Martedì, 31 Ottobre 2017

Strega per una notte

Chi crede alle energie sottili, alle coincidenze, ai segni del destino e ad altri delicati misteri, può disporsi a vivere la notte di Halloween all’insegna della magia, dedicandosi ad un rituale di rinascita interiore, come vuole l’antichissima celebrazione del capodanno celtico, che cadeva il 31 ottobre, vigilia di Ognissanti (appunto “All Hallows eve”, contratto in Halloween). La notte dei fantasmi ha influssi positivi che si possono avvertire già dalla riscoperta delle sue origini, del suo significato e dei suoi simboli. “Intanto si crede che sia una festa americana, ma è un errore. È una festa Celtica, precristiana, abolita dal concilio di Trento nel cinquecento, che però è rimasta nella tradizione di molti dei nostri paesi dell’arco Alpino, dove ancora si scavano e scolpiscono le zucche a teschio che si illuminano dall’interno con candele per rischiarare la notte ai morti”, spiega l’antropologa Michela Zucca.

“Il significato della festa di Halloween è il capodanno celtico, quindi la celebrazione della fine di un ciclo e dell’inizio di un nuovo ciclo”. Consisteva nell’aprire simboliche porte tra il mondo terreno e quello ultraterreno. E, compito abolire queste barriere spirituali, era delle streghe, esseri che sapevano comunicare con i fantasmi. Ai comuni mortali spettava il compito di lasciare luci e cibo (oggi si usa ancora il pane dei morti) per i visitatori della notte. L’usanza dei travestimenti macabri, che imitavano le sembianze dei defunti, era un modo di prepararsi all’incontro con loro, di accoglierli e, insieme, di esorcizzarli. Gli scherzi, come l’andare in giro di porta in porta a chiedere “Trick or treat?” (scherzetto o dolcetto?), servivano a strappare risate, esercizio contro la morte, il sesso sfrenato voleva dare una rappresentazione orgiastica della realtà, sia in segno di scongiuro, sia come rito propiziatorio di fecondità della terra.

Ma come predisporsi, in questa notte magica, alla rinascita spirituale di cui può essere foriera l’energia che circola per il cosmo? Vi consiglio di prepararsi a vivere questo momento con un programma di purificazione:

“Qualche giorno di alimentazione leggera, per depurare il corpo e bagni catartici, perché anche una pelle molto pulita migliora la ricettività alle energie cosmiche. Poi suggerirei di bere molto, ricorrendo anche a tisane purificanti, a base di erbe diaforetiche – per sudare (sambuco…), diuretiche (ginepro, sedano, prezzemolo, equiseto…), blandamente lassative all’occorrenza (senna, rabarbaro, aloe, frangula…)

La festa di Halloween è piena di simboli. Eccone i significati presso i Celti.

La zucca – che ci fa pensare all’ortaggio trasformato in una carrozza degna di un ballo reale, simboleggia la realizzazione delle potenzialità umane. In origine i contadini Celti usavano rape e patate.

La Mela – altra protagonista della festa, vuol dire sapienza.

Le Nocciole – portano fortuna: Il “colpo” gobbo è rappresentato dal “crack” del frutto sotto lo schiaccianoci.

Il Maiale – che si dovrebbe mangiare per cena, è un animale fecondo e propiziatorio per la procreazione (una curiosità non a tutti nota è che l’antico simbolo di Milano è la scrofa, a memoria delle origini celtiche della città lombarda).

I Gatti neri – da sempre amici delle streghe, sarebbero anime reincarnate con la capacità di predire il futuro.

I Pipistrelli – Come tenerli lontani dalle lanterne di zucca e dagli altri falò accesi per Sammhain (vero nome celtico di Halloween).

IL PRIMO SOLE

Venerdì, 21 Luglio 2017

Una pelle color cacao è forse il trofeo più desiderato che ognuno cerca di portarsi a casa dalle spiagge o dalle vette delle Dolomiti.

Non è solo bellezza. Una pelle scura è pure un utile scudo, perché protegge dalle scottature solari. Come stimolare la produzione di melanina in fretta, ma anche con giudizio?

Ci sono svariati metodi naturali, per fare il pieno di tintarella senza danneggiare la salute.

Ma, ad ogni modo, i frettolosi, gli insofferenti e quelli del “tutto e subito” non devono cedere alla seduzione dell’antica fama di abbronzante del decotto di foglie di fico e dell’essenza di bergamotto. Passerebbero un brutto guaio. Il loro impiego deve essere bocciato senza mezze misure, perché contengono sostanze (gli psoraleni) in grado di aumentare la sensibilità della pelle al sole, sicché, invece di far guadagnare una cute bronzea, portano dritti dritti all’ustione. Per fortuna, c’è di meglio.

Tanta frutta Siccome il beta- carotene è contenuto, in maniera evidente o nascosta, in una notevole gamma di vegetali, un menù ricco di frutta e verdura fresca di colore rosso arancione e verde (peperoni, albicocche, pesche, spinaci, cavoli eccetera) aiuta a difendere la pelle dal sole cocente.

Una sola avvertenza: cominciare la dieta amica della melanina due o tre settimane prima della vacanza.

I RIMEDIRIMEDI

Facilita la tintarella spalmare sulla pelle, poco prima di prendere il sole, un sottile strato di olio d’oliva, oppure di avocado, di cocco, di semi di vinaccioli. Stendere l’olio dopo ogni doccia o bagno in mare.

IL SUCCO DI CAROTA

È anche utile bere succo di carota centrifugata (100- 200 grammi al giorno) due settimane precedenti l’esposizione al sole.

A rinforzare la tintarella è il beta-carotene, il pigmento che dà alla radice il caratteristico colore arancione. Esso viene depositato nelle cellule di grasso poste sotto la pelle e le colora di arancione o rossastro, conferendo all’abbronzatura un’intensità più forte e una tonalità calda, senza provocare però alcun danno.

Ma il carotene possiede altre virtù che lo rendono prezioso ai patiti della pelle dorata. Assorbe gran parte dei raggi UVA (colpevoli del foto-invecchiamento) e ne annulla gli effetti dannosi sulla pelle. Insomma, il pigmento vegetale garantisce una protezione a 360 gradi dall’azione nociva delle radiazioni ultraviolette.

LA NOCE VERDE

In un vaso di vetro con coperchio, aggiungere 50 grammi di mallo di noce sminuzzato (la noce verde, cioè immatura) a 200 grammi di olio di mais e lasciare a macerare per dieci giorni. Filtrare e conservare in un flacone di vetro scuro.

Ungere la pelle da esporre al sole e ripetere l’unzione quando l’olio è stato completamente assorbito, dopo ogni doccia o alla fine del bagno in mare.

IN ERBORISTERIA

In erboristeria si possono acquistare molti prodotti già pronti come le capsule di beta-carotene (4 o 5 al giorno), da assumere a cominciare da un mese prima di andare in spiaggia e l’olio di mallo di noce, già pronto per l’uso.

I salutisti a oltranza hanno, invece, modo di acquistare succo di carota in bottigliette di mezzo litro, risparmiandosi così il fastidio di centrifugare giorno per giorno la radice.

L’HERPES

Come sono fastidiose quelle bollicine che rovinano il sorriso! Cominciano con un pizzicore sul labbro, o attorno al naso, e qualche ora dopo c’è già un grappolo di vescicole arrossate e ripiene di un liquido incolore.

Entro una settimana diventano gialle e formano crosticine che, poi, cadono. Il colpevole di questo fenomeno fastidioso è il virus erpetico: l’herpes simplex. Spesso, a risvegliarlo dal suo letargo in qualche ganglio nervoso è proprio un eccesso di sole. Esso, infatti, indebolisce le difese del sistema immunitario dell’organismo e quindi provoca l’effetto di risvegliarlo e di farlo ritornare nuovamente attivo.

LE FRIZIONI

Fare cadere un paio di gocce di olio essenziale di santoreggia sulla zona del labbro infettata dal virus, quindi sfregare la pelle con un batuffolo di cotone, per facilitarne l’assorbimento.

