IL PRIMO SOLE

Una pelle color cacao è forse il trofeo più desiderato che ognuno cerca di portarsi a casa dalle spiagge o dalle vette delle Dolomiti.

Non è solo bellezza. Una pelle scura è pure un utile scudo, perché protegge dalle scottature solari. Come stimolare la produzione di melanina in fretta, ma anche con giudizio?

Ci sono svariati metodi naturali, per fare il pieno di tintarella senza danneggiare la salute.

Ma, ad ogni modo, i frettolosi, gli insofferenti e quelli del “tutto e subito” non devono cedere alla seduzione dell’antica fama di abbronzante del decotto di foglie di fico e dell’essenza di bergamotto. Passerebbero un brutto guaio. Il loro impiego deve essere bocciato senza mezze misure, perché contengono sostanze (gli psoraleni) in grado di aumentare la sensibilità della pelle al sole, sicché, invece di far guadagnare una cute bronzea, portano dritti dritti all’ustione. Per fortuna, c’è di meglio.

Tanta frutta Siccome il beta- carotene è contenuto, in maniera evidente o nascosta, in una notevole gamma di vegetali, un menù ricco di frutta e verdura fresca di colore rosso arancione e verde (peperoni, albicocche, pesche, spinaci, cavoli eccetera) aiuta a difendere la pelle dal sole cocente.

Una sola avvertenza: cominciare la dieta amica della melanina due o tre settimane prima della vacanza.

I RIMEDIRIMEDI

Facilita la tintarella spalmare sulla pelle, poco prima di prendere il sole, un sottile strato di olio d’oliva, oppure di avocado, di cocco, di semi di vinaccioli. Stendere l’olio dopo ogni doccia o bagno in mare.

IL SUCCO DI CAROTA

È anche utile bere succo di carota centrifugata (100- 200 grammi al giorno) due settimane precedenti l’esposizione al sole.

A rinforzare la tintarella è il beta-carotene, il pigmento che dà alla radice il caratteristico colore arancione. Esso viene depositato nelle cellule di grasso poste sotto la pelle e le colora di arancione o rossastro, conferendo all’abbronzatura un’intensità più forte e una tonalità calda, senza provocare però alcun danno.

Ma il carotene possiede altre virtù che lo rendono prezioso ai patiti della pelle dorata. Assorbe gran parte dei raggi UVA (colpevoli del foto-invecchiamento) e ne annulla gli effetti dannosi sulla pelle. Insomma, il pigmento vegetale garantisce una protezione a 360 gradi dall’azione nociva delle radiazioni ultraviolette.

LA NOCE VERDE

In un vaso di vetro con coperchio, aggiungere 50 grammi di mallo di noce sminuzzato (la noce verde, cioè immatura) a 200 grammi di olio di mais e lasciare a macerare per dieci giorni. Filtrare e conservare in un flacone di vetro scuro.

Ungere la pelle da esporre al sole e ripetere l’unzione quando l’olio è stato completamente assorbito, dopo ogni doccia o alla fine del bagno in mare.

IN ERBORISTERIA

In erboristeria si possono acquistare molti prodotti già pronti come le capsule di beta-carotene (4 o 5 al giorno), da assumere a cominciare da un mese prima di andare in spiaggia e l’olio di mallo di noce, già pronto per l’uso.

I salutisti a oltranza hanno, invece, modo di acquistare succo di carota in bottigliette di mezzo litro, risparmiandosi così il fastidio di centrifugare giorno per giorno la radice.

L’HERPES

Come sono fastidiose quelle bollicine che rovinano il sorriso! Cominciano con un pizzicore sul labbro, o attorno al naso, e qualche ora dopo c’è già un grappolo di vescicole arrossate e ripiene di un liquido incolore.

