la vita

Cosa dirti di meglio che citare un aforisma di Friedrich Nietzsche:

 No. La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo invece più ricca, più desiderabile e più misteriosa - da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore, quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è volto alla conoscenza - e non un dovere, non una fatalità, non una frode. E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso, per esempio un giaciglio di riposo o la via ad un giaciglio di riposo; oppure uno svago o un ozio; ma per me essa è un mondo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici hanno le loro arene per la danza e per la lotta. “La vita come mezzo della conoscenza” - con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma perfino gioiosamente vivere e gioiosamente ridere. 

Il bello sta anche nel fatto che se ti guardi facendo una retrospettiva di ciò che sei stato per te e per altri e di ciò che potrai essere anche inconsapevolmente in futuro, ti accorgeresti che non sei stato affatto inutile ma, come dice la parabola del buon seminatore, hai sparso i semi su un vasto terreno costituito da persone che possono farlo germogliare o farlo solo marcire senza produrre nulla o addirittura non accettarlo per niente. Tutto ciò non sarà stata cosa vana perché dove fruttifica sarà il “ Ben di Dio” per chi ne ha bisogno o deve solo risvegliare in sé ciò che ha lasciato sopire per anni, dove marcisce diverrà cibo per vermi mentre dove rimarrà sparso “inutilmente” diverrà alimento per uccelli.

Come vedi “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma” (Antoine de Lavoisier).

L’inutilità non esiste, esiste il “a me non serve più” ma a qualcun altro sicuramente sì.  Pier

 

 

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