ESPERIENZA MENSILE

Giovedì, 2 Ottobre 2014

 

Gli Obiettivi dell’I.R.I.S.

 

· Stabilire e mantenere determinati standard nell’insegnamento del Reiki.

 

· Certificare studenti e Insegnanti.

 

· Creare manuali di istruzione da utilizzare nei seminari.

 

· Incoraggiare la formazione di gruppi di supporto in cui le persone possano dare e ricevere trattamenti Reiki.

 

· Incoraggiare gli studenti a diventare validi Insegnanti di Reiki se la loro Guida Spirituale li spinge in questa direzione.

 

· Ricercare sempre nuove informazioni su Reiki e sviluppare nuove tecniche per migliorarne l’utilizzo.

 

· Valorizzare apertamente l’attività di tutti gli Insegnanti e gli Operatori Reiki, indipendentemente dalla loro discendenza od organizzazione di appartenenza.

 

· Promuovere amichevole cooperazione fra tutti gli Operatori o Insegnanti nell’obiettivo di guarire se stessi e il Pianeta Terra, mediante l’utilizzo di Reiki.

 

Come vincere lo stress’

Nel turbinio dell’esistenza d’oggi paure, ansie, angosce sono all’ordine del giorno. All’origine c’è soprattutto la tensione nervosa.

Eccovi due tecniche molto facili ed efficaci per superarla o smorzarla.”Sono depresso”, “mi sento giù”, “la mia vita è un inferno”: alzi la mano chi, almeno una volta, non ha avuto occasione di dire a se stesso o agli amici una di queste frasi.

Esse sono lo specchio, di una situazione esistenziale di stanchezza e di pessimismo giunta all’estremo limiti di sopportazione e dalla quale sembra impossibile uscire.

Eppure, per difficile che sia tale situazione, una via di uscita c’è sempre e a ognuno di noi è data la possibilità di trovarla a condizione, che lo voglia.

Limitiamoci alla tensione nervosa, quello stato d’animo provocato dal turbine della vita moderna, che, in gran parte, è responsabile delle crisi, delle angosce, delle depressioni che ci affliggono. Chi non vorrebbe, al’ meno in parte, liberarsene? Il sistema c’è: è sufficiente dedicare, ogni giorno, pochi minuti alla propria persona.

Vediamo come.  Dieci minuti solo per se stesso

Concediti dieci minuti di totale isolamento ogni giorno, possibilmente alla stessa ora, per almeno una settimana.

Chiuditi a chiave in una stanza e seduto, dopo alcuni respiri calmi, regolari e profondi, cerca di allontanare da te ogni pensiero che non abbia nulla a che fare con quello che è all’origine della tua ansia.

A questo punto concentrati sul problema e, nel silenzio interiore, attendi l’affiorare di una risposta.

Annota la risposta sul taccuino, esci dalla stanza e dedicati alle lue occupazioni consuete: sarà l’inconscio che nel frattempo, lavorerà sul messaggio che gli hai mandato e te ne accorgerai il giorno dopo, quando altre risposte, sempre più centrale sul problema, ti verranno durante i successivi dieci minuti di isolamento.

Accetta la vita nella sua ambivalenza

Ricordate che ogni aspetto della realtà è sempre ambivalente: a un’immagine positiva, a un dato positivo, fanne riscontro sempre un’immagine negativa, un dato negativo.

All’origine del problema che ci tormenta c’è sempre la scelta che abbiamo fatto di privilegiare l’aspetto negative della situazione.

Provate allora a cambiare: provate a vedere cosa c’è di buono nei fatti, nelle sensazioni che al momento ci appaiono tutti negativi e cercate di far leva sugli elementi positivi.

Se il problema, ad esempio, è di natura economica, considerate quanto siano giovevoli all’equilibrio fisio - psichico la temperanza, la frugalità, il senso della misura arricchite questi pensieri con immagini tratte dalla vita dei filosofi, dei santi, degli asceti provando ad immaginare quali soddisfazioni si possono trarre da una vita interamente consacrata alla rinuncia.

Il vostro problema riguarda la salute?

Pensate a tutti gli altri valori che rendono gradevole e accettabile la vita che sono a vostra disposizione.