Entro una settimana diventano gialle e formano crosticine che, poi, cadono. Il colpevole di questo fenomeno fastidioso è il virus erpetico: l’herpes simplex. Spesso, a risvegliarlo dal suo letargo in qualche ganglio nervoso è proprio un eccesso di sole. Esso, infatti, indebolisce le difese del sistema immunitario dell’organismo e quindi provoca l’effetto di risvegliarlo e di farlo ritornare nuovamente attivo.

LE FRIZIONI

Fare cadere un paio di gocce di olio essenziale di santoreggia sulla zona del labbro infettata dal virus, quindi sfregare la pelle con un batuffolo di cotone, per facilitarne l’assorbimento.

L’effetto è sorprendente, se l’essenza viene applicata fin dall’inizio, cioè alla comparsa del prurito o del pizzicore, che in genere precede la comparsa delle bolle vere e proprie, e se viene rinnovata 4 o 5 volte al giorno nelle prime 48 ore. L’essenza è un liquido oleoso, giallo, molto odoroso e viene confezionata in piccole boccette con contagocce, reperibili in erboristeria.

IL SUCCO DI LIMONE

Durante i primi due giorni di contagio, con un batuffolo di cotone, applicare sulle vescicole succo di limone fresco, ogni due ore. Potrà dare sollievo alla parte.

IL PIEDE D’ATLETA

Anche seguendo alla. lettera il consiglio di non camminare mai a piedi nudi sulla piaggia, sui bordi delle piscine e nella zona delle docce pubbliche, il “fungo” dei piedi è sempre in agguato.

Poco dopo il contagio, tra le dita è facile notare desquamazioni e piccole vescicole piene di un liquido chiaro, che, poi, si estendono al dorso e alla pianta del piede. Siccome l’annidamento dei germi è favorito dalla macerazione della pelle, sono proibite scarpe di plastica e calze di fibra sintetica che, ostacolando la traspirazione del piede, facilitano il ristagno del sudore.

Preparare ima soluzione formata da 50 grammi di olio di soia in cui sono stati diluiti 5 grammi di olio essenziale di canfora e altrettanti di timo. Agitare e frizionare con il liquido le zone del piede colpite dal fungo, almeno 4 o 5 volte al giorno.

Applicare, a gocce, olio essenziale puro di santoreggia sulle parti infettate, rinnovando 4-5 volte al giorno.

IL PRURITO

Il grattarsi ha tanti perché. Ma d’estate, di prurito, ce n’è soprattutto uno, banale e fastidioso, scatenato dal caldo (per la maggiore facilità alla sudorazione) e da punture d’insetti.

L’OLIO DI MENTA

In una boccettina, diluire 10 grammi di olio essenziale di menta in 50 grammi di olio di soia. Agitare e spalmarne uno strato sottile sulla parte dove c’è prurito. Il sollievo è immediato.

Con uguale potenza, agiscono le essenze di eucalipto, mirto, camomilla e canfora.

IL BAGNO

Se il prurito è diffuso in buona parte del corpo, lo alleviano i bagni rinfrescanti.

Versare nell’acqua calda di una vasca venti gocce di essenza di menta più venti di eucalipto e immergersi per un quarto d’ora, il tempo necessario alle sostanze vegetali per agire in profondità.

Per il dopo bagno, sono in commercio polveri (come il talco mentolato, per esempio) che, disperse sulla pelle, prolungano la sensazione di freschezza e danno un forte sollievo al prurito.

LE PUNTURE D’INSETTI

Vespe, calabroni, zanzare, api e ragni sonoo compagni tanto costanti quanto inde­siderati delle nostre estati. In generale, la puntura di un insetto provoca reazioni allergiche molto fastidiose, con rossore, gonfiore e prurito.

Quelle di api, vespe e calabroni iniettano nella pelle una piccola quantità di veleno e causano localmente la liberazione di istamina, senza che, di solito, si verifichino reazioni vistose e pericolose.

Strofinare con energia foglie fresche di melissa sul punto dolente, pruriginoso e irritato in cui ha agito il veleno della puntura (ma prima togliere il pungiglione). Portano un immediato sollievo: calmano il dolore e guariscono.

