrà se l’uomo è pronto a riequilibrare il suo microcosmo e ad accordarlo con il macrocosmo, sinto­nizzando le sue vibrazioni con Madre Terra e il Cosmo intero.

Raffigurando l’essere umano come una mongolfiera desiderosa di alzar­si in volo, dobbiamo necessariamen­te liberarla dalla zavorra perché, se così non fosse, potrebbe effettuare al massimo qualche piccolo balzello, mai uno splendido volo.

Il Reiki aiuterà l’uomo ad avvicinarsi alla guarigione, ma lui consapevol­mente dovrà darsi da fare, se vorrà veramente elevarsi. Per prima cosa potrà cominciare a liberarsi dalle tossine  che in molti anni avrà accumulato nel suo organi­smo, sia facilitandone l’eliminazione attraverso il sudore etc., sia diminuendone l’introduzione. Noi siamo ciò che beviamo, mangia­mo, respiriamo e pensiamo (Panfili, Medicina Ortomolecolare, Tecniche Nuove, 1994)

Una volta iniziata questa depurazio­ne, il soggetto sarà realmente libero di poter elevare il suo Sé Superiore. Con l’iniziazione al secondo livello Reiki, il canale dell’Energia Universale si fa molto più potente e splendente. Si entra in possesso di alcune chiavi di accesso all’Energia potentissime: i simboli sacri di Reiki. Da questo momento diventa sempre più importante seguire le Regole di vita di Reiki:

* Non essere arrabbiato, proprio oggi

* Non ti preoccupare, proprio oggi

* Onora i tuoi maestri, i genitori e gli anziani

* Guadagnati da vivere onestamente

* Mostra gratitudine verso tutto ciò che vive.

A questo punto abbiamo un compito molto importante, che è quello di diffondere Reiki curando gli altri, a livello energetico anche mentale, ma prima di tutto curando noi stessi. Guarirci sarà senza dubbio più rapi­do in quanto siamo ormai diventati canali dell’Energia Universale. Ora che abbiamo ritrovato il parakletos (il guaritore interno), dobbiamo ascoltarlo perché ci suggerirà come dare cuore, amore e spessore alla nostra esistenza.

La routine della vita quotidiana è sempre importante, ma lo è ancor più quando ci si avvicina alle meto­diche terapeutiche del terzo millen­nio. Cercare di osservare alcune norme elementari, o almeno una parte di esse, per la quotidianità potrà migliorare lo stato di benessere del corpo, della mente e dell’anima. Queste sono dettate dalla Medicina, ma alcune potranno essere ritrovate nei consigli della nonna, espressione di popolare sag­gezza. Svegliarsi prima dell’alba e comunque non fare la prima colazio­ne dopo le otto; lavarsi i denti dopo i pasti; mangiare lentamente e in silenzio, con la consapevolezza del cibo, e, perché no, fare Reiki alla pietanza; digiunare un giorno alla settimana; andare a dormire prima delle dieci di sera. Poi, se decidiamo di salire sul terzo gradino - e il nostro master pensa che siamo pronti e che per noi sia importante e giusto farlo - vedremo che questo è il più alto, con un piano d’appoggio stretto, quasi a forma di piramide. Inizialmente, una volta saliti, si ha la sensazione di essere proiettati verso l’alto con grande energia, solo successivamente si recupereranno le esperienze dei pre­cedenti due piani in un equilibrio superiore.

Reiki ci aiuta quando lo riceviamo da altri o con l’autotratta­mento, ma anche se decidiamo di salire su questa meravigliosa e splendente scala di quarzo. Consapevolmente si dovrà adattare l’alimentazione e le abitudini di vita, com’è giusto usufruire anche di altre vie, con la finalità di nutrire l’anima dell’uomo, di altri esseri viventi, della Terra e del Cosmo. Punto-luce

“La Verità”

Martedì, 18 Febbraio 2020

Nel tentativo di dare risposta alle numerose interrogativi esistenziali, mi capita di leggere libri, pubblicità che trattano di esoterismo, tecniche energetiche, reiki di vari stili etc. Le loro conclusioni sono notevolmente differenti dalla logica espressa nella filosofia mistica. Di fronte a tesi contrastanti, a volte, le mie certezze crollano e mi trovo disorientata, come già è capitato anche a voi.