L’importante è riuscire sempre a pensare in termini positivi, in una chiave di accettazione, concetto che non deve mai identificarsi con quello, negativo della rassegnazione.

 

Buon lavoro, Maria Remigio

Settembre

Mercoledì, 1 Ottobre 2014

Gli ultimi quattro mesi dell’anno hanno conservato, anche dopo la riforma del calendario, un nome che in realtà è un numerale. Il calendario romano cominciava a Marzo, con la rinascita primaverile della natura, ed ecco spiegato perché settembre si chiama ancora “settimo mese” mentre per noi è il nono.

Per i numerologi, questo varia un po’ la sua energia e nel contempo indica una curiosa relazione fra i numeri 7 e 9. 7 sono i giorni della creazione e di ogni fase lunare; secondo gli antichi anche i pianeti e le sfere celesti e angeliche erano sette, mentre successivamente sono stati quantificati in nove. Ora alcuni sostengono che i pianeti sono dodici e altri che tra breve la frequenza dei nostri emisferi cerebrali dovrà arrivare a 12 Hertz: è come se la nostra consapevolezza dovesse evolvere attraverso questi tre numeri universalmente considerati perfetti, sacri e indicatori di un ciclo concluso.

In quanto numero dei giorni della creazione, 7 è “paterno” e celeste mentre 9, in quanto numero dei mesi di gestazione, è “materno” e terreno. Del 12 parleremo in dicembre. Settembre si presenta quindi come un mese al tempo stesso paterno e materno, come espresso anche dalla natura, che esce dalla fase solare, maschile, dell’estate per entrare in quella terrena, femminile, dell’autunno. Questo lo rende un buon tempo per armonizzare il maschile e il femminile - l’animus e l’anima, lo yang e lo yin - all’interno di ciascuno di noi ma anche nelle nostre relazioni interpersonali…

L’equinozio ricorderemo solo che quello autunnale cade il 23 alle ed è molto vicino a S. Matteo, l’Evangelista che simboleggia l’elemento aria- ed è a sua volta simboleggiato da un Angelo. Essendo egli, prima di diventare apostolo, un esattore delle tasse, è considerato il patrono di tutti quei professionisti che hanno a che fare con il denaro: bancari, cambiavalute, ragionieri… Possiamo trovare un’analogia “stagionale” nella ricchezza della terra, rappresentata dai raccolti che in questo periodo dell’anno si terminano e si immagazzinano.

Con la festa di Abred si concludeva l’anno celtico, fortemente legato alla sacralità e ai ritmi della terra. Da qui fino al 31 ottobre, il successivo capodanno, bisognava imitare il seme: entrare dentro di sé, nella propria terra interiore, per fare il punto dei mesi trascorsi, capire che cosa conservare e di che cosa liberarsi delle esperienze vissute.

Durante la festa i contadini si scambiavano i prodotti dei campi e facevano contratti e accordi, un’usanza che ancora sopravvive in certe fiere paesane.

A Napoli si ripete il miracolo della liquefazione del suo sangue, mentre i fedeli lo incitano a gran voce perché dia un segno tangibile della sua presenza e protezione.

Fino a non molto tempo fa ognuno di loro aveva un “onomastico personale” in diversi mesi, il che sopravvive nelle feste paesane che tuttora si svolgono.

Michele era il vero “titolare” di questa data: il suo abbigliamento da guerriero e la spada infuocata con cui sconfiggeva i demoni ne fanno la guida perfetta per questo momento in cui ci è chiesto, come ai semi, di entrare nelle nostre terre interiori.

Anch’esse sono popolate dai demoni delle nostre paure, ire, sensi di colpa: non a caso entrarvi è definito “viaggio agli inferi”.

Ricorrenze di Settembre

 

8. Natività della Vergine Maria

12. SS. Nome di Maria

Due ricorrenze forse innestatesi su celebrazioni più antiche.

15. Festa celtica di Abred

19. S. Gennaro

21. S. Matteo

23. Equinozio d’autunno

29. Michele. Gabriele e Raffaele Arcangeli

 

Anche i capelli possono essere messi a dura prova dagli agenti atmosferici, ai quali sono più esposti durante l’estate.