Agiscono ugualmente bene strofinature con foglie fresche di menta, basilico e prezzemolo.

LA TINTURA D’EDERA

Frizionare il punto dolorante con foglie fresche di edera, sminuzzate. Siccome è di facile preparazione, è previdente allestire un po’ di tintura di edera, per averla sempre pronta a portata di mano. Prendere mezzo etto di foglie fresche, tritarle, poi metterle a macerare per due settimane in 200 grammi di alcol a 60 gradi. Finita la macerazione, filtrare il liquido scuro con un colino a maglie fitte e conservarlo in una boccetta ben tappata e munita di etichetta.

All’occorrenza, mettere due gocce di tintura sulle punture, sfregando leggermente, per avere subito sollievo.

IL SUCCO DI CIPOLLA

Applicare qualche goccia di succo del bulbo fresco di ima cipolla sulla parte irritata, per neutralizzare subito il fastidio della puntura.

Raggiungono i medesimi effetti il succo di limone e anche quello di aglio.

A livello preventivo c’è modo di acquistare spray, gel, stick, lozioni e creme a base di oli essenziali con virtù repellenti per via del loro odore che nuoce agli insetti (citronella, garofano, cannella, geranio, eucalipto), molto utili quando si vive all’aperto e soprattutto per i bambini, da applicare e spalmare sedia pelle.

Negli ambienti chiusi, è più vantaggioso vaporizzare o spruzzare gli spray al piretro (ricavato dal crisantemo insetticida, che cresce spontaneo in Dalmazia e in Africa). Ci sono, per di più, insetto repellenti omeopatici in spray o in granuli da sciogliere sotto la lingua.

LE RUGHE DEL SOLE

Se avete esagerato col sole, niente di più facile che abbiano fatto capolino piccole increspature intorno agli occhi e anche sulla fronte. È la conseguenza dell’overdose di raggi ultravioletti che favo­risce la comparsa precoce dei minuscoli solchi della pelle.

LA MASCHERA

Sbattere insieme un tuorlo d’uovo e mezzo vasetto di yogurt bianco, poi aggiungere tre cucchiai di olio di mandorle dolci e mescolare fino a ottenere una pastella morbida, omogenea e densa.

Spalmare la maschera sul viso e lasciare agire per mezz’ora. Infine, toglierla con un tampone di cotone e acqua tiepida e passare un tonico a base di amamelide.

IL SUCCO DI CAROTA

Sbattere a neve un albume d’uovo, poi aggiungere 20 grammi di succo di carota e due cucchiai di olio di germe di grano. Mescolare bene e infine spalmare sul viso. Lasciar agire per mezz’ora.

GLI IMPACCHI

Fare un impasto con quattro cucchiai di semi polverizzati di fieno greco e latte quanto basta, e spalmare sulle rughe, lasciando agire per venti minuti. Poi, togliere con acqua tiepida.

L’ESSENZA

Diluire 20 gocce di olio essenziale di lavanda e 10 di rosmarino in 3 cucchiai di olio di soia. Massaggiare bene la pelle e ripetere almeno per tre volte al giorno.

DOVE FARE

Come rifornirsi di erbe? La maniera più semplice consiste nell’acquistarle in farmacia o in erboristeria. Le più qualificate ne allineano sugli scaffali, in bell’ordine, quasi duecento specie differenti, già sminuzzate a dovere, cioè nel cosiddetto taglio-tisana.

Per non avere delusioni è necessario comperare erbe di buona qualità. Per prima cosa, non devono essere troppo vecchie, perché col passare del tempo le loro virtù diminuiscono fino a scomparire del tutto. Pretendete sempre che sia precisato il mese e l’anno di raccolta È utile anche conoscere alcuni criteri elementari per valutare alla prima occhiata gli attributi delle erbe comperate: colore e odore devono essere molto vicini a quelli del vegetale fresco, non devono distinguersi muffe, né tracce d’insetti.