Nel tentativo di approfondire la” verità”, allarghiamo i nostri confini esplorativi e a volte ci troviamo a percorrere vie chiassose che con il loro frastuono, oltre ad allontanarci dalla coerenza, riescono perfino a farci perdere quei valori precedentemente acquisiti con tanta fatica.

Questo è proprio il caso di alcuni insegnati e scuole di tecniche energetiche come il Reiki ecc… che si comportano allo stesso modo del cieco che pretendeva di guidare un altro cieco.

Mi trovo d’accordo sul fatto che malgrado gli sforzi operati nella ricerca della verità, nella nostra mente rimane pur sempre l’ombra del dubbio in merito alla realtà di questo valore acquisito, temendo che questa “presunta” verità possa essere solamente la deformazione di un miraggio.

Pilato formulò a Gesù una domanda chiedendo: “che cos’è la verità?” questa domanda però non ebbe risposta. Probabilmente la risposta doveva giungere non dalla rivelazione esterna, ma dalla meditazione e dal travaglio interiore dello stesso formulatore.

La verità si presenta all’analisi degli individui sotto tanti aspetti e, le angolature spesso collimano e si adattano al grado evolutivo degli individui stessi. Quindi la stessa verità espressa con formule diverse, apparentemente in contrasto fra loro, può appagare le differenti esigenze evolutive, emancipando gli individui quel poco che basta, fin quando gli stessi otterranno la facoltà di una visione analitica maggiormente ampliata, sempre bene inteso, rapportata al grado della loro comprensione.

Probabilmente riusciremo ad ottenere una visione globale della “Verità” nella sua intera essenza solo quando, per un fattore di carattere evolutivo, riusciremo a superare la soglia limitativa della mente (la quale analizza attraverso l’imperfezione dei sensi) e percepiremo la “Realtà” attraverso l’intuito e le prerogative dello spirito.

La ricerca sui quesiti esistenziali che la coscienza pone è comprensibile perché ogni spirito che intende evolvere attraverso la facoltà dell’intelletto, presto o tardi si troverà a vagare nel labirinto dell’ignoto, dove spesso incontra

solo tenebre che dovrà dissipare, accompagnato unicamente dalla facoltà dell’intuito e del discernimento. La perseveranza è il requisito fondamentale nella ricerca della verità; se poi ad essa si unisce il coraggio dell’anticonformismo, questa ricerca viene notevolmente agevolata, e il ricercatore raggiunge prima la mèta desiderata.

Ogni avventura del pensiero vissuto in tal modo acquisisce un carattere strettamente personale, e la singolarità delle esperienze differiscono da quelle degli altri.

In questa fase di ricerca, l’alternanza del flusso e del riflusso operativo rispecchia per similitudine i grandi cicli cosmici, dove l’attività si alterna alla quiete onde assimilare nel riposo la precedente esperienza e acquisire un nuovo

potere per affrontare le nuove vicende che la nuova attività propone, in un interessante progresso evolutivo.

Digiunare con la Luna fa bene se…

Martedì, 18 Febbraio 2020

“Ritengo che una riduzione della normale alimentazione per un giorno alla settimana, anche indipendentemente dai cicli lunari, possa essere senz’altro utile. Infatti, la riduzione della normale alimentazione con l’assunzione soltanto di una certa quantità di sostanze zuccherine, per un giorno alla settimana mette a riposo le funzioni digestive dello stomaco e del fegato. Inoltre, è noto a tutti che gli eccessi nell’alimentazione e nel bere comportano sonnolenza, seppure transitoria, con riduzione delle facoltà psico intellettive. Mangiando poco, non bevendo alcolici, certamente si è più svegli e più prestanti mentalmente.

“Sul piano scientifico, però, una dieta che consenta una libera scelta degli alimenti sia per quantità sia per qualità negli altri giorni della settimana difficilmente è utile per ottenere un calo del peso corporeo: per lo meno è azzardato affermarlo.