L’effetto è sorprendente, se l’essenza viene applicata fin dall’inizio, cioè alla comparsa del prurito o del pizzicore, che in genere precede la comparsa delle bolle vere e proprie, e se viene rinnovata 4 o 5 volte al giorno nelle prime 48 ore. L’essenza è un liquido oleoso, giallo, molto odoroso e viene confezionata in piccole boccette con contagocce, reperibili in erboristeria.

IL SUCCO DI LIMONE

Durante i primi due giorni di contagio, con un batuffolo di cotone, applicare sulle vescicole succo di limone fresco, ogni due ore. Potrà dare sollievo alla parte.

IL PIEDE D’ATLETA

Anche seguendo alla. lettera il consiglio di non camminare mai a piedi nudi sulla piaggia, sui bordi delle piscine e nella zona delle docce pubbliche, il “fungo” dei piedi è sempre in agguato.

Poco dopo il contagio, tra le dita è facile notare desquamazioni e piccole vescicole piene di un liquido chiaro, che, poi, si estendono al dorso e alla pianta del piede. Siccome l’annidamento dei germi è favorito dalla macerazione della pelle, sono proibite scarpe di plastica e calze di fibra sintetica che, ostacolando la traspirazione del piede, facilitano il ristagno del sudore.

Preparare ima soluzione formata da 50 grammi di olio di soia in cui sono stati diluiti 5 grammi di olio essenziale di canfora e altrettanti di timo. Agitare e frizionare con il liquido le zone del piede colpite dal fungo, almeno 4 o 5 volte al giorno.

Applicare, a gocce, olio essenziale puro di santoreggia sulle parti infettate, rinnovando 4-5 volte al giorno.

IL PRURITO

Il grattarsi ha tanti perché. Ma d’estate, di prurito, ce n’è soprattutto uno, banale e fastidioso, scatenato dal caldo (per la maggiore facilità alla sudorazione) e da punture d’insetti.

L’OLIO DI MENTA

In una boccettina, diluire 10 grammi di olio essenziale di menta in 50 grammi di olio di soia. Agitare e spalmarne uno strato sottile sulla parte dove c’è prurito. Il sollievo è immediato.

Con uguale potenza, agiscono le essenze di eucalipto, mirto, camomilla e canfora.

IL BAGNO

Se il prurito è diffuso in buona parte del corpo, lo alleviano i bagni rinfrescanti.

Versare nell’acqua calda di una vasca venti gocce di essenza di menta più venti di eucalipto e immergersi per un quarto d’ora, il tempo necessario alle sostanze vegetali per agire in profondità.

Per il dopo bagno, sono in commercio polveri (come il talco mentolato, per esempio) che, disperse sulla pelle, prolungano la sensazione di freschezza e danno un forte sollievo al prurito.

LE PUNTURE D’INSETTI

Vespe, calabroni, zanzare, api e ragni sonoo compagni tanto costanti quanto inde­siderati delle nostre estati. In generale, la puntura di un insetto provoca reazioni allergiche molto fastidiose, con rossore, gonfiore e prurito.

Quelle di api, vespe e calabroni iniettano nella pelle una piccola quantità di veleno e causano localmente la liberazione di istamina, senza che, di solito, si verifichino reazioni vistose e pericolose.

Strofinare con energia foglie fresche di melissa sul punto dolente, pruriginoso e irritato in cui ha agito il veleno della puntura (ma prima togliere il pungiglione). Portano un immediato sollievo: calmano il dolore e guariscono.

Agiscono ugualmente bene strofinature con foglie fresche di menta, basilico e prezzemolo.

LA TINTURA D’EDERA

Frizionare il punto dolorante con foglie fresche di edera, sminuzzate. Siccome è di facile preparazione, è previdente allestire un po’ di tintura di edera, per averla sempre pronta a portata di mano. Prendere mezzo etto di foglie fresche, tritarle, poi metterle a macerare per due settimane in 200 grammi di alcol a 60 gradi. Finita la macerazione, filtrare il liquido scuro con un colino a maglie fitte e conservarlo in una boccetta ben tappata e munita di etichetta.

All’occorrenza, mettere due gocce di tintura sulle punture, sfregando leggermente, per avere subito sollievo.

IL SUCCO DI CIPOLLA

Applicare qualche goccia di succo del bulbo fresco di ima cipolla sulla parte irritata, per neutralizzare subito il fastidio della puntura.

Raggiungono i medesimi effetti il succo di limone e anche quello di aglio.

A livello preventivo c’è modo di acquistare spray, gel, stick, lozioni e creme a base di oli essenziali con virtù repellenti per via del loro odore che nuoce agli insetti (citronella, garofano, cannella, geranio, eucalipto), molto utili quando si vive all’aperto e soprattutto per i bambini, da applicare e spalmare sedia pelle.

Negli ambienti chiusi, è più vantaggioso vaporizzare o spruzzare gli spray al piretro (ricavato dal crisantemo insetticida, che cresce spontaneo in Dalmazia e in Africa). Ci sono, per di più, insetto repellenti omeopatici in spray o in granuli da sciogliere sotto la lingua.

LE RUGHE DEL SOLE

Se avete esagerato col sole, niente di più facile che abbiano fatto capolino piccole increspature intorno agli occhi e anche sulla fronte. È la conseguenza dell’overdose di raggi ultravioletti che favo­risce la comparsa precoce dei minuscoli solchi della pelle.

LA MASCHERA

Sbattere insieme un tuorlo d’uovo e mezzo vasetto di yogurt bianco, poi aggiungere tre cucchiai di olio di mandorle dolci e mescolare fino a ottenere una pastella morbida, omogenea e densa.

Spalmare la maschera sul viso e lasciare agire per mezz’ora. Infine, toglierla con un tampone di cotone e acqua tiepida e passare un tonico a base di amamelide.

IL SUCCO DI CAROTA

Sbattere a neve un albume d’uovo, poi aggiungere 20 grammi di succo di carota e due cucchiai di olio di germe di grano. Mescolare bene e infine spalmare sul viso. Lasciar agire per mezz’ora.

GLI IMPACCHI

Fare un impasto con quattro cucchiai di semi polverizzati di fieno greco e latte quanto basta, e spalmare sulle rughe, lasciando agire per venti minuti. Poi, togliere con acqua tiepida.

L’ESSENZA

Diluire 20 gocce di olio essenziale di lavanda e 10 di rosmarino in 3 cucchiai di olio di soia. Massaggiare bene la pelle e ripetere almeno per tre volte al giorno.

DOVE FARE

Come rifornirsi di erbe? La maniera più semplice consiste nell’acquistarle in farmacia o in erboristeria. Le più qualificate ne allineano sugli scaffali, in bell’ordine, quasi duecento specie differenti, già sminuzzate a dovere, cioè nel cosiddetto taglio-tisana.

Per non avere delusioni è necessario comperare erbe di buona qualità. Per prima cosa, non devono essere troppo vecchie, perché col passare del tempo le loro virtù diminuiscono fino a scomparire del tutto. Pretendete sempre che sia precisato il mese e l’anno di raccolta È utile anche conoscere alcuni criteri elementari per valutare alla prima occhiata gli attributi delle erbe comperate: colore e odore devono essere molto vicini a quelli del vegetale fresco, non devono distinguersi muffe, né tracce d’insetti.

A casa le erbe vanno conservate in un ambiente asciutto, in vasi di vetro scuro, sacchetti di carta o barattoli di cartone sigillati, recanti ognuno un’etichetta ben visibile col nome della pianta.

Le “carezze” del sole estivo lasciano spesso il segno. Sulla pelle poco protetta, soprattutto, un’eccessiva dose di raggi ultravioletti provoca arrossamenti e pruriti e, nei casi peggiori, vesciche e scottature.