A casa le erbe vanno conservate in un ambiente asciutto, in vasi di vetro scuro, sacchetti di carta o barattoli di cartone sigillati, recanti ognuno un’etichetta ben visibile col nome della pianta.

Le “carezze” del sole estivo lasciano spesso il segno. Sulla pelle poco protetta, soprattutto, un’eccessiva dose di raggi ultravioletti provoca arrossamenti e pruriti e, nei casi peggiori, vesciche e scottature.

Perché prenda forma un eritema lieve su una pelle chiara bastano quindici minuti di sole senza protezione, e venticinque ne occorrono per una scura. Rischia di più chi ha i capelli rossi o biondi, gli occhi azzurri e la pelle color latte

L’OLIO

Applicare sulla scottatura impacchi di acqua molto fredda, in modo da aiutare la pelle a disperdere il calore, poi spalmare un sottile velo di olio di germe di gra­no, oppure di olio d’oliva.

LA POLPA DI CAROTA

Stendere sulla zona colpi­ta una carota cruda grattu­giata, e lasciarla agire per una mezz’ora. Funzionano altrettanto bene una patata grattugiata e le foglie di ca­volo da cui si sia fatto uscire il succo, sfregandone la superficie con i denti di una grattugia.

L’OLIO MEDICINALE

In erboristeria è disponibile l’olio di iperico, un preparato dal colore rossastro, estratto dai fiori essiccati. Sulla zona infiammata vengono applicati impacchi imbevuti nella soluzione oleosa, da lasciare agire per mezz’ora.

GLI IMPACCHI

Versare due cucchiaini di fiori di arancio in una tazza d’acqua bollente, lasciare infondere per dieci minuti, poi filtrare. Usare il liquido per bagnare delle compresse di cotone da sistemare sulla pelle irritata.

LA POLPA DEL RIBES

Applicare immediatamente sulla pelle arrossata la polpa dei frutti di ribes rosso; è possibile evitare in questo modo la formazione di vesciche.

LE VERRUCHE

Non pericolose, ma di sicuro antiestetiche e fastidiose, le verruche in estate colpiscono come un’epidemia per via della promiscuità nei luoghi di villeggiatura e del vezzo di camminare scalzi sui bordi delle piscine, sulle spiagge e in prossimità delle docce. Il virus che ne è la causa s’insedia di preferenza nella pianta dei piedi e provoca minuscole escrescenze tondeggianti; non di rado si sviluppano in profondità per la pressione del peso, creando difficoltà a camminare.

LA TINTURA MADRE

Negli scaffali del farmacista c’è modo di trovare le tinture madri di Thuya o Podophyllum, con cui bisogna fare toccature un paio di volte al giorno. Dopo due o tre settimane di cura, la verruca diventa scura, si secca e cade senza lasciare cicatrici.

LA LINFA

Chi sa riconoscerla nei prati, può affidarsi alle sorprendenti virtù della chelidonia, una piccola erba facile da trovare un po’ dappertutto nei luoghi ombrosi, al riparo delle siepi e nei cespugli (quanti hanno poca dimestichezza con le erbe possono aiutarsi consultando imo dei tanti atlanti di botanica di­sponibili in libreria).

Ogni organo della pianta fresca è percorso da una linfa giallastra che “brucia” le verruche. Spezzato un rametto, col succo che cola si tocca ripetutamente l’escrescenza un paio di volte al giorno. La verruca assorbe il liquido e si scurisce. Poi, a poco a poco si sgretola e scompare dopo otto o dieci giorni di cura.

Prima di partire per le vacanze può essere vantaggioso farsi preparare dal farmacista questa soluzione da conservare in una boccetta di vetro scuro.

fresco        gr 20

gr 10

Alcol etilico a 20 gradi. gr 10

LE MEDUSE

Hanno un aspetto elegante e leggiadro, le meduse. Ma basta sfiorarle che subito i tentacoli, costellati di piccole sacche urticanti, scatenano un’irritazione della pelle, fastidiosa e insistente. Dopo aver provveduto a rimuovere i brandelli di tentacolo, e risciacquata la parte colpita con acqua di mare, è possibile intervenire con le erbe.