Ridà loro tono e vigore aggiungendo ai tuo shampoo abituate (possibilmente neutro)

2 gocce di olio essenziale di ylang ylang, 8 di Lavanda, 6 di Sandalo e

4 di Arancio

 

Editoriale

Mercoledì, 1 Ottobre 2014

Dove siamo:

L’I.R.I.S. si trova a nord di Milano a circa 20 minuti dalla Stazione centrale con pullman 727 – 728 – 729 e a circa 1 ora dai maggiori aeroporti.

 

Miei cari amici,

 

Ricerca il bene in tutte le cose e fai pubblicamente l’elogio di quello che avrai trovato. Non fermarti alle caratteristiche mutevoli dell’io esteriore, ma sforzati di scoprire in tutti, la personalità interiore, il vero Sé. Impara a conoscere tutti gli esseri ed amali”.

(Estratto dal Codice di Vita).

 

Noi dimentichiamo troppo spesso che il nostro inconscio comunica con quello di tutti i nostri fratelli e sorelle umani. L’anima universale, l’oceano di vita, esprime l’idea di unità, di coesione e di armonia.

Così ogni pensiero, ogni parola, ogni atto, prendono una risonanza particolare e sono retti dalla legge di compensazione che non permette alcuna eccezione.

Non serve a niente illudersi, se vi è opposizione e se deve esservi conflitto; è unicamente sul piano interiore e personale che conviene situarli.

Il fatto di giudicare gli altri, specchio delle nostre imperfezioni, ci allontana dal nostro vero Essere sicuramente, la critica negativa, la maldicenza, sono da rifiutare con determinazione e risoluzione poiché conducono alla tristezza ed alla sconfitta dell’anima.

Ogni imperfezione scoperta nel nostro fratello, deve incitarci a lavorare su noi stessi alfine di eliminare l’erba cattiva.

Trionfando sugli aspetti negativi e restrittivi della nostra natura, utilizziamo la legge di compensazione nel suo senso positivo e siamo veramente gli artigiani della nostra felicità e della nostra riuscita.

Condannarsi dopo una sconfitta cocente, non serve a niente.

Ma, al contrario, le nostre pene, le esperienze infelici, le prese di coscienza dolorose, la comprensione dei nostri errori, devono essere altrettanti gradini che ci elevano verso la vetta dell’illuminazione.

Se occorre guerreggiare, allora lottiamo risolutamente contro i pregiudizi, le falsità, i compromessi, i giudizi vani, l’orgoglio, l’egoismo e tutto l’insieme dei sentimenti inferiori e meschini che sono altrettanti ostacoli alla nostra realizzazione.

In altri termini, lottiamo per la padronanza di noi stessi, il trionfo del maestro del tempio interiore, eleviamoci risolutamente sapendo che i nostri sforzi saranno benefici per l’umanità intera.

 

“Colui per cui tutto è unità, che riporta tutto all’unità e che vede il tutto nell’Uno, può essere fermo nel suo cuore e dimorare pacifico in Dio”. (L’Imitazione di Gesù Cristo).

 

Ogni mese, vi invito a partecipare con me a un’esperienza mistica speciale.

A tal scopo, procedete secondo le seguenti istruzioni:

 

Ogni venerdì, in un momento di vostra scelta compreso tra le 21.00 e la mezzanotte, e possibilmente in un luogo in cui potrete essere soli e tranquilli, sedetevi, chiudete gli occhi, separate i piedi e appoggiate le mani sulle ginocchia.

 

Assunta tale posizione, rilassatevi bene ed effettuate tre profonde Recitate mentalmente una preghiera, dopodiché visualizzate per alcuni istanti il vostro Maestro interiore, ed irradiate verso di lui tutti i vostri pensieri di salute, di forza, di coraggio e di pace.

 

Attendete qualche istante, poi visualizzate le stesse vibrazioni di salute, di forza, di coraggio e di pace che partono dal suo cuore e si dirigono verso di voi. Siate il più possibile ricettivi e passivi per uno o due minuti.

 

Poi, mentre visualizzate ancora una volta il Maestro che, per tutta la durata di questa esperienza agisce al livello della sua funzione ufficiale, vale a dire a partire dal piano mistico che gli è proprio, irradiate insieme a lui dei pensieri positivi su tutta la superficie della Terra, verso l’umanità intera, in modo particolare verso tutti coloro che soffrono fisicamente o moralmente, nonché verso le persone anziane che, troppo spesso, vengono emarginate.

