È SOLO QUESTIONE DI OTTICA

Siamo continuamente oppressi da pessimistiche informazioni sullo stato di crescente degrado fisico, mentale e morale in cui versa oggi l’umanità.

• Televisione, radio, stampa specialistica e non, ci propinano di continuo uno scenario apocalittico di malattie in agguato che ci procurano una nevrosi da non diagnosticabili sintomi diffusi.

•  L’argomento “giovani”, particolarmente caro alla “quinta età”, e non solo, dipinge una tela con fosche tinte e scene di orrore.

• La presenza sempre più rilevante di extracomunitari ci fa tornare alla memoria le pagine della storia che ci raccontavano le invasioni di Unni, Goti, barbari di ogni genere provenienti dall’Est e ci lasciano nell’animo una sorta di panico

L’elenco delle situazioni catastrofiche e non potrebbe così continuare toccando vari aspetti della politica, della religione e soprattutto della famiglia.

Ma noi oggi vogliamo provare a considerare ognuno di questi problemi semplicemente capovolgendone l’ottica e quindi considerandoli da una diversa prospettiva.

Salute: il tumore ci vive troppo a lato, continua a mietere vittime, è un doto di fatto, ma è anche vero che l’età media è così tanto aumentata che la riforma sulle pensioni fa cadere i governi; anche la qualità della vita è migliorata, basta

vecchi e oggi, anche se in pensione, hanno un nuovo lavoro, viaggiano, continuano a fare l’amore etc.

Giovani: l’inevitabile  disagio,  che  in ogni periodo di cambiamenti,  radicali  e troppo veloci nasce in chi si trova a cavallo delle due epoche, dà spesso origine a congiunture estreme che però non rappresentano necessariamente la prova di un malessere generale. Anzi, se osserviamo con attenzione i molti comportamenti giovanili,  dobbiamo  riconoscere una nuova capacità di andare verso l’altro; e se è innegabile che il rapporto nella famiglia è diventato più difficile altrettanto vero è però che questo potrebbe essere considerato l’avvio verso la formazione di una famiglia più vasta, quella dei propri coetanei oggi, fino ad includere in seguito altre generazioni, altri popoli, altre creature.

Immigrazione: l’aspetto  positivo di questo contesto è ancora più evidente. Accanto a limitati episodi di  violenza  e di  atteggiamenti  culturali  diversi  dai nostri,  non  possiamo  trascurare  l’enorme  apporto  concreto  che  ci  viene  da questi ospiti: manodopera per lavori oramai da noi rifiutati, sostegno ad anziani soli, aumento della scolarità (che ha dato ossigeno a molti insegnanti preoccupati della stabilità del loro posto di lavoro), nuovo impulso alle piccole realtà commerciali del luogo.

Abbiamo scelto soltanto tre realtà del nostro tempo ma siamo convinti che qualunque circostanza, qualunque episodio della storia possa essere letto da una duplice angolazione: è solo una questione di ottica.

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