Perché prenda forma un eritema lieve su una pelle chiara bastano quindici minuti di sole senza protezione, e venticinque ne occorrono per una scura. Rischia di più chi ha i capelli rossi o biondi, gli occhi azzurri e la pelle color latte

L’OLIO

Applicare sulla scottatura impacchi di acqua molto fredda, in modo da aiutare la pelle a disperdere il calore, poi spalmare un sottile velo di olio di germe di gra­no, oppure di olio d’oliva.

LA POLPA DI CAROTA

Stendere sulla zona colpi­ta una carota cruda grattu­giata, e lasciarla agire per una mezz’ora. Funzionano altrettanto bene una patata grattugiata e le foglie di ca­volo da cui si sia fatto uscire il succo, sfregandone la superficie con i denti di una grattugia.

L’OLIO MEDICINALE

In erboristeria è disponibile l’olio di iperico, un preparato dal colore rossastro, estratto dai fiori essiccati. Sulla zona infiammata vengono applicati impacchi imbevuti nella soluzione oleosa, da lasciare agire per mezz’ora.

GLI IMPACCHI

Versare due cucchiaini di fiori di arancio in una tazza d’acqua bollente, lasciare infondere per dieci minuti, poi filtrare. Usare il liquido per bagnare delle compresse di cotone da sistemare sulla pelle irritata.

LA POLPA DEL RIBES

Applicare immediatamente sulla pelle arrossata la polpa dei frutti di ribes rosso; è possibile evitare in questo modo la formazione di vesciche.

LE VERRUCHE

Non pericolose, ma di sicuro antiestetiche e fastidiose, le verruche in estate colpiscono come un’epidemia per via della promiscuità nei luoghi di villeggiatura e del vezzo di camminare scalzi sui bordi delle piscine, sulle spiagge e in prossimità delle docce. Il virus che ne è la causa s’insedia di preferenza nella pianta dei piedi e provoca minuscole escrescenze tondeggianti; non di rado si sviluppano in profondità per la pressione del peso, creando difficoltà a camminare.

LA TINTURA MADRE

Negli scaffali del farmacista c’è modo di trovare le tinture madri di Thuya o Podophyllum, con cui bisogna fare toccature un paio di volte al giorno. Dopo due o tre settimane di cura, la verruca diventa scura, si secca e cade senza lasciare cicatrici.

LA LINFA

Chi sa riconoscerla nei prati, può affidarsi alle sorprendenti virtù della chelidonia, una piccola erba facile da trovare un po’ dappertutto nei luoghi ombrosi, al riparo delle siepi e nei cespugli (quanti hanno poca dimestichezza con le erbe possono aiutarsi consultando imo dei tanti atlanti di botanica di­sponibili in libreria).

Ogni organo della pianta fresca è percorso da una linfa giallastra che “brucia” le verruche. Spezzato un rametto, col succo che cola si tocca ripetutamente l’escrescenza un paio di volte al giorno. La verruca assorbe il liquido e si scurisce. Poi, a poco a poco si sgretola e scompare dopo otto o dieci giorni di cura.

Prima di partire per le vacanze può essere vantaggioso farsi preparare dal farmacista questa soluzione da conservare in una boccetta di vetro scuro.

fresco        gr 20

gr 10

Alcol etilico a 20 gradi. gr 10

LE MEDUSE

Hanno un aspetto elegante e leggiadro, le meduse. Ma basta sfiorarle che subito i tentacoli, costellati di piccole sacche urticanti, scatenano un’irritazione della pelle, fastidiosa e insistente. Dopo aver provveduto a rimuovere i brandelli di tentacolo, e risciacquata la parte colpita con acqua di mare, è possibile intervenire con le erbe.

GLI IMPACCHI

Sulle lesioni applicare subito compresse di cotone imbevute nell’aceto. In un secondo momento, frizionare la zona irritata con olio essenziale di lavanda o di rosmarino.

POLPA DI CAROTA

Applicare la polpa cruda di carota (grattugiata) per lenire la zona arrossata.

L’ESSENZA DI MENTA

Per calmare il prurito, sulla parte colpita è bene stendere un velo di olio essenziale ricavato dalla menta.

L’INSONNIA

Non riesco a dormire!» Per molti è una tanta estiva quasi ossessiva. Nei mesi fila calura, umidità atmosferica, scarsa e rumori, specie in città, cospirano per scardinare la chimica del sonno. L’insonnia che ne deriva, gli specialisti l’hanno battezzata “situazionale”, per intendere che non è provocata da malattie, ma solo da una sfortunata serie di circostanze diverse.

L’insonnia spesso non risparmia neppure quanti vanno verso il lago, la montagna, la collina o il mare. Passare di colpo dall’ufficio ai fondali di Lampedusa o ai picchi del Monte Rosa, ad alcuni può richiedere una più o meno lunga fase di adattamento al nuovo ambiente e causare anche un sonno difficile.

LA TISANA

Versare due cucchiai di melissa in mezzo litro di acqua bollente e lasciare in infusione per venti minuti. Filtrare e berne un paio di tazze al giorno. Ha un gradevole odore di limone fresco.

IL VINO MEDICINALE

Mescolare 20 grammi di melissa, 10 grammi di passiflora, 10 grammi di biancospino e versare il miscuglio in un litro di vino bianco. Per una settimana, lasciare a macerare nella bottiglia chiusa con un tappo, poi filtrare. Berne un bicchierino da liquore un’ora prima di andare a letto.

IN VENDITA

Sul banco dell’erborista c’è modo di trovare già pronte la tintura di avena (prenderne 30 gocce il pomeriggio e la sera un’ora prima di andare a letto) e quelle di passiflora, di escolzia o di valeriana, tutte e quattro con notevoli virtù calmanti e rilassanti.

In farmacia, le proprietà ipnotiche di valeriana, passiflora, biancospino e camomilla sono state sfruttate per confezionare prodotti di impiego immediato, sotto forma di capsule (come Nirvanil, Anevrasi), sciroppi (per esempio Parvisedil, Sedatol, Sedopuer), oltre a confetti (Noctis, Blandonal) e bustine filtro per tisana (come Ticalma, Florerbe, Valerocalma).

IL NERVOSISMO

Al mare capita che aumentino il nervosismo e la tensione. E, in effetti, confermano i bioclimatologi, l’aerosol marino saturo di iodio e salsedine dà un colpo di frusta alla tiroide e può rendere nervosi e irritabili. Specie i bambini piccoli, gli anziani e quanti hanno già per proprio conto un temperamento “eccitabile”.

Versare due cucchiaini di fiori di biancospino nell’acqua bollente in una tazza e lasciare in infusione per dieci minuti, poi filtrare. Bere tre tisane al giorno. Moderano il nervosismo pure gli infusi di tiglio, meliloto, melissa, papavero rosso, primula e lavanda.

LA TINTURA

Prendere 30 gocce di tintura di meliloto (da acquistare in erboristeria) in un po’ d’acqua, da bere tre volte al giorno.

Chi non ama il fai-da-te, dal farmacista trova già pronti per l’uso sciroppi di passiflora, pillole di valeriana o anche bustine filtro di erbe calmanti per tisana.

L’ACIDITÀ’ DI STOMACO

Che gli stravizi estivi appicchino il fuoco allo stomaco, è facile. Il bruciore comincia circa un’ora dopo aver mangiato, specie dopo un pasto eccessivo innaffiato con abbondante vino e cibi piccanti e speziati. Quando la sensazione di acidità è soltanto un episodio occasionale, i rimedi naturali riescono a neutralizzarla, spesso con efficacia.

IL SUCCO DI PATATA

Centrifugare una patata e berne il succo poco dopo i pasti principali. È un potente antiacido.

LA TISANA

Ecco una tisana che può essere efficace contro questo disturbo. Aggiungere un cucchiaino di fiori d’arancio e un altro di verbena a una tazza d’acqua bollente e lasciare in infusione per un quarto d’ora. Filtrare con cura per mezzo di un colino e prenderne una tazza subito dopo i pasti.