 

A conclusione di questa esperienza mensile, recitate mentalmente una preghiera di chiusura, e ritornate alle vostre occupazioni.

 

All’inizio, questa esperienza richiederà un po’ di tempo da parte vostra, forse un quarto d’ora, ma se la farete, constaterete che vi occorrerà sempre meno tempo per realizzarla.

 

Inoltre, ne trarrete benefici sempre più considerevoli su tutti i piani del vostro essere.

 

DONI

 

Regolarmente, ci inviate dei doni, per aiutarci a compiere al meglio le nostre attività filosofiche e mistiche, ( libri, oggetti, candele ecc..), oppure ci aiutate a mettere in ordine l’istituto e fare le pulizie.

 

Gli introiti annuali non sono sufficienti per coprire tutte le spese inerenti all’IRIS, questi doni ci permettono di risparmiare.

 

Cogliamo l’occasione di per ringraziarvi sinceramente della vostra generosità.

 

Con i miei migliori auguri di Pace Profonda,

 

Sinceramente con affetto Maria.

 

 

 

 

 

 

 

portami con te

Mercoledì, 1 Ottobre 2014

Se la tua liberazione è amore,

se la tua rabbia è l’essere schiava oggi,

la tua speranza non esserlo più domani,

se la tua ansia è la paura di non vivere,

se la tua lotta è persa in partenza perché non vivrai tanto a lungo per godere della vittoria,

se le tue armi sono la tua umiltà e il tuo amore,

se sai sorridere agli altri anche quando perdi, perché non hai niente da perdere,

se nella sconfitta non ti nascondi, perché non hai nulla da nascondere,

se saprai essere tanto forte da non voltarti mai indietro fino a capire che non è la tua vita che conta, se avrai la forza per insegnarmelo

portami con te.

Costellazione della Vergine

Mercoledì, 1 Ottobre 2014

Il segno della “Vergine” (comune, terra) è rappresentato da una giovane donna che tiene una spiga di grano, simbolo del tempo delle messi, della natura che si offre in questo mese di settembre.

 

Anche le persone influenzate dal segno della Vergine si offrono.

 

Sono servizievoli e devote, non amano farsi notare e vogliono restare nel giusto mezzo (da sottolineare che il segno della Vergine è il sesto segno dello zodiaco).

 

I “Vergine” tendono a svalutarsi e ciò dà loro quella modestia che, spesso, è il segno di un’assenza di apertura e di fiducia nei propri mezzi. Sono timidi e legano poco, benché siano sempre disponibili, a causa della loro volontà di servire.

La donna del segno è una Penelope nata.

 

Le facoltà di ragionare e di discernere caratterizzano i soggetti della Vergine; la loro ragione controlla, ordina e analizza.

 

Non possono concepire qualcosa che non possa essere realizzato, poiché il loro intelletto è volto al concreto.

 

Sono osservatori, precisi, metodici e dotati per ogni lavoro che richieda l’osservazione del minimo particolare.

 

Essi spingono, d’altronde, la minuzia al punto di spaccare, talvolta, “il capello in quattro”.

 

I “Vergine” si preoccupano molto per la loro salute; hanno gli intestini deboli (la Vergine governa l’addome) e, forse per questa ragione, sono molto esperti di dietetica e di igiene.

 

I difetti della Vergine sono: uno spirito troppo critico, ossessioni molteplici (del dettaglio, della pulizia e del nutrimento), la tendenza a dubitare di se stessi che provoca rimorsi e rimpianti, ed infine la tendenza all’affaticamento intellettuale, che indebolisce il loro sistema nervoso rendendoli irritabili.

 

Mercurio, che rappresenta l’intelletto, governa la Vergine, segno della ragione.

Yogi Bhajan, Tratto da “Diagonale” – n° 6 – Inverno 1991 (trascrizione di Indra Kaur)

Lunedì, 24 Febbraio 2014

Yogi Bhajan, Tratto da “Diagonale” - n° 6 - Inverno 1991 (trascrizione di Indra Kaur)

Lo zodiaco, i dodici segni, nelle parole del Maestro indiano Yogi Bhajan.