“Non ci sono controindicazioni di massima al digiuno totale di ventiquattr’ore; tuttavia chi svolge un lavoro impegnativo dal punto di vista del fabbisogno calorico, potrebbe avere qualche problema astenendosi per un giorno intero. A queste persone consiglierei di osservare una dieta molto leggera nella giornata di riposo dal lavoro, eliminando carne, i grassi, riducendo gli amidi e preferendo la frutta, ricca di zuccheri e le verdure, ricche di vitamine.

“Gli influssi e le tisane consigliati nella dieta della Luna, non sono strettamente necessari, ma non si può certo negare loro un effetto benefico, se scelti opportunamente. È noto infatti che buona parte della terapia farmacologica si basa sull’uso di sostanze di estrazione vegetale. Non mi sento però di esprimermi al riguardo e penso che sia più utile, in proposito, il parere di un esperto di erboristeria.

Ah dimenticavo, la dieta della luna si consiglia di fare al primo giorno di luna calante, il giorno dopo la luna piena.

È SOLO QUESTIONE DI OTTICA

Martedì, 18 Febbraio 2020

Siamo continuamente oppressi da pessimistiche informazioni sullo stato di crescente degrado fisico, mentale e morale in cui versa oggi l’umanità.

• Televisione, radio, stampa specialistica e non, ci propinano di continuo uno scenario apocalittico di malattie in agguato che ci procurano una nevrosi da non diagnosticabili sintomi diffusi.

•  L’argomento “giovani”, particolarmente caro alla “quinta età”, e non solo, dipinge una tela con fosche tinte e scene di orrore.

• La presenza sempre più rilevante di extracomunitari ci fa tornare alla memoria le pagine della storia che ci raccontavano le invasioni di Unni, Goti, barbari di ogni genere provenienti dall’Est e ci lasciano nell’animo una sorta di panico

L’elenco delle situazioni catastrofiche e non potrebbe così continuare toccando vari aspetti della politica, della religione e soprattutto della famiglia.

Ma noi oggi vogliamo provare a considerare ognuno di questi problemi semplicemente capovolgendone l’ottica e quindi considerandoli da una diversa prospettiva.

Salute: il tumore ci vive troppo a lato, continua a mietere vittime, è un doto di fatto, ma è anche vero che l’età media è così tanto aumentata che la riforma sulle pensioni fa cadere i governi; anche la qualità della vita è migliorata, basta

vecchi e oggi, anche se in pensione, hanno un nuovo lavoro, viaggiano, continuano a fare l’amore etc.

Giovani: l’inevitabile  disagio,  che  in ogni periodo di cambiamenti,  radicali  e troppo veloci nasce in chi si trova a cavallo delle due epoche, dà spesso origine a congiunture estreme che però non rappresentano necessariamente la prova di un malessere generale. Anzi, se osserviamo con attenzione i molti comportamenti giovanili,  dobbiamo  riconoscere una nuova capacità di andare verso l’altro; e se è innegabile che il rapporto nella famiglia è diventato più difficile altrettanto vero è però che questo potrebbe essere considerato l’avvio verso la formazione di una famiglia più vasta, quella dei propri coetanei oggi, fino ad includere in seguito altre generazioni, altri popoli, altre creature.

Immigrazione: l’aspetto  positivo di questo contesto è ancora più evidente. Accanto a limitati episodi di  violenza  e di  atteggiamenti  culturali  diversi  dai nostri,  non  possiamo  trascurare  l’enorme  apporto  concreto  che  ci  viene  da questi ospiti: manodopera per lavori oramai da noi rifiutati, sostegno ad anziani soli, aumento della scolarità (che ha dato ossigeno a molti insegnanti preoccupati della stabilità del loro posto di lavoro), nuovo impulso alle piccole realtà commerciali del luogo.

Abbiamo scelto soltanto tre realtà del nostro tempo ma siamo convinti che qualunque circostanza, qualunque episodio della storia possa essere letto da una duplice angolazione: è solo una questione di ottica.

ASTROLOGIA riflessioni

Martedì, 18 Febbraio 2020

Le mie riflessioni:

Lo studio dell’astrologia può essere d’aiuto nel percorso di crescita interiore? Sebbene l’astrologia non sia parte integrante degli studi Cabalistici , molti allievi la studiano   al fine di chiarire certi aspetti  della  propria  vita e personalità . Tuttavia, l’astrologia non è indispensabile per conoscersi . È possibile svilupparsi armoniosamente su tutti i piani e raggiungere uno stato spirituale molto elevato senza aver la minima nozione di astrologia.