GLI IMPACCHI

Sulle lesioni applicare subito compresse di cotone imbevute nell’aceto. In un secondo momento, frizionare la zona irritata con olio essenziale di lavanda o di rosmarino.

POLPA DI CAROTA

Applicare la polpa cruda di carota (grattugiata) per lenire la zona arrossata.

L’ESSENZA DI MENTA

Per calmare il prurito, sulla parte colpita è bene stendere un velo di olio essenziale ricavato dalla menta.

L’INSONNIA

Non riesco a dormire!» Per molti è una tanta estiva quasi ossessiva. Nei mesi fila calura, umidità atmosferica, scarsa e rumori, specie in città, cospirano per scardinare la chimica del sonno. L’insonnia che ne deriva, gli specialisti l’hanno battezzata “situazionale”, per intendere che non è provocata da malattie, ma solo da una sfortunata serie di circostanze diverse.

L’insonnia spesso non risparmia neppure quanti vanno verso il lago, la montagna, la collina o il mare. Passare di colpo dall’ufficio ai fondali di Lampedusa o ai picchi del Monte Rosa, ad alcuni può richiedere una più o meno lunga fase di adattamento al nuovo ambiente e causare anche un sonno difficile.

LA TISANA

Versare due cucchiai di melissa in mezzo litro di acqua bollente e lasciare in infusione per venti minuti. Filtrare e berne un paio di tazze al giorno. Ha un gradevole odore di limone fresco.

IL VINO MEDICINALE

Mescolare 20 grammi di melissa, 10 grammi di passiflora, 10 grammi di biancospino e versare il miscuglio in un litro di vino bianco. Per una settimana, lasciare a macerare nella bottiglia chiusa con un tappo, poi filtrare. Berne un bicchierino da liquore un’ora prima di andare a letto.

IN VENDITA

Sul banco dell’erborista c’è modo di trovare già pronte la tintura di avena (prenderne 30 gocce il pomeriggio e la sera un’ora prima di andare a letto) e quelle di passiflora, di escolzia o di valeriana, tutte e quattro con notevoli virtù calmanti e rilassanti.

In farmacia, le proprietà ipnotiche di valeriana, passiflora, biancospino e camomilla sono state sfruttate per confezionare prodotti di impiego immediato, sotto forma di capsule (come Nirvanil, Anevrasi), sciroppi (per esempio Parvisedil, Sedatol, Sedopuer), oltre a confetti (Noctis, Blandonal) e bustine filtro per tisana (come Ticalma, Florerbe, Valerocalma).

IL NERVOSISMO

Al mare capita che aumentino il nervosismo e la tensione. E, in effetti, confermano i bioclimatologi, l’aerosol marino saturo di iodio e salsedine dà un colpo di frusta alla tiroide e può rendere nervosi e irritabili. Specie i bambini piccoli, gli anziani e quanti hanno già per proprio conto un temperamento “eccitabile”.

Versare due cucchiaini di fiori di biancospino nell’acqua bollente in una tazza e lasciare in infusione per dieci minuti, poi filtrare. Bere tre tisane al giorno. Moderano il nervosismo pure gli infusi di tiglio, meliloto, melissa, papavero rosso, primula e lavanda.

LA TINTURA

Prendere 30 gocce di tintura di meliloto (da acquistare in erboristeria) in un po’ d’acqua, da bere tre volte al giorno.

Chi non ama il fai-da-te, dal farmacista trova già pronti per l’uso sciroppi di passiflora, pillole di valeriana o anche bustine filtro di erbe calmanti per tisana.