Quando l’universo e le stelle tutte
Danzano e incrociano le orbite,
Lasciando code di luce
Nei triangoli dei zig zag,
La vera esistenza, e la sua lealtà, è chiamata ARIETE.

Quando il mite diventa il forte,
E la giustizia risiede nel centro del Sé
E l’emotività è sostituita dalla gentilezza,
L’universo viene,
Accompagnato da un’ovazione continua,
Benedicendo la grazia del poter del Signore.
Questo è il potente TORO.

Quando l’innocente ama l’innocente
E l’apertura diventa riservata
E la mescolanza dei tre mondi,
Passato presente futuro, giugne a termine
Si sperimenta il GEMELLI.

Quando tutte le stelle danzano intorno
Alla luna riflettendo il potente sole,
Nell’aurora del giorno
E nella bellezza del tramonto,
Sono i bambini della luna che riflettono,
Con le lacrime, il Sé e l’Altruista: il CANCRO.

Quando fui scacciato nella savana,
Udii il ruggito del leone,
E vidi il loro branco ridere di me
Perché non potevo essere come loro.
Maestro delle bestie…Singha…il LEONE!

Nel sé cristallino ho visto
La genuina freschezza della luna,
E la brezza leggera
Che spandeva baci nel mattino
E la bellezza di un minuscolo cristallo,
Puro come l’acqua di rugiada
E nutrendo l’essenza del fuoco
Come un bagliore nel sole
Fui sorpreso di essere un VERGINE.

Quando il divino deve essere compreso,
La nobiltà va sperimentata
E la divinità va praticata,
E l’umano vuole vedere la luce.
L’equilibrio della Bilancia crea armonia,
Nell’eguaglianza dell’amore,
Con l’estasi della consapevolezza,
Per preservare la dignità di tutte le creature.
Dove la legge della vita è in equilibrio,
Esiste il dominio della BILANCIA.
In questa esistenza l’uomo può servire
Il buio e la luce.

Quando tutte le testimonianze celesti
Sono dimensionate per essere uno
Dalla forza del vento
E dal potere delle stelle
E quando il Signore dell’aria e dell’ego
Attacca e ingoia la consapevolezza del mondo,
Il cobra danzante, si realizza lo SCORPIONE.
Dal nulla al tutto,
Dal tutto al niente…in un momento.

Quando il potere della bestia
Sorpassa tutti i limiti,
E quando l’infinito
Si fonde nella bontà della realizzazione,
Nella sofisticatezza di questa virtù
Ecco il SAGITTARIO.

Quando i movimenti giungono a termine
E l’infinito diventa eternità,
Quando la totalità di Dio,
E il senso di bellezza della saggezza,
Gode il rapporto con il carattere nobile di fermezza,
Nasce un CAPRICORNO,
Per glorificare il mondo con la sua totale fermezza.

Il più bello ed esaltato sé dell’essere,
Comincia fluendo
Come nettare paradisiaco
Nel vero essere di tutti
Che vede, tocca, odora e penetra.
In questo flusso della vita, esiste l’ACQUARIO,
Come una ninfea nella pozza d’acqua.

Tutto dall’inizio alla fine
E’ la bellezza e la tendenza della vita;
Che corre in circoli
E tiene la storia dell’universo in memorie,
Ripercorrendole da una estremità all’altra.
E, quando tutte le sfaccettature del carattere
Diventano umili e si fondono per risorgere,
Nasce un PESCI,
Come un pesce che scivola nell’acqua
E non può vivere senza di essa,
Ma l’acqua può vivere senza esso
Per trovare la gloria della non-esistenza
Per l’esistenza del domani.

~ ° ~

 ricerche di Marina Pozzi

COMUNICATO STAMPA Legge Stabilità

Lunedì, 24 Febbraio 2014

 

: approvata la proposta CoLAP sul blocco dell’aliquota Inps per i Partita Iva

 

 

Roma, 23 dicembre - Il Senato  approva in terza lettura (definitivamente)la Legge di Stabilità(167 voti favorevoli e 110 contrari); il testo prevede al suo interno l’emendamento richiesto dal CoLAP che blocca l’aumento contributivo previdenziale per i lavoratori autonomi. Il provvedimento dà una battuta di arresto alla legge Fornero congelando per l’intero anno 2014 l’aliquota INPS al 27%. 