L’INFUSO

Mettere in infusione per dieci minuti un cucchiaino da caffè di foglie di melissa in una tazza d’acqua bollente. Berne una tazza dopo ogni pasto.

Un cucchiaino da caffè di argilla verde in 200 grammi di acqua. Preparare la sera e lasciare riposare tutta la notte. Bere poi l’acqua argillosa in dosi di 100 grammi (un bicchiere) ai due pasti principali.

IN ERBORISTERIA

Sono disponibili bottiglie da mezzo litro di succo di patate, con proprietà antiacide. Berne mezzo bicchiere dopo i pasti. Possiedono le medesime virtù i succhi di cavolo e di carota.

LA DIARREA

Un colpo di freddo alla pancia, un pasto con cibi troppo speziati, un’abbondante bevuta di Grignolino invecchiato e subito l’intestino vuol essere liberato.

Anche certi cibi “tight”, cioè con poche calorie perché arricchiti con dolcificanti artificiali, possono provocare diarrea. Riposo e dieta liquida sono gli accorgimenti più opportuni da adottare quando si presenta questo tipo di disturbo. Ma giovano anche i prodotti vegetali, innocui ed efficaci.

IL DECOTTO

Mettere due cucchiai di radice di tormentilla in mezzo litro d’acqua, bollire per qualche minuto e tenere a bagno per un quarto d’ora. Dopo aver filtrato il liquido, berne una tazza ogni due ore.

L’INFUSO DI MALVA

Versare un cucchiaio di foglie e fiori di malva nell’acqua bollente di una tazza e lasciare in infusione per un quarto d’ora. Poi, filtrare il tutto. Nella prima giornata, bere una tazza dell’infuso ogni due ore.

L’OLIO DI FINOCCHIO

Due gocce di olio essenziale di finocchio su una zolletta di zucchero, da prendere tre volte al giorno, possono essere un altro rimedio efficace.

IN FARMACIA

In farmacia si trovano molte sostanze utili per combattere la diarrea. Bloccano gli attacchi di diarrea le pastiglie di carbone vegetale (Belloc, Carbonesia) e anche le compresse a base di pectina (come Streptomagma): questa è ima sostanza vegetale simile all’amido, capace di aumentare la densità del contenuto intestinale.

INDIGESTIONE

Un pasto con troppe portate spesso rallenta o frena bruscamente la digestione. E dopo pranzo viene anche, di solito, un fastidioso cerchio alla testa. Magari con l’aggiunta di nausea, vomito e una sensazione di peso sullo stomaco.

Quasi sempre, lo stato di malessere è di breve durata e si risolve nel giro di qualche ora. Ma la ripresa può rivelarsi più rapida se viene aiutata da blandi preparati naturali.

LA TISANA DI ANICE

I Nei casi di indigestione un rimedio efficace può essere una tisana a base di anice. Mettere due cucchiaini di semi di anice in una tazza di acqua bollente e lasciare in infusione per venti minuti. Quando la digestione è lenta, lunga e difficile, è bene berne una tazza.

L’ESSENZA

Due gocce di olio essenziale di menta su una zolletta di zucchero, da prendere poco dopo i pasti principali, possono alleviare tutti i disturbi che colpiscono lo stomaco dopo un pasto troppo pesante.

IL SUCCO

Bere un cucchiaio di succo di finocchio (da acquistare in erboristeria) un quarto d’ora prima dei pasti, in due dita d’acqua.

IN FARMACIA

Tra i prodotti da banco ne sono disponibili alcuni che possono curare il malessere che deriva dall’indigestione. Per esempio, le bustine filtro per tisana (Florerbe digestiva) ed elisir amari con genziana e rabarbaro.

Come addolcire i decotti

Parecchi rimedi a base di erbe destinati ad essere bevuti sono molto gradevoli. Quelli di tiglio, melissa, rosmarino, timo e liquirizia, ad esempio, sono infusi dal sapore soave e con un delizioso profumo. Altre erbe, però, sono assai amare. Il decotto di genziana e gli infusi di carciofo ed elicriso hanno gusti tanto aspri da risultare stomachevoli.

Una prima maniera per migliorare il sapore delle tisane consiste nel ricorrere a miele, zucchero bianco o grezzo, mannite (lo zucchero del frassino, da comprare in farmacia) e sciroppo d’acero. Chi ha problemi di linea può optare per le compresse di saccarina, o per altri dolcificanti privi di calorie. Anche la liquirizia, aggiunta sotto forma di radice sminuzzata, o di succo concentrato, o di estratto riesce a coprire gusti troppo amari.

Migliorano l’aroma: menta, timo, salvia, rosa canina, cannella e scorza di limone.

STITICHEZZA

Sarà il viaggio, sarà il cambiamento degli orari, sarà un menù a cui non si è abituati, sta di fatto che molto spesso la stitichezza è una complicazione delle vacanze. Esordisce fin dai primi giorni, e a volte resiste fino a quando non si toma a casa. Inoltre rende nervosi e agitati Che fare? Oltre ad aumentare la quota di fibre vegetali con frutta, verdura, pane e pasta integrali, la medicina verde ha molte frecce nel suo arco.

IL DECOTTO

Versare un cucchiamo di frangola nell’acqua di una tazza da tè. Fare bollire per dieci minuti, poi lasciare riposare per un quarto d’ora e filtrate con un colino. Bere la tisana a piccoli sorsi la sera prima di andare a letto.

IL VINO LASSATIVO

Mettere a macerare in un litro di vino bianco per dieci giorni 40 grammi di frangola, 20 grammi di senna e 20 grammi di anice, poi filtrate. La dose è di uno o due bicchierini prima dei pasti.

Un altro sistema naturale contro la stitichezza, che agisce senza nuocere alle delicate pareti intestinali, consiste nel mettere, la sera, 6 prugne secche a bagno nell’acqua fino a coprirle (dopo averle incise su un lato con un coltello). Il mattino seguente si mangiano le prugne e si beve l’acqua

IN FARMACIA

L’INFUSO DI MANNA

Sciogliere 50 grammi di manna in 150 grammi di latte caldo. Filtrare e poi bere l’intera quantità in una sola volta.

Tra i lassativi verdi, sono reperibili, già pronti, bustine filtro per tisane o miscele vegetali in barattolo (Kelemata, Arnaldi, Midro), cubetti a base di erbe evacuati (Ortisan), compresse di crusca (per esempio Crusken), amari al boldo o elisir al rabarbaro.

OCCHI ARROSSATI

Assieme alla pelle, l’occhio è l’organo che sconta di più gli effetti nocivi d’una esposizione troppo intensa e prolungata ai raggi solari. Ma proprio gli occhiali da sole, al mare come in montagna, vengo­no considerati un ornamento alla moda, un accessorio quasi superfluo e non indispensabile. È, invece, necessario averli (e di buona qualità) ogni volta che si prende il sole.

L’eccesso di radiazioni ultraviolette può causare arrossamento, stanchezza e lacrimazione degli occhi. Anche il vento può farli bruciare, a causa dell’effetto irritante del pulviscolo che, in vortici, solleva in aria. A volte, gli occhi sono tanto infiammati da creare addirittura la sensazione di avere granellini di sabbia appiccicati alla parte interna della palpebra superiore.

D’estate, è importante prevenire la congestione oculare con occhiali a lenti scure, ma, se il guaio prende in contropiede, un sollievo viene anche dalla farmacia vegetale.

GLI IMPACCHI

Nell’acqua bollente di ima tazza mettere un cucchiaio di fiordaliso e lasciare a riposo venti minuti con il recipiente coperto. Poi, filtrare con un colino a maglie fitte. Ogni due ore applicare sulle palpebre, per dieci minuti, due pezzuole o due compresse di cotone idrofilo bagnate in questa lozione calmante e decongestionante. Raggiungono lo stesso risultato gli impacchi con infusi di amamelide, piantaggine, camomilla, quelli di eufrasia e meliloto.