Essa non è mai stata considerata dai mistici come “scienza”, bensì come “arte”, e fu a partire dalle ricerche astrologiche primitive che si sviluppò la scienza dell’astronomia. Il problema è che alcuni astrologi, con pochi anni di esperienza, dichiarano con molta certezza che la loro arte è perfettamente sicura, e ciò provoca dei conflitti tra gli scienziati e gli astrologi. Se, al contrario, gli astrologi affermassero che la loro arte si avvicina a poco a poco a un certo grado di perfezionamento, sarebbero meno criticati dagli scienziati. Possiamo riassumere alcuni punti essenziali che riguardano l’astrologia. Al momento della nascita, ogni individuo è associato in una maniera alchemica a uno dei pianeti, per mezzo della essenza vibratoria e chimica che viene soffiata nel suo corpo e che stabilisce un’affinità chimica con la natura e le caratteristiche di quel pianeta in particolare.

Così, con il primo soffio di vita, alcune combinazioni chimiche dell’energia vibratoria sono soffiate nel corpo del bambino, in consonanza con quelle dei diversi pianeti del Sistema Solare, e durante tutta l’esistenza ognuno di noi è collegato a questi pianeti secondo la natura alchemica della propria composizione fisica. Così si può affermare che certe caratteristiche, impresse nel corpo nel momento della nascita, avranno influenza sulle emozioni, sulle tendenze e sui desideri di ogni essere umano. I dodici tipi umani fondamentali sono rappresentati dai dodici segni zodiacali, e le diverse nature complesse che troviamo nella Terra risultano dalle influenze abbinate dei pianeti e dei segni zodiacali.

Anche se interessato all’astrologia per una migliore conoscenza di se stesso,   nessun   mistico   deve   dimenticare   il libero   arbitrio,   facoltà fondamentale della sua natura evoluta. Deve tenere in mente la celebre formula: “gli astri inclinano, non obbligano”.

MEDITAZIONE DEL SORRISO

Martedì, 18 Febbraio 2020

Le mie riflessioni:

Meditazione del sorriso

I muscoli del viso completamente rilassati, la bocca socchiusa, lo sguardo ci rivela serenità e bontà.

Dal profondo di sé sale un’energia che prende tutto il corpo, e poi investe noi, come una gradevole brezza.

Di riflesso, il nostro viso si distende, e poi tutto il corpo.

Anche la nostra bocca ora è socchiusa, e sorridiamo!

II sorriso spontaneo è una grande forza, che ci cambia quando lo riceviamo, e anche quando lo offriamo disinteressatamente.

Tutti abbiamo trovato sulla nostra strada, almeno una volta, un bimbo o un adulto, che ci ha fatto questo grande dono.

Anche al telefono possiamo percepire un sorriso, poiché quando un sorriso è vero e spontaneo, è ben più di un’espressione facciale o convenevole.

Per questo mese proponiamoci – o riproponiamoci - di offrire un sorriso ogni qualvolta sia possibile.

Silenzioso, discreto, può fare più delle parole e aiutare più dei soldi.

È un regalo senza prezzo né costo, ma ha una grande importanza e un grande valore, poiché dopo tutto è una manifestazione dell’amore che è in noi.

La poesia seguente, ci offre uno spunto molto interessante per riflettere sul sorriso, un’ispirazione per la vita di tutti i giorni.

Un sorriso non costa niente e produce molto

Arricchisce chi lo riceve

Senza impoverire chi li dà

Dura un istante Solo

ma talvolta il Suo ricordo è eterno

Nessuno è così ricco da poter farne a meno

Nessuno è abbastanza povero da non meritarlo

Crea la felicità in casa

è il segno sensibile dell’amicizia

Un sorriso dà riposo a chi è stanco

Rende coraggio ai più scoraggiati

Non può essere comprato, né prestato, né rubato

perché è qualcosa di valore

Solo al momento in cui viene dato

E se qualche volta incontrate qualcuno

Che non sa più sorridere

Siate generoso, dategli il vostro

perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso

quanto colui che non può regalarne agli altri.