L’ACIDITÀ’ DI STOMACO

Che gli stravizi estivi appicchino il fuoco allo stomaco, è facile. Il bruciore comincia circa un’ora dopo aver mangiato, specie dopo un pasto eccessivo innaffiato con abbondante vino e cibi piccanti e speziati. Quando la sensazione di acidità è soltanto un episodio occasionale, i rimedi naturali riescono a neutralizzarla, spesso con efficacia.

IL SUCCO DI PATATA

Centrifugare una patata e berne il succo poco dopo i pasti principali. È un potente antiacido.

LA TISANA

Ecco una tisana che può essere efficace contro questo disturbo. Aggiungere un cucchiaino di fiori d’arancio e un altro di verbena a una tazza d’acqua bollente e lasciare in infusione per un quarto d’ora. Filtrare con cura per mezzo di un colino e prenderne una tazza subito dopo i pasti.

L’INFUSO

Mettere in infusione per dieci minuti un cucchiaino da caffè di foglie di melissa in una tazza d’acqua bollente. Berne una tazza dopo ogni pasto.

Un cucchiaino da caffè di argilla verde in 200 grammi di acqua. Preparare la sera e lasciare riposare tutta la notte. Bere poi l’acqua argillosa in dosi di 100 grammi (un bicchiere) ai due pasti principali.

IN ERBORISTERIA

Sono disponibili bottiglie da mezzo litro di succo di patate, con proprietà antiacide. Berne mezzo bicchiere dopo i pasti. Possiedono le medesime virtù i succhi di cavolo e di carota.

LA DIARREA

Un colpo di freddo alla pancia, un pasto con cibi troppo speziati, un’abbondante bevuta di Grignolino invecchiato e subito l’intestino vuol essere liberato.

Anche certi cibi “tight”, cioè con poche calorie perché arricchiti con dolcificanti artificiali, possono provocare diarrea. Riposo e dieta liquida sono gli accorgimenti più opportuni da adottare quando si presenta questo tipo di disturbo. Ma giovano anche i prodotti vegetali, innocui ed efficaci.

IL DECOTTO

Mettere due cucchiai di radice di tormentilla in mezzo litro d’acqua, bollire per qualche minuto e tenere a bagno per un quarto d’ora. Dopo aver filtrato il liquido, berne una tazza ogni due ore.

L’INFUSO DI MALVA

Versare un cucchiaio di foglie e fiori di malva nell’acqua bollente di una tazza e lasciare in infusione per un quarto d’ora. Poi, filtrare il tutto. Nella prima giornata, bere una tazza dell’infuso ogni due ore.

L’OLIO DI FINOCCHIO

Due gocce di olio essenziale di finocchio su una zolletta di zucchero, da prendere tre volte al giorno, possono essere un altro rimedio efficace.

IN FARMACIA

In farmacia si trovano molte sostanze utili per combattere la diarrea. Bloccano gli attacchi di diarrea le pastiglie di carbone vegetale (Belloc, Carbonesia) e anche le compresse a base di pectina (come Streptomagma): questa è ima sostanza vegetale simile all’amido, capace di aumentare la densità del contenuto intestinale.

INDIGESTIONE

Un pasto con troppe portate spesso rallenta o frena bruscamente la digestione. E dopo pranzo viene anche, di solito, un fastidioso cerchio alla testa. Magari con l’aggiunta di nausea, vomito e una sensazione di peso sullo stomaco.

Quasi sempre, lo stato di malessere è di breve durata e si risolve nel giro di qualche ora. Ma la ripresa può rivelarsi più rapida se viene aiutata da blandi preparati naturali.

LA TISANA DI ANICE

I Nei casi di indigestione un rimedio efficace può essere una tisana a base di anice. Mettere due cucchiaini di semi di anice in una tazza di acqua bollente e lasciare in infusione per venti minuti. Quando la digestione è lenta, lunga e difficile, è bene berne una tazza.

L’ESSENZA

Due gocce di olio essenziale di menta su una zolletta di zucchero, da prendere poco dopo i pasti principali, possono alleviare tutti i disturbi che colpiscono lo stomaco dopo un pasto troppo pesante.