LE FOGLIE DI NOCE

Bollire per dieci minuti un cucchiaio di foglie di noce in due bicchieri d’acqua. Filtrare, lasciare raffreddare e usare il liquido per fare degli impacchi nel caso di occhi irritati e congestionati.

IL COLLIRIO

In farmacia sono disponibili colliri “dolci” con effetto astringente, calmante e disarrossante a base di amamelide virginiana (Optrex) e di mentolo e acido tannico (Blefarolin).

IL MAL D’ORECCHIO

Attenti alle orecchie a mollo! Un’eccessiva permanenza nell’acqua di mare o di lago (ma pure in quella della piscina), gli sbalzi di temperatura, il caldo estivo, offendono le orecchie, che possono diventare dolenti e infiammarsi nella parte più esterna.

Il prurito è spesso il primo segno, seguito di solito, subito dopo, da ima sensazione di dolore. La medicina verde offre alcuni rimedi efficaci e semplici da adottare, per ovviare a questi fastidiosi disturbi.

LE FRIZIONI

È consigliabile massaggiare la pelle, dietro il padiglione auricolare, specie in vicinanza del lobo, con l’olio essenziale di eucalipto oppure con quello di pino.

L’ESSENZA

Anche la lavanda è efficace. Si può inumidire un batuffolo di cotone nell’olio essenziale di lavanda e introdurlo per un centimetro circa nell’orecchio, mattina e sera.

LE GOCCE DI LIMONE

Infine le gocce. Instillare nel condotto uditivo due gocce di limone. Ripetere ogni quattro o cinque ore.

Basta una corrente d’aria fredda ed è subito tosse. Fastidiosa e insistente. A volte, decisamente insopportabile. Allo scopo di scansare guai peggiori, conviene intervenire subito per favorire l’espul­sione del catarro e disinfettare le vie respiratorie.

Versare due cucchiaini di drosera nell’acqua bollente di una tazza e lasciare infondere per venti minuti. Bere la tisana mattina e sera.

Tre gocce di olio essenziale di pino su una zolletta di zucchero da sciogliere in bocca, due volte al giorno. Vanno altrettanto bene le essenze di menta, eucalipto e mirto.

I SUFFUMIGIO

In un piccolo recipiente pieno d’acqua tenuta a bollore versare 2-3 gocce di essenza di eucalipto, poi respirare il vapore che si alza dalla superficie, tenendo un asciugamano sulla testa per disperderne la minore quantità possibile. Questo tipo di rimedio, molto efficace per le infiammazioni dei bronchi, va di solito ripetuto tre volte nella giornata.

Sul banco c’è modo di trovare molti prodotti adatti. Per esempio, lo sciroppo di timo e castagno (Tussamag), le supposte di essenza di pino (Pumilene, Ozopulmin), lo sciroppo di pino e timo (Pinedrin), le bustine per tisana a base di liquirizia, eucalipto e menta (Florerbe balsamica), le pastiglie di grindelia, marrubio e ginepro (Broncosedina), le compresse per inalazioni con timo ed eucalipto (Fomentil).

ESPERIENZA MENSILE

Giovedì, 2 Ottobre 2014

 

Gli Obiettivi dell’I.R.I.S.

 

· Stabilire e mantenere determinati standard nell’insegnamento del Reiki.

 

· Certificare studenti e Insegnanti.

 

· Creare manuali di istruzione da utilizzare nei seminari.

 

· Incoraggiare la formazione di gruppi di supporto in cui le persone possano dare e ricevere trattamenti Reiki.

 

· Incoraggiare gli studenti a diventare validi Insegnanti di Reiki se la loro Guida Spirituale li spinge in questa direzione.

 

· Ricercare sempre nuove informazioni su Reiki e sviluppare nuove tecniche per migliorarne l’utilizzo.

 

· Valorizzare apertamente l’attività di tutti gli Insegnanti e gli Operatori Reiki, indipendentemente dalla loro discendenza od organizzazione di appartenenza.

 

· Promuovere amichevole cooperazione fra tutti gli Operatori o Insegnanti nell’obiettivo di guarire se stessi e il Pianeta Terra, mediante l’utilizzo di Reiki.

 

Come vincere lo stress’

Nel turbinio dell’esistenza d’oggi paure, ansie, angosce sono all’ordine del giorno. All’origine c’è soprattutto la tensione nervosa.

Eccovi due tecniche molto facili ed efficaci per superarla o smorzarla.”Sono depresso”, “mi sento giù”, “la mia vita è un inferno”: alzi la mano chi, almeno una volta, non ha avuto occasione di dire a se stesso o agli amici una di queste frasi.

Esse sono lo specchio, di una situazione esistenziale di stanchezza e di pessimismo giunta all’estremo limiti di sopportazione e dalla quale sembra impossibile uscire.

Eppure, per difficile che sia tale situazione, una via di uscita c’è sempre e a ognuno di noi è data la possibilità di trovarla a condizione, che lo voglia.

Limitiamoci alla tensione nervosa, quello stato d’animo provocato dal turbine della vita moderna, che, in gran parte, è responsabile delle crisi, delle angosce, delle depressioni che ci affliggono. Chi non vorrebbe, al’ meno in parte, liberarsene? Il sistema c’è: è sufficiente dedicare, ogni giorno, pochi minuti alla propria persona.

Vediamo come.  Dieci minuti solo per se stesso

Concediti dieci minuti di totale isolamento ogni giorno, possibilmente alla stessa ora, per almeno una settimana.

Chiuditi a chiave in una stanza e seduto, dopo alcuni respiri calmi, regolari e profondi, cerca di allontanare da te ogni pensiero che non abbia nulla a che fare con quello che è all’origine della tua ansia.

A questo punto concentrati sul problema e, nel silenzio interiore, attendi l’affiorare di una risposta.

Annota la risposta sul taccuino, esci dalla stanza e dedicati alle lue occupazioni consuete: sarà l’inconscio che nel frattempo, lavorerà sul messaggio che gli hai mandato e te ne accorgerai il giorno dopo, quando altre risposte, sempre più centrale sul problema, ti verranno durante i successivi dieci minuti di isolamento.

Accetta la vita nella sua ambivalenza

Ricordate che ogni aspetto della realtà è sempre ambivalente: a un’immagine positiva, a un dato positivo, fanne riscontro sempre un’immagine negativa, un dato negativo.

All’origine del problema che ci tormenta c’è sempre la scelta che abbiamo fatto di privilegiare l’aspetto negative della situazione.

Provate allora a cambiare: provate a vedere cosa c’è di buono nei fatti, nelle sensazioni che al momento ci appaiono tutti negativi e cercate di far leva sugli elementi positivi.

Se il problema, ad esempio, è di natura economica, considerate quanto siano giovevoli all’equilibrio fisio - psichico la temperanza, la frugalità, il senso della misura arricchite questi pensieri con immagini tratte dalla vita dei filosofi, dei santi, degli asceti provando ad immaginare quali soddisfazioni si possono trarre da una vita interamente consacrata alla rinuncia.

Il vostro problema riguarda la salute?

Pensate a tutti gli altri valori che rendono gradevole e accettabile la vita che sono a vostra disposizione.

L’importante è riuscire sempre a pensare in termini positivi, in una chiave di accettazione, concetto che non deve mai identificarsi con quello, negativo della rassegnazione.

 

Buon lavoro, Maria Remigio

Settembre

Mercoledì, 1 Ottobre 2014

Gli ultimi quattro mesi dell’anno hanno conservato, anche dopo la riforma del calendario, un nome che in realtà è un numerale. Il calendario romano cominciava a Marzo, con la rinascita primaverile della natura, ed ecco spiegato perché settembre si chiama ancora “settimo mese” mentre per noi è il nono.