 

“Questo provvedimento rappresenta per i nostri professionisti un segnale importante - dichiara Emiliana Alessandrucci, presidente CoLAP - che riconosce l’iniquità del sistema contributivo attuale per i professionisti a partita IVA iscritti alla gestione separata INPS. L’abbiamo ripetuto in più occasioni: non possiamo continuare a vessare i liberi professionisti chiedendo loro un versamento di aliquote contributive sempre più alto, che porta a discriminarli economicamente e in termini competitivi rispetto ai colleghi ordinisti iscritti ad altre casse previdenziali”.

 

“Grazie a F.A.R.E. PROFESSIONISTI, l’evento CoLAP che si è svolto lo scorso 12 dicembre a Roma, agli oltre 1000 professionisti presenti, alle 80 associazioni professionali partner dell’evento e alle 200 associazioni CoLAP presenti, la nostra voce si è fatta sentire - afferma con fiera soddisfazione l’Alessandrucci - Abbiamo raggiunto un primo obiettivo, ora occorre andare oltre e ripensare l’intero sistema contributivo della gestione separata INPS, per arrivare ad una Riforma complessiva, non si può procedere a colpi di provvedimenti. Abbiamo raccolto l’assenso all’esigenza di revisionare l’intera gestione da parte del viceministro Fassina, dell’on.le Abrignani e dell’on.le Rughetti”.

 

“Noi abbiamo la nostra proposta pronta - continua la Presidente CoLAP - siamo disposti ad avviare un tavolo con la politica e i sindacati per trovare la giusta mediazione e risolvere questo problema che vessa e preoccupa i nostri professionisti”. 

 

il 2014

Lunedì, 24 Febbraio 2014

IL 2014

 Nel formularli, ci baseremo sulle proprietà del numero 2014, senza ridurlo.

Alcuni potrebbero domandarsi se il numero dell’anno nuovo sia davvero importante.

Si potrebbero fare obiezioni sulla correttezza dell’inizio del conto degli anni nel calendario cristiano.

Molti studi tendono ad indicare che la data di nascita di Gesù di Nazaret sia avvenuta qualche anno prima dell’anno Uno.

Poi, se ci rivolgiamo ad altre tradizioni religiose, per quella ebraica siamo nel 5774, per il calendario islamico Hijiri siamo nel 1435, mentre il calendario islamico solare afferma che siamo nell’anno 1392, ecc.

             Andiamo oltre a questa varietà di opinioni osservando semplicemente che il calendario più diffuso al mondo sta per entrare nell’anno 2014.

Corretto, sbagliato o approssimativo che sia, questo è il numero che sta per comparire su ogni documento civile, praticamente in ogni parte del mondo.

È la misura del tempo usata dalla scienza, dalla tecnologia, dal commercio, dai rapporti di amicizia e di lavoro della quasi totalità del mondo.

Sarà il numero  che comparirà in ogni pagina web e in ogni file che creeremo nei prossimi dodici mesi.

 Chi, come noi, crede che i numeri abbiano un messaggio per le parti più recettive dell’anima, si troverà il compito di decifrarlo. Sia chiaro, anche al mero livello inconscio i numeri  hanno un effetto sulla psiche, non essendo delle semplici misure di grandezza, ma avendo una loro ricca e complessa qualità vibratoria. La corrispondenza tra lettere ebraiche e numeri è una prova di ciò. Un’altra prova sta nel fatto che “mispar”, “numero”, ha la stessa radice delle entità che compongono l’albero della Vita: le “sefirot”:  ספר

 2014 è il valore numerico totale (somma di tutte le lettere di tutte le parole) del seguente verso (Salmo 68: 12):

 רב  צבא   המבשרות  אמר  יתן  אדני

 Adonai iten omer, ha-mevassrot tzavà rav

 Il Signore darà la parola, loro la annunceranno ad una grande moltitudine.

 Da parte sua, D-o continua a “darci la Sua parola”.

Scritta ed orale, la Torà continua a scendere su di noi, come acque che sgorgano dalle fontane celesti.

