“La Verità”

Nel tentativo di dare risposta alle numerose interrogativi esistenziali, mi capita di leggere libri, pubblicità che trattano di esoterismo, tecniche energetiche, reiki di vari stili etc. Le loro conclusioni sono notevolmente differenti dalla logica espressa nella filosofia mistica. Di fronte a tesi contrastanti, a volte, le mie certezze crollano e mi trovo disorientata, come già è capitato anche a voi.

Nel tentativo di approfondire la” verità”, allarghiamo i nostri confini esplorativi e a volte ci troviamo a percorrere vie chiassose che con il loro frastuono, oltre ad allontanarci dalla coerenza, riescono perfino a farci perdere quei valori precedentemente acquisiti con tanta fatica.

Questo è proprio il caso di alcuni insegnati e scuole di tecniche energetiche come il Reiki ecc… che si comportano allo stesso modo del cieco che pretendeva di guidare un altro cieco.

Mi trovo d’accordo sul fatto che malgrado gli sforzi operati nella ricerca della verità, nella nostra mente rimane pur sempre l’ombra del dubbio in merito alla realtà di questo valore acquisito, temendo che questa “presunta” verità possa essere solamente la deformazione di un miraggio.

Pilato formulò a Gesù una domanda chiedendo: “che cos’è la verità?” questa domanda però non ebbe risposta. Probabilmente la risposta doveva giungere non dalla rivelazione esterna, ma dalla meditazione e dal travaglio interiore dello stesso formulatore.

La verità si presenta all’analisi degli individui sotto tanti aspetti e, le angolature spesso collimano e si adattano al grado evolutivo degli individui stessi. Quindi la stessa verità espressa con formule diverse, apparentemente in contrasto fra loro, può appagare le differenti esigenze evolutive, emancipando gli individui quel poco che basta, fin quando gli stessi otterranno la facoltà di una visione analitica maggiormente ampliata, sempre bene inteso, rapportata al grado della loro comprensione.

Probabilmente riusciremo ad ottenere una visione globale della “Verità” nella sua intera essenza solo quando, per un fattore di carattere evolutivo, riusciremo a superare la soglia limitativa della mente (la quale analizza attraverso l’imperfezione dei sensi) e percepiremo la “Realtà” attraverso l’intuito e le prerogative dello spirito.

La ricerca sui quesiti esistenziali che la coscienza pone è comprensibile perché ogni spirito che intende evolvere attraverso la facoltà dell’intelletto, presto o tardi si troverà a vagare nel labirinto dell’ignoto, dove spesso incontra

solo tenebre che dovrà dissipare, accompagnato unicamente dalla facoltà dell’intuito e del discernimento. La perseveranza è il requisito fondamentale nella ricerca della verità; se poi ad essa si unisce il coraggio dell’anticonformismo, questa ricerca viene notevolmente agevolata, e il ricercatore raggiunge prima la mèta desiderata.

Ogni avventura del pensiero vissuto in tal modo acquisisce un carattere strettamente personale, e la singolarità delle esperienze differiscono da quelle degli altri.

In questa fase di ricerca, l’alternanza del flusso e del riflusso operativo rispecchia per similitudine i grandi cicli cosmici, dove l’attività si alterna alla quiete onde assimilare nel riposo la precedente esperienza e acquisire un nuovo

potere per affrontare le nuove vicende che la nuova attività propone, in un interessante progresso evolutivo.

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