Per i numerologi, questo varia un po’ la sua energia e nel contempo indica una curiosa relazione fra i numeri 7 e 9. 7 sono i giorni della creazione e di ogni fase lunare; secondo gli antichi anche i pianeti e le sfere celesti e angeliche erano sette, mentre successivamente sono stati quantificati in nove. Ora alcuni sostengono che i pianeti sono dodici e altri che tra breve la frequenza dei nostri emisferi cerebrali dovrà arrivare a 12 Hertz: è come se la nostra consapevolezza dovesse evolvere attraverso questi tre numeri universalmente considerati perfetti, sacri e indicatori di un ciclo concluso.

In quanto numero dei giorni della creazione, 7 è “paterno” e celeste mentre 9, in quanto numero dei mesi di gestazione, è “materno” e terreno. Del 12 parleremo in dicembre. Settembre si presenta quindi come un mese al tempo stesso paterno e materno, come espresso anche dalla natura, che esce dalla fase solare, maschile, dell’estate per entrare in quella terrena, femminile, dell’autunno. Questo lo rende un buon tempo per armonizzare il maschile e il femminile - l’animus e l’anima, lo yang e lo yin - all’interno di ciascuno di noi ma anche nelle nostre relazioni interpersonali…

L’equinozio ricorderemo solo che quello autunnale cade il 23 alle ed è molto vicino a S. Matteo, l’Evangelista che simboleggia l’elemento aria- ed è a sua volta simboleggiato da un Angelo. Essendo egli, prima di diventare apostolo, un esattore delle tasse, è considerato il patrono di tutti quei professionisti che hanno a che fare con il denaro: bancari, cambiavalute, ragionieri… Possiamo trovare un’analogia “stagionale” nella ricchezza della terra, rappresentata dai raccolti che in questo periodo dell’anno si terminano e si immagazzinano.

Con la festa di Abred si concludeva l’anno celtico, fortemente legato alla sacralità e ai ritmi della terra. Da qui fino al 31 ottobre, il successivo capodanno, bisognava imitare il seme: entrare dentro di sé, nella propria terra interiore, per fare il punto dei mesi trascorsi, capire che cosa conservare e di che cosa liberarsi delle esperienze vissute.

Durante la festa i contadini si scambiavano i prodotti dei campi e facevano contratti e accordi, un’usanza che ancora sopravvive in certe fiere paesane.

A Napoli si ripete il miracolo della liquefazione del suo sangue, mentre i fedeli lo incitano a gran voce perché dia un segno tangibile della sua presenza e protezione.

Fino a non molto tempo fa ognuno di loro aveva un “onomastico personale” in diversi mesi, il che sopravvive nelle feste paesane che tuttora si svolgono.

Michele era il vero “titolare” di questa data: il suo abbigliamento da guerriero e la spada infuocata con cui sconfiggeva i demoni ne fanno la guida perfetta per questo momento in cui ci è chiesto, come ai semi, di entrare nelle nostre terre interiori.

Anch’esse sono popolate dai demoni delle nostre paure, ire, sensi di colpa: non a caso entrarvi è definito “viaggio agli inferi”.

Ricorrenze di Settembre

 

8. Natività della Vergine Maria

12. SS. Nome di Maria

Due ricorrenze forse innestatesi su celebrazioni più antiche.

15. Festa celtica di Abred

19. S. Gennaro

21. S. Matteo

23. Equinozio d’autunno

29. Michele. Gabriele e Raffaele Arcangeli

 

Anche i capelli possono essere messi a dura prova dagli agenti atmosferici, ai quali sono più esposti durante l’estate.

Ridà loro tono e vigore aggiungendo ai tuo shampoo abituate (possibilmente neutro)

2 gocce di olio essenziale di ylang ylang, 8 di Lavanda, 6 di Sandalo e

4 di Arancio

 

Editoriale

Mercoledì, 1 Ottobre 2014

Dove siamo:

L’I.R.I.S. si trova a nord di Milano a circa 20 minuti dalla Stazione centrale con pullman 727 – 728 – 729 e a circa 1 ora dai maggiori aeroporti.

 

Miei cari amici,

 

Ricerca il bene in tutte le cose e fai pubblicamente l’elogio di quello che avrai trovato. Non fermarti alle caratteristiche mutevoli dell’io esteriore, ma sforzati di scoprire in tutti, la personalità interiore, il vero Sé. Impara a conoscere tutti gli esseri ed amali”.

(Estratto dal Codice di Vita).

 

Noi dimentichiamo troppo spesso che il nostro inconscio comunica con quello di tutti i nostri fratelli e sorelle umani. L’anima universale, l’oceano di vita, esprime l’idea di unità, di coesione e di armonia.

Così ogni pensiero, ogni parola, ogni atto, prendono una risonanza particolare e sono retti dalla legge di compensazione che non permette alcuna eccezione.

Non serve a niente illudersi, se vi è opposizione e se deve esservi conflitto; è unicamente sul piano interiore e personale che conviene situarli.

Il fatto di giudicare gli altri, specchio delle nostre imperfezioni, ci allontana dal nostro vero Essere sicuramente, la critica negativa, la maldicenza, sono da rifiutare con determinazione e risoluzione poiché conducono alla tristezza ed alla sconfitta dell’anima.

Ogni imperfezione scoperta nel nostro fratello, deve incitarci a lavorare su noi stessi alfine di eliminare l’erba cattiva.

Trionfando sugli aspetti negativi e restrittivi della nostra natura, utilizziamo la legge di compensazione nel suo senso positivo e siamo veramente gli artigiani della nostra felicità e della nostra riuscita.

Condannarsi dopo una sconfitta cocente, non serve a niente.

Ma, al contrario, le nostre pene, le esperienze infelici, le prese di coscienza dolorose, la comprensione dei nostri errori, devono essere altrettanti gradini che ci elevano verso la vetta dell’illuminazione.

Se occorre guerreggiare, allora lottiamo risolutamente contro i pregiudizi, le falsità, i compromessi, i giudizi vani, l’orgoglio, l’egoismo e tutto l’insieme dei sentimenti inferiori e meschini che sono altrettanti ostacoli alla nostra realizzazione.

In altri termini, lottiamo per la padronanza di noi stessi, il trionfo del maestro del tempio interiore, eleviamoci risolutamente sapendo che i nostri sforzi saranno benefici per l’umanità intera.

 

“Colui per cui tutto è unità, che riporta tutto all’unità e che vede il tutto nell’Uno, può essere fermo nel suo cuore e dimorare pacifico in Dio”. (L’Imitazione di Gesù Cristo).

 

Ogni mese, vi invito a partecipare con me a un’esperienza mistica speciale.

A tal scopo, procedete secondo le seguenti istruzioni:

 

Ogni venerdì, in un momento di vostra scelta compreso tra le 21.00 e la mezzanotte, e possibilmente in un luogo in cui potrete essere soli e tranquilli, sedetevi, chiudete gli occhi, separate i piedi e appoggiate le mani sulle ginocchia.

 

Assunta tale posizione, rilassatevi bene ed effettuate tre profonde Recitate mentalmente una preghiera, dopodiché visualizzate per alcuni istanti il vostro Maestro interiore, ed irradiate verso di lui tutti i vostri pensieri di salute, di forza, di coraggio e di pace.

 

Attendete qualche istante, poi visualizzate le stesse vibrazioni di salute, di forza, di coraggio e di pace che partono dal suo cuore e si dirigono verso di voi. Siate il più possibile ricettivi e passivi per uno o due minuti.

 

Poi, mentre visualizzate ancora una volta il Maestro che, per tutta la durata di questa esperienza agisce al livello della sua funzione ufficiale, vale a dire a partire dal piano mistico che gli è proprio, irradiate insieme a lui dei pensieri positivi su tutta la superficie della Terra, verso l’umanità intera, in modo particolare verso tutti coloro che soffrono fisicamente o moralmente, nonché verso le persone anziane che, troppo spesso, vengono emarginate.

 

A conclusione di questa esperienza mensile, recitate mentalmente una preghiera di chiusura, e ritornate alle vostre occupazioni.