IL SUCCO

Bere un cucchiaio di succo di finocchio (da acquistare in erboristeria) un quarto d’ora prima dei pasti, in due dita d’acqua.

IN FARMACIA

Tra i prodotti da banco ne sono disponibili alcuni che possono curare il malessere che deriva dall’indigestione. Per esempio, le bustine filtro per tisana (Florerbe digestiva) ed elisir amari con genziana e rabarbaro.

Come addolcire i decotti

Parecchi rimedi a base di erbe destinati ad essere bevuti sono molto gradevoli. Quelli di tiglio, melissa, rosmarino, timo e liquirizia, ad esempio, sono infusi dal sapore soave e con un delizioso profumo. Altre erbe, però, sono assai amare. Il decotto di genziana e gli infusi di carciofo ed elicriso hanno gusti tanto aspri da risultare stomachevoli.

Una prima maniera per migliorare il sapore delle tisane consiste nel ricorrere a miele, zucchero bianco o grezzo, mannite (lo zucchero del frassino, da comprare in farmacia) e sciroppo d’acero. Chi ha problemi di linea può optare per le compresse di saccarina, o per altri dolcificanti privi di calorie. Anche la liquirizia, aggiunta sotto forma di radice sminuzzata, o di succo concentrato, o di estratto riesce a coprire gusti troppo amari.

Migliorano l’aroma: menta, timo, salvia, rosa canina, cannella e scorza di limone.

STITICHEZZA

Sarà il viaggio, sarà il cambiamento degli orari, sarà un menù a cui non si è abituati, sta di fatto che molto spesso la stitichezza è una complicazione delle vacanze. Esordisce fin dai primi giorni, e a volte resiste fino a quando non si toma a casa. Inoltre rende nervosi e agitati Che fare? Oltre ad aumentare la quota di fibre vegetali con frutta, verdura, pane e pasta integrali, la medicina verde ha molte frecce nel suo arco.

IL DECOTTO

Versare un cucchiamo di frangola nell’acqua di una tazza da tè. Fare bollire per dieci minuti, poi lasciare riposare per un quarto d’ora e filtrate con un colino. Bere la tisana a piccoli sorsi la sera prima di andare a letto.

IL VINO LASSATIVO

Mettere a macerare in un litro di vino bianco per dieci giorni 40 grammi di frangola, 20 grammi di senna e 20 grammi di anice, poi filtrate. La dose è di uno o due bicchierini prima dei pasti.

Un altro sistema naturale contro la stitichezza, che agisce senza nuocere alle delicate pareti intestinali, consiste nel mettere, la sera, 6 prugne secche a bagno nell’acqua fino a coprirle (dopo averle incise su un lato con un coltello). Il mattino seguente si mangiano le prugne e si beve l’acqua

IN FARMACIA

L’INFUSO DI MANNA

Sciogliere 50 grammi di manna in 150 grammi di latte caldo. Filtrare e poi bere l’intera quantità in una sola volta.

Tra i lassativi verdi, sono reperibili, già pronti, bustine filtro per tisane o miscele vegetali in barattolo (Kelemata, Arnaldi, Midro), cubetti a base di erbe evacuati (Ortisan), compresse di crusca (per esempio Crusken), amari al boldo o elisir al rabarbaro.

OCCHI ARROSSATI

Assieme alla pelle, l’occhio è l’organo che sconta di più gli effetti nocivi d’una esposizione troppo intensa e prolungata ai raggi solari. Ma proprio gli occhiali da sole, al mare come in montagna, vengo­no considerati un ornamento alla moda, un accessorio quasi superfluo e non indispensabile. È, invece, necessario averli (e di buona qualità) ogni volta che si prende il sole.

L’eccesso di radiazioni ultraviolette può causare arrossamento, stanchezza e lacrimazione degli occhi. Anche il vento può farli bruciare, a causa dell’effetto irritante del pulviscolo che, in vortici, solleva in aria. A volte, gli occhi sono tanto infiammati da creare addirittura la sensazione di avere granellini di sabbia appiccicati alla parte interna della palpebra superiore.