Da parte nostra, il  compito è di “annunciarla” al maggior numero di persone possibile. Questo verbo, “annunciare”, è levasser,  e la sua radice è mevasser:  מבשר

 Il termine potrebbe venire letto come Me-basar = “dalla carne”.

Ricordiamo che qui “carne” non significa l’insieme di tessuti, muscoli e vasi sanguigni, bensì la sostanza superiore della quale è fatto il Nuovo  Adamo, l’essere umano che attiene la piena “immagine e somiglianza” divina.

Basar è la sostanza della quale è fatto il cuore annunciato da Ezechiele (36:26)

 “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne (lev basar)”.

 Inoltre, si può leggere il termine basar come = be-shar  =  “nel cantare”.

Il nostro annuncio dunque non sarà un qualcosa di meramente intellettuale, bensì sarà radicato nella poesia e nella creatività musicale.

 Queste sono le “Acque inferiori” che salgono incontro alla discesa delle Acque superiori. Questo è il matrimonio tra umano e divino.

 Come fare questo annuncio? Secondo i maestri, lo scopo più vero e profondo dello sviluppo di tutta la  tecnologia  della comunicazione, sta nel rendere possibile il diffondersi più rapido e capillare della Parola e dell’Insegnamento Divino.

Facebook, o i gruppi di Whatsapp, o un blog, sono potenti strumenti di  socializzazione! Mettiamo in essi un qualche pensiero di Torà, una riflessione profonda, una poesia sacra,  ogni tanto.

Non dobbiamo prendere il posto di preti e rabbini, ma sicuramente ci viene chiesto di crescere ed aumentare la nostra  capacità di comprendere ed insegnare la Verità e la Bellezza.

 Il primo augurio e benedizione è quello di  diventare “annunciatori”, dei “mevasser” alla “grande schiera”.

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 Ed ora, una ulteriore riflessione sul numero 2014.

Com’è noto, uno degli strumenti matematici per comprendere la natura di un numero  è quello di scomporlo nei suoi fattori primi.

Ecco qual è l’ossatura “primaria” del 2014:

  2 x 19 x 53 = 2014

 È il  raddoppio del prodotto tra 19 e 53.

Questi numeri hanno un significato diretto e chiaro: 19 è il valore di Eva, Chavà  חוה , e 53 quello di Gan   גן  , “giardino”. Eva e il giardino sono due entità immediatamente interconnesse, nell’immaginario di ciascuno di noi. Ma cos’è il x 2, il  raddoppio?

Semplice: la Bibbia ci parla della prima storia, della caduta, del passaggio di Eva dalla condizione di “madre di tutti i viventi”, a quella di una semplice Nuqva, un femminile solo, vuoto, abbandonato e vilipeso.

 Quanto tempo ancora dovremo accontentarci di una sola parte della storia? Moltiplicare il prodotto Eva x Giardino non significa ripetere la storia dell’esilio.

Significa piuttosto rivelare la sua controparte spirituale, che è un’ascesa e non una caduta. Eva ritorna al giardino, per completare quello che Adamo aveva iniziato e poi interrotto: servirlo e custodirlo. Il giardino da principio è la realtà fisica.

In seguito, crescendo, diventa il luogo interiore, lo spazio protetto della nostra consapevolezza, quello recintato, dove pensieri  e parole negative non hanno accesso.

Moltiplicando il nostro giardino per la nostra femminilità redenta, e aggiungendo ciò che era il risultato della loro prima unione (un decadimento) operiamo il  Ratzò va-Shov, il “correre e il ritornare”, che è l’essenza stessa della Vitalità.  Chaiot = Chaiut.

Ecco la seconda benedizione: a tutti un anno pieno di raddoppi, pieno di unificazioni tra la nostra parte femminile inferiore e il nostro giardino interiore, a tutti un anno di Vitalità messianica.

 N. Hadar

sempre sul coraggio

Lunedì, 24 Febbraio 2014

Che cos’è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l’umile mosca nella foschia fosca nella notte losca… e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l’esploratore non teme l’avventura? Perché ha coraggio!

 Pier

 

Pier

Citazioni sul coraggio.

Lunedì, 24 Febbraio 2014
  • Che cos’è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l’umile mosca nella foschia fosca nella notte losca… e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l’esploratore non teme l’avventura? Perché ha coraggio! (Il mago di Oz)
  • Che cosa rende filosofi? Il coraggio di non serbare alcuna domanda nel cuore. (Arthur Schopenhauer)
  • Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo. (Giacomo Leopardi)
  • Ci sono delle persone che sono state considerate coraggiose perché avevano troppa paura per scappare. (Thomas Fuller)
  • Dal coraggio nell’andare a cavallo vengono | le prime scintille di una risoluzione crescente, | che eleva l’anima ad azioni nobili. (John Webster)
  • Dev’essere necessario un grande coraggio per donare a molti quel che spesso non si dà che all’amato. (Anaïs Nin)
  • È coraggioso colui che teme quel che deve temersi, e non teme quel che non deve temersi. (Lev Tolstoj)
  • È la stupidità piuttosto che il coraggio che ti fa negare il pericolo anche quando lo hai davanti. (Arthur Conan Doyle)
  • I giovani hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui. (Ennio Flaiano)
  • Il coraggio è fatto di paura (Oriana Fallaci)
  • Il coraggio è l’unica magia che val la pena di possedere. (Erica Jong)
  • Il coraggio incute rispetto anche ai nemici. (Alessandro Dumas padre)
  • Il coraggio non teme il delitto e l’onestà non teme l’autorità. (Victor Hugo)
  • Il coraggio percorre una distanza breve; dal cuore alla testa, ma quando se ne va non si può sapere dove si ferma; in un’emorragia, forse, o in una donna, ed è un guaio essere nella corrida quando se n’è andato, dovunque sia andato. (Ernest Hemingway)
  • Il coraggio uno non se lo può dare. (Alessandro Manzoni)
  • Il sangue e il coraggio s’infiammano di più a risvegliar un leone, cha a dar la caccia a un timido daino. (William Shakespeare)
  • La paura è l’oscura prigione della luce.
    Il coraggio è la chiave. (Kingdom Hearts)
  • La paura è necessaria, diffido sempre di chi afferma di non aver paura, si tratta di idioti o incoscienti. La paura ci mostra le nostre oscure prigioni. È poi il coraggio a portare la luce. (Giovanni Scafoglio)
  • La volontà di pensare l’impensabile richiede il coraggio di restare in solitudine, di correre il rischio del ridicolo. Non tutti possono essere dei Picasso, ma ognuno ha la capacità di distinguersi dall’ambiente che lo circonda. (Ari Kiev)
  • Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare. (Giuseppe Diana)
  • Non sono mai tanto coraggioso come quando è necessaria la forza. (Klemens von Metternich)
  • Se l’angoscia viene definita la coscienza di essere finiti, Dio lo dobbiamo chiamare il fondamento infinito del coraggio. (Paul Tillich)
  • Sostienmi, O mio coraggio. Ecco l’orrendo | Volto di morte! Arricciasi ogni pelo, | E l’alma al cor precipita fremendo. (Vincenzo Monti)
  • Tutti hanno coraggio più che a sufficienza per sopportare le afflizioni altrui. (Benjamin Franklin)
  • Una visione chiara del possibile e dell’impossibile, del facile e del difficile, delle fatiche che separano il progetto dalla messa in opera, basta a cancellare i desideri insaziabili ed i vani timori: da questo, e non da altro derivano la temperanza ed il coraggio, virtù senza le quali la vita è solo un vergognoso delirio. (Simone Weil)

Proverbi italiani

  • Amante non sia chi coraggio non ha. (toscano)
  • Chi ha coraggio, ha vantaggio.
  • Chi non ha coraggio abbia gambe.
  • Coraggio e risoluzione sono lo spirito e l’anima della virtù.
  • Il coraggio copre l’eroe meglio che lo scudo il codardo.
  • Il coraggio non deve mai essere scompagnato dalla ragione.
  • L’uomo più ha coraggio, più è magnanimo.
  • Nobile coraggio fa il bene senza esserci costretto.
  • Non chiamar coraggio lo stolto ardimento.
  • Non tutte le volte che si vedono i denti, si deve aver paura dei morsi.
  • Più grande è il coraggio, più tranquillo è il sangue.

Bibliografia

  • Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004.

ricerche di Pier