 

All’inizio, questa esperienza richiederà un po’ di tempo da parte vostra, forse un quarto d’ora, ma se la farete, constaterete che vi occorrerà sempre meno tempo per realizzarla.

 

Inoltre, ne trarrete benefici sempre più considerevoli su tutti i piani del vostro essere.

 

DONI

 

Regolarmente, ci inviate dei doni, per aiutarci a compiere al meglio le nostre attività filosofiche e mistiche, ( libri, oggetti, candele ecc..), oppure ci aiutate a mettere in ordine l’istituto e fare le pulizie.

 

Gli introiti annuali non sono sufficienti per coprire tutte le spese inerenti all’IRIS, questi doni ci permettono di risparmiare.

 

Cogliamo l’occasione di per ringraziarvi sinceramente della vostra generosità.

 

Con i miei migliori auguri di Pace Profonda,

 

Sinceramente con affetto Maria.

 

 

 

 

 

 

 

portami con te

Mercoledì, 1 Ottobre 2014

Se la tua liberazione è amore,

se la tua rabbia è l’essere schiava oggi,

la tua speranza non esserlo più domani,

se la tua ansia è la paura di non vivere,

se la tua lotta è persa in partenza perché non vivrai tanto a lungo per godere della vittoria,

se le tue armi sono la tua umiltà e il tuo amore,

se sai sorridere agli altri anche quando perdi, perché non hai niente da perdere,

se nella sconfitta non ti nascondi, perché non hai nulla da nascondere,

se saprai essere tanto forte da non voltarti mai indietro fino a capire che non è la tua vita che conta, se avrai la forza per insegnarmelo

portami con te.

Costellazione della Vergine

Mercoledì, 1 Ottobre 2014

Il segno della “Vergine” (comune, terra) è rappresentato da una giovane donna che tiene una spiga di grano, simbolo del tempo delle messi, della natura che si offre in questo mese di settembre.

 

Anche le persone influenzate dal segno della Vergine si offrono.

 

Sono servizievoli e devote, non amano farsi notare e vogliono restare nel giusto mezzo (da sottolineare che il segno della Vergine è il sesto segno dello zodiaco).

 

I “Vergine” tendono a svalutarsi e ciò dà loro quella modestia che, spesso, è il segno di un’assenza di apertura e di fiducia nei propri mezzi. Sono timidi e legano poco, benché siano sempre disponibili, a causa della loro volontà di servire.

La donna del segno è una Penelope nata.

 

Le facoltà di ragionare e di discernere caratterizzano i soggetti della Vergine; la loro ragione controlla, ordina e analizza.

 

Non possono concepire qualcosa che non possa essere realizzato, poiché il loro intelletto è volto al concreto.

 

Sono osservatori, precisi, metodici e dotati per ogni lavoro che richieda l’osservazione del minimo particolare.

 

Essi spingono, d’altronde, la minuzia al punto di spaccare, talvolta, “il capello in quattro”.

 

I “Vergine” si preoccupano molto per la loro salute; hanno gli intestini deboli (la Vergine governa l’addome) e, forse per questa ragione, sono molto esperti di dietetica e di igiene.

 

I difetti della Vergine sono: uno spirito troppo critico, ossessioni molteplici (del dettaglio, della pulizia e del nutrimento), la tendenza a dubitare di se stessi che provoca rimorsi e rimpianti, ed infine la tendenza all’affaticamento intellettuale, che indebolisce il loro sistema nervoso rendendoli irritabili.

 

Mercurio, che rappresenta l’intelletto, governa la Vergine, segno della ragione.

Yogi Bhajan, Tratto da “Diagonale” – n° 6 – Inverno 1991 (trascrizione di Indra Kaur)

Lunedì, 24 Febbraio 2014

Yogi Bhajan, Tratto da “Diagonale” - n° 6 - Inverno 1991 (trascrizione di Indra Kaur)

Lo zodiaco, i dodici segni, nelle parole del Maestro indiano Yogi Bhajan.

Quando l’universo e le stelle tutte
Danzano e incrociano le orbite,
Lasciando code di luce
Nei triangoli dei zig zag,
La vera esistenza, e la sua lealtà, è chiamata ARIETE.

Quando il mite diventa il forte,
E la giustizia risiede nel centro del Sé
E l’emotività è sostituita dalla gentilezza,
L’universo viene,
Accompagnato da un’ovazione continua,
Benedicendo la grazia del poter del Signore.
Questo è il potente TORO.

Quando l’innocente ama l’innocente
E l’apertura diventa riservata
E la mescolanza dei tre mondi,
Passato presente futuro, giugne a termine
Si sperimenta il GEMELLI.

Quando tutte le stelle danzano intorno
Alla luna riflettendo il potente sole,
Nell’aurora del giorno
E nella bellezza del tramonto,
Sono i bambini della luna che riflettono,
Con le lacrime, il Sé e l’Altruista: il CANCRO.

Quando fui scacciato nella savana,
Udii il ruggito del leone,
E vidi il loro branco ridere di me
Perché non potevo essere come loro.
Maestro delle bestie…Singha…il LEONE!

Nel sé cristallino ho visto
La genuina freschezza della luna,
E la brezza leggera
Che spandeva baci nel mattino
E la bellezza di un minuscolo cristallo,
Puro come l’acqua di rugiada
E nutrendo l’essenza del fuoco
Come un bagliore nel sole
Fui sorpreso di essere un VERGINE.

Quando il divino deve essere compreso,
La nobiltà va sperimentata
E la divinità va praticata,
E l’umano vuole vedere la luce.
L’equilibrio della Bilancia crea armonia,
Nell’eguaglianza dell’amore,
Con l’estasi della consapevolezza,
Per preservare la dignità di tutte le creature.
Dove la legge della vita è in equilibrio,
Esiste il dominio della BILANCIA.
In questa esistenza l’uomo può servire
Il buio e la luce.

Quando tutte le testimonianze celesti
Sono dimensionate per essere uno
Dalla forza del vento
E dal potere delle stelle
E quando il Signore dell’aria e dell’ego
Attacca e ingoia la consapevolezza del mondo,
Il cobra danzante, si realizza lo SCORPIONE.
Dal nulla al tutto,
Dal tutto al niente…in un momento.

Quando il potere della bestia
Sorpassa tutti i limiti,
E quando l’infinito
Si fonde nella bontà della realizzazione,
Nella sofisticatezza di questa virtù
Ecco il SAGITTARIO.

Quando i movimenti giungono a termine
E l’infinito diventa eternità,
Quando la totalità di Dio,
E il senso di bellezza della saggezza,
Gode il rapporto con il carattere nobile di fermezza,
Nasce un CAPRICORNO,
Per glorificare il mondo con la sua totale fermezza.

Il più bello ed esaltato sé dell’essere,
Comincia fluendo
Come nettare paradisiaco
Nel vero essere di tutti
Che vede, tocca, odora e penetra.
In questo flusso della vita, esiste l’ACQUARIO,
Come una ninfea nella pozza d’acqua.

Tutto dall’inizio alla fine
E’ la bellezza e la tendenza della vita;
Che corre in circoli
E tiene la storia dell’universo in memorie,
Ripercorrendole da una estremità all’altra.
E, quando tutte le sfaccettature del carattere
Diventano umili e si fondono per risorgere,
Nasce un PESCI,
Come un pesce che scivola nell’acqua
E non può vivere senza di essa,
Ma l’acqua può vivere senza esso
Per trovare la gloria della non-esistenza
Per l’esistenza del domani.

~ ° ~

 ricerche di Marina Pozzi

COMUNICATO STAMPA Legge Stabilità

Lunedì, 24 Febbraio 2014

 

: approvata la proposta CoLAP sul blocco dell’aliquota Inps per i Partita Iva

 

 

Roma, 23 dicembre - Il Senato  approva in terza lettura (definitivamente)la Legge di Stabilità(167 voti favorevoli e 110 contrari); il testo prevede al suo interno l’emendamento richiesto dal CoLAP che blocca l’aumento contributivo previdenziale per i lavoratori autonomi. Il provvedimento dà una battuta di arresto alla legge Fornero congelando per l’intero anno 2014 l’aliquota INPS al 27%. 

