Da una frase di OSHO:

Ogni volta che ci attacchiamo a qualcuno o a qualcosa, in un modo o nell’altro evitiamo di guardare noi stessi. Di fatto, il bisogno di attaccarsi a qualcuno o a qualcosa è un trucco per sfuggire a se stessi. E più l’altro diventa importante per noi, più lo consideriamo il centro della nostra vita, più noi ci emarginiamo alla periferia. Per tutta la vita continuiamo a rimanere centrati sull’altro. In questo modo il tuo Sé non diventerà mai il tuo centro. L’oscurità di milioni di persone può essere dissipata dalla fiamma interiore di pochi. Anche una piccola lampada fende una fitta oscurità. Con la presenza, in un paese, di una sola persona che abbia conosciuto l’immortalità dell’anima, tutta l’atmosfera, la vibrazione e la vita del paese cambierebbero.

Nosce te ipsum direbbero gli antichi latini che di queste parole, successivamente, Socrate ne fece la sua massima preferita.

In effetti è vero ancora oggi per me e per tutti, se ci pensi bene. Conosci te stesso e le tante potenzialità che hai ti si riveleranno inaspettatamente, rispetta te stesso e gli altri e sarai rispettato ed onorato. Difficile? Assolutamente no. Deve essere solamente il tuo standard di vita contribuendo in questo modo a te stesso ed agli altri. Provare per credere.

A volte vedo zombi in giro che mi farebbero compassione ma sempre mi dico “aspetta, dovranno scoprirsi pure loro”.

E quando lo fanno sii saggio a non rimarcaglielo. Il tuo piacere sarà il vederli divenire più saggi loro stessi e goderne dei frutti. Agisci dietro le quinte in silenzio ed agisci solo “ubi necesse est” (dove e quando serve). Pier

 

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