D’estate, è importante prevenire la congestione oculare con occhiali a lenti scure, ma, se il guaio prende in contropiede, un sollievo viene anche dalla farmacia vegetale.

GLI IMPACCHI

Nell’acqua bollente di ima tazza mettere un cucchiaio di fiordaliso e lasciare a riposo venti minuti con il recipiente coperto. Poi, filtrare con un colino a maglie fitte. Ogni due ore applicare sulle palpebre, per dieci minuti, due pezzuole o due compresse di cotone idrofilo bagnate in questa lozione calmante e decongestionante. Raggiungono lo stesso risultato gli impacchi con infusi di amamelide, piantaggine, camomilla, quelli di eufrasia e meliloto.

LE FOGLIE DI NOCE

Bollire per dieci minuti un cucchiaio di foglie di noce in due bicchieri d’acqua. Filtrare, lasciare raffreddare e usare il liquido per fare degli impacchi nel caso di occhi irritati e congestionati.

IL COLLIRIO

In farmacia sono disponibili colliri “dolci” con effetto astringente, calmante e disarrossante a base di amamelide virginiana (Optrex) e di mentolo e acido tannico (Blefarolin).

IL MAL D’ORECCHIO

Attenti alle orecchie a mollo! Un’eccessiva permanenza nell’acqua di mare o di lago (ma pure in quella della piscina), gli sbalzi di temperatura, il caldo estivo, offendono le orecchie, che possono diventare dolenti e infiammarsi nella parte più esterna.

Il prurito è spesso il primo segno, seguito di solito, subito dopo, da ima sensazione di dolore. La medicina verde offre alcuni rimedi efficaci e semplici da adottare, per ovviare a questi fastidiosi disturbi.

LE FRIZIONI

È consigliabile massaggiare la pelle, dietro il padiglione auricolare, specie in vicinanza del lobo, con l’olio essenziale di eucalipto oppure con quello di pino.

L’ESSENZA

Anche la lavanda è efficace. Si può inumidire un batuffolo di cotone nell’olio essenziale di lavanda e introdurlo per un centimetro circa nell’orecchio, mattina e sera.

LE GOCCE DI LIMONE

Infine le gocce. Instillare nel condotto uditivo due gocce di limone. Ripetere ogni quattro o cinque ore.

Basta una corrente d’aria fredda ed è subito tosse. Fastidiosa e insistente. A volte, decisamente insopportabile. Allo scopo di scansare guai peggiori, conviene intervenire subito per favorire l’espul­sione del catarro e disinfettare le vie respiratorie.

Versare due cucchiaini di drosera nell’acqua bollente di una tazza e lasciare infondere per venti minuti. Bere la tisana mattina e sera.

Tre gocce di olio essenziale di pino su una zolletta di zucchero da sciogliere in bocca, due volte al giorno. Vanno altrettanto bene le essenze di menta, eucalipto e mirto.

I SUFFUMIGIO

In un piccolo recipiente pieno d’acqua tenuta a bollore versare 2-3 gocce di essenza di eucalipto, poi respirare il vapore che si alza dalla superficie, tenendo un asciugamano sulla testa per disperderne la minore quantità possibile. Questo tipo di rimedio, molto efficace per le infiammazioni dei bronchi, va di solito ripetuto tre volte nella giornata.

Sul banco c’è modo di trovare molti prodotti adatti. Per esempio, lo sciroppo di timo e castagno (Tussamag), le supposte di essenza di pino (Pumilene, Ozopulmin), lo sciroppo di pino e timo (Pinedrin), le bustine per tisana a base di liquirizia, eucalipto e menta (Florerbe balsamica), le pastiglie di grindelia, marrubio e ginepro (Broncosedina), le compresse per inalazioni con timo ed eucalipto (Fomentil).

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