 

“Questo provvedimento rappresenta per i nostri professionisti un segnale importante - dichiara Emiliana Alessandrucci, presidente CoLAP - che riconosce l’iniquità del sistema contributivo attuale per i professionisti a partita IVA iscritti alla gestione separata INPS. L’abbiamo ripetuto in più occasioni: non possiamo continuare a vessare i liberi professionisti chiedendo loro un versamento di aliquote contributive sempre più alto, che porta a discriminarli economicamente e in termini competitivi rispetto ai colleghi ordinisti iscritti ad altre casse previdenziali”.

 

“Grazie a F.A.R.E. PROFESSIONISTI, l’evento CoLAP che si è svolto lo scorso 12 dicembre a Roma, agli oltre 1000 professionisti presenti, alle 80 associazioni professionali partner dell’evento e alle 200 associazioni CoLAP presenti, la nostra voce si è fatta sentire - afferma con fiera soddisfazione l’Alessandrucci - Abbiamo raggiunto un primo obiettivo, ora occorre andare oltre e ripensare l’intero sistema contributivo della gestione separata INPS, per arrivare ad una Riforma complessiva, non si può procedere a colpi di provvedimenti. Abbiamo raccolto l’assenso all’esigenza di revisionare l’intera gestione da parte del viceministro Fassina, dell’on.le Abrignani e dell’on.le Rughetti”.

 

“Noi abbiamo la nostra proposta pronta - continua la Presidente CoLAP - siamo disposti ad avviare un tavolo con la politica e i sindacati per trovare la giusta mediazione e risolvere questo problema che vessa e preoccupa i nostri professionisti”. 

 

il 2014

Lunedì, 24 Febbraio 2014

IL 2014

 Nel formularli, ci baseremo sulle proprietà del numero 2014, senza ridurlo.

Alcuni potrebbero domandarsi se il numero dell’anno nuovo sia davvero importante.

Si potrebbero fare obiezioni sulla correttezza dell’inizio del conto degli anni nel calendario cristiano.

Molti studi tendono ad indicare che la data di nascita di Gesù di Nazaret sia avvenuta qualche anno prima dell’anno Uno.

Poi, se ci rivolgiamo ad altre tradizioni religiose, per quella ebraica siamo nel 5774, per il calendario islamico Hijiri siamo nel 1435, mentre il calendario islamico solare afferma che siamo nell’anno 1392, ecc.

             Andiamo oltre a questa varietà di opinioni osservando semplicemente che il calendario più diffuso al mondo sta per entrare nell’anno 2014.

Corretto, sbagliato o approssimativo che sia, questo è il numero che sta per comparire su ogni documento civile, praticamente in ogni parte del mondo.

È la misura del tempo usata dalla scienza, dalla tecnologia, dal commercio, dai rapporti di amicizia e di lavoro della quasi totalità del mondo.

Sarà il numero  che comparirà in ogni pagina web e in ogni file che creeremo nei prossimi dodici mesi.

 Chi, come noi, crede che i numeri abbiano un messaggio per le parti più recettive dell’anima, si troverà il compito di decifrarlo. Sia chiaro, anche al mero livello inconscio i numeri  hanno un effetto sulla psiche, non essendo delle semplici misure di grandezza, ma avendo una loro ricca e complessa qualità vibratoria. La corrispondenza tra lettere ebraiche e numeri è una prova di ciò. Un’altra prova sta nel fatto che “mispar”, “numero”, ha la stessa radice delle entità che compongono l’albero della Vita: le “sefirot”:  ספר

 2014 è il valore numerico totale (somma di tutte le lettere di tutte le parole) del seguente verso (Salmo 68: 12):

 רב  צבא   המבשרות  אמר  יתן  אדני

 Adonai iten omer, ha-mevassrot tzavà rav

 Il Signore darà la parola, loro la annunceranno ad una grande moltitudine.

 Da parte sua, D-o continua a “darci la Sua parola”.

Scritta ed orale, la Torà continua a scendere su di noi, come acque che sgorgano dalle fontane celesti.

Da parte nostra, il  compito è di “annunciarla” al maggior numero di persone possibile. Questo verbo, “annunciare”, è levasser,  e la sua radice è mevasser:  מבשר

 Il termine potrebbe venire letto come Me-basar = “dalla carne”.

Ricordiamo che qui “carne” non significa l’insieme di tessuti, muscoli e vasi sanguigni, bensì la sostanza superiore della quale è fatto il Nuovo  Adamo, l’essere umano che attiene la piena “immagine e somiglianza” divina.

Basar è la sostanza della quale è fatto il cuore annunciato da Ezechiele (36:26)

 “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne (lev basar)”.

 Inoltre, si può leggere il termine basar come = be-shar  =  “nel cantare”.

Il nostro annuncio dunque non sarà un qualcosa di meramente intellettuale, bensì sarà radicato nella poesia e nella creatività musicale.

 Queste sono le “Acque inferiori” che salgono incontro alla discesa delle Acque superiori. Questo è il matrimonio tra umano e divino.

 Come fare questo annuncio? Secondo i maestri, lo scopo più vero e profondo dello sviluppo di tutta la  tecnologia  della comunicazione, sta nel rendere possibile il diffondersi più rapido e capillare della Parola e dell’Insegnamento Divino.

Facebook, o i gruppi di Whatsapp, o un blog, sono potenti strumenti di  socializzazione! Mettiamo in essi un qualche pensiero di Torà, una riflessione profonda, una poesia sacra,  ogni tanto.

Non dobbiamo prendere il posto di preti e rabbini, ma sicuramente ci viene chiesto di crescere ed aumentare la nostra  capacità di comprendere ed insegnare la Verità e la Bellezza.

 Il primo augurio e benedizione è quello di  diventare “annunciatori”, dei “mevasser” alla “grande schiera”.

 ——————————————

 Ed ora, una ulteriore riflessione sul numero 2014.

Com’è noto, uno degli strumenti matematici per comprendere la natura di un numero  è quello di scomporlo nei suoi fattori primi.

Ecco qual è l’ossatura “primaria” del 2014:

  2 x 19 x 53 = 2014

 È il  raddoppio del prodotto tra 19 e 53.

Questi numeri hanno un significato diretto e chiaro: 19 è il valore di Eva, Chavà  חוה , e 53 quello di Gan   גן  , “giardino”. Eva e il giardino sono due entità immediatamente interconnesse, nell’immaginario di ciascuno di noi. Ma cos’è il x 2, il  raddoppio?

Semplice: la Bibbia ci parla della prima storia, della caduta, del passaggio di Eva dalla condizione di “madre di tutti i viventi”, a quella di una semplice Nuqva, un femminile solo, vuoto, abbandonato e vilipeso.

 Quanto tempo ancora dovremo accontentarci di una sola parte della storia? Moltiplicare il prodotto Eva x Giardino non significa ripetere la storia dell’esilio.

Significa piuttosto rivelare la sua controparte spirituale, che è un’ascesa e non una caduta. Eva ritorna al giardino, per completare quello che Adamo aveva iniziato e poi interrotto: servirlo e custodirlo. Il giardino da principio è la realtà fisica.

In seguito, crescendo, diventa il luogo interiore, lo spazio protetto della nostra consapevolezza, quello recintato, dove pensieri  e parole negative non hanno accesso.

Moltiplicando il nostro giardino per la nostra femminilità redenta, e aggiungendo ciò che era il risultato della loro prima unione (un decadimento) operiamo il  Ratzò va-Shov, il “correre e il ritornare”, che è l’essenza stessa della Vitalità.  Chaiot = Chaiut.

Ecco la seconda benedizione: a tutti un anno pieno di raddoppi, pieno di unificazioni tra la nostra parte femminile inferiore e il nostro giardino interiore, a tutti un anno di Vitalità messianica.

 